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NBA, i Celtics travolgono i Cavaliers: a Boston non c’è partita

NBA

I Celtics mandano sei giocatori in doppia cifra, domano l’attacco dei Cavaliers (soltanto il 34.8% dal campo) e controllano senza problemi il secondo episodio della serie contro i vice-campioni NBA, lanciando un chiaro segnale: quest'anno per Cleveland sarà molto più dura battere Boston

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Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 102-88

IL TABELLINO

“1-1 e palla al centro”, si direbbe se fosse una partita di calcio giunta alla fine del primo tempo. Boston si aggiudica il secondo incrocio stagionale con Cleveland, due mesi e mezzo dopo il tragico infortunio di Gordon Hayward del season opener. Quella partita i Celtics rischiarono di riacciuffarla con un tiro di Irving in faccia a James sulla sirena; questa notte invece non c’è stata storia. Merito di Terry Rozier, il protagonista che non ti aspetti: 20 punti (miglior realizzatore del match), otto dei quali segnati in fila sul finire del primo quarto, decisivi nel portare Boston sul +11 al primo intervallo. Un vantaggio che i Celtics hanno mantenuto invariato per mezz’ora di gioco, prima di allungare nuovamente ancora grazie ai punti del numero 12 (sempre otto, sempre consecutivi), fresco e pronto come tutto il roster di Boston, reduce da tre giorni di riposo dopo il sofferto successo contro Brooklyn di Capodanno. Cleveland invece conferma le croniche difficoltà nei back-to-back, ancora senza Isaiah Thomas (tenuto a riposo dopo l’esordio di ieri contro Portland) e battuta per la quarta volta nelle ultime cinque gare. LeBron James parte forte con un convincente 4/5 al tiro nel primo quarto, ma il resto dei suoi compagni dopo 12 minuti mettono a referto un eloquente 3/19 di squadra. I Cavaliers si ritrovano così subito a inseguire in una serata in cui l’attacco non gira: Cleveland tira con il 34.8% dal campo, il numero 23 segna 19 punti (con 7 rimbalzi e 6 assist) mentre Kyle Korver si ferma a quota 15 (con 5/11). Due dei pochi a salvarsi in una serata da 1/11 per Kevin Love, 2/12 per Jae Crowder (che ha pagato un po’ la pressione del ritorno al TD Garden), 3/11 di Jeff Green e 2/10 di Dwyane Wade. Percentuali risultato anche della competente e aggressiva difesa di Boston, la migliore a livello NBA per punti concessi su 100 possessi (100.4), ben al di sopra di tutte le altre. Un’organizzazione che permette protezione del ferro e dell’area (46-40 i punti nel pitturato in favore dei Celtics), nonostante la stazza fisica non premi il roster dei bianco-verdi: i giocatori che hanno tirato contro Al Horford ad esempio soltanto in due casi su 13 tentativi sono riusciti a trovare il fondo della retina. Sì, i Celtics quest’anno sono un avversario molto più ostico del previsto per i Cavaliers.

Il record di triple, l’infortunio di Love, la standing ovation a Thomas

Niente punti in area e mano fredda anche dall’arco per i vice-campioni NBA: un 8/32 dalla lunga distanza che interrompe a 26 la striscia di gare consecutive in cui i Cavs hanno realizzato almeno dieci canestri da tre punti (terza più lunga della storia NBA). Ad aggravare poi una serata di per sé già storta ci ha pensato la caviglia destra di Love, girata dal numero 0 a metà secondo periodo e sulla quale ha continuato a giocare per oltre 20 minuti. A fine terzo quarto il dolore è diventato troppo fastidioso da sopportare, costringendolo ad abbandonare il campo con un quarto d’ora d’anticipo. Il pubblico di casa invece ha avuto solo occhi per Thomas, che nel prepartita aveva espressamente richiesto di rimandare il video tributo al prossimo match (quando spera di poter essere in campo), ma che si è goduto con estremo piacere il bagno di folla. Inquadrato a fine primo quarto e apparso sugli schermi del TD Garden, il numero 3 dei Cavaliers ha ricevuto una lunga e commossa standing ovation, a cui ha risposto salutando commosso il pubblico che non la smetteva di battergli le mani. “Non so che tipo di squadra saremo o potremo diventare una volta che Thomas tornerà a far parte stabilmente della nostra rotazione – racconta James -, ma sono certo che ci sarà molto da divertirsi. Con lui cambieranno un sacco di cose”. Magari anche il prossimo 11 febbraio, per evitare che lo scontro diretto contro i Celtics si concluda con un’altra disfatta.

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