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NBA, non basta Donovan Mitchell: Utah cade nel finale a Miami, decisivo il canestro di Richardson

NBA

Tutto il quintetto base di Miami (più un James Johnson da 13 e 11 rimbalzi dalla panchina) va in doppia cifra, rispondendo così ai 27 punti di Donovan Mitchell che sbaglia sulla sirena il canestro del controsorpasso. Josh Richardson firma i due punti decisivi per la vittoria degli Heat

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Miami Heat-Utah Jazz 103-102

TABELLINO

Ritorna il consueto appuntamento della domenica sera con gli NBA Sundays. Di scena alle ore 21:30 in diretta su Sky Sport 1, gli Utah Jazz sul campo dei Miami Heat: un’occasione perfetta per vedere in campo alcuni giocatori che faranno il futuro della lega come il rookie Donovan Mitchell e altri al picco della propria carriera come Goran Dragic. C’è molto in palio però anche a livello di classifica: i padroni di casa sono ormai quattro partite sopra il 50% di vittorie (21-17) e, dopo una prima parte di stagione interlocutoria, sembrano aver trovato la giusta quadratura vincendo sette delle ultime 10 partite disputate. Oggi condividono il quinto posto a Est con Milwaukee e Detroit, segnale di una Eastern Conference dove l'equilibrio regna sovrano e ogni partita è quindi importante. Nella sfida contro i Jazz però devono fare a meno di Dion Waiters e Justise Winslow.
Percorso esattamente inverso quello compiuto invece dai Jazz, che senza il loro centro Rudy Gobert hanno perso 8 delle ultimei 10 gare disputate e sono scivolati fino al decimo posto nella Western Conference, a tre partite e mezza di distanza dall’ottavo posto occupato da New Orleans. Magari non ne uscirà la partita più spettacolare dell'anno, visto che entrambe le squadre fanno della difesa il loro credo, ma quando in campo ci sono realizzatori elettrizzanti come Mitchell (appena votato rookie del mese a dicembre per la Western Conference) e passatori visionari come Ricky Rubio insieme a Dragic (campione e MVP agli ultimi Europei) e lunghi dinamici come Hassan Whiteside lo spettacolo ad alta velocità è garantito. 

Primo tempo

Il motivo della partenza lanciata dei Miami Heat ha un nome e un cognome: Hassan Whiteside, che nella prima metà del primo quarto manda a segno i primi due tiri che prende e soprattutto ne stoppa tre agli attaccanti dei Jazz che osano avventurarsi in area. Sua quindi la firma del 16-9 con cui i padroni di casa aprono la sfida, prima di incassare un 8-0 di parziale che mette Utah avanti di uno (17-16). Miami però reagisce segnando gli ultimi sei punti del primo periodo (con due canestri di Tyler Johnson) e così va al primo stop sopra di 5, sul 27-22, grazie a ottime percentuali al tiro (il 60% dal campo, il 40% da tre punti). Proprio con un paio di conclusioni dall’arco Miami allunga ulteriormente in apertura di secondo quarto, arrivando a sfiorare il vantaggio in doppia cifra. Ma sul 39-30 per la squadra di Spoelstra, ecco immediato il controparziale di 7-0 dei Jazz, che rimette in equilibrio la gara. La rincorsa di Utah viene coronata nell’ultimo minuto di primo tempo, quando un canestro di Derrick Favors (8 punti e 9 rimbalzi già all’intervallo per lui) sigla il pareggio degli ospiti a quota 47, prima che due liberi di Whiteside mandino le squadre negli spogliatoi sul 49-47 Heat. Tra i padroni di casa il migliore è proprio il centro n°0 con 8 punti, altrettanti rimbalzi e 4 stoppate, mentre Utah ha 8 punti anche da Donovan Mitchell e uno in più da Joe Ingles.

Secondo tempo

Mitchell torna in campo ispiratissimo e con 11 rapidissimi punti nei primi tre minuti sale a quota 19 e riporta davanti i suoi Jazz, anche se il secondo tempo vede finalmente recitare da protagonista anche Goran Dragic, molto più aggressivo e autore di 8 punti in apertura di terzo quarto. Una schiacciata super spettacolare ancora di Mitchell porta Utah sopra di 5 (64-59) e costringe Erik Spoestra a fermare la gara, per evitare che l’inerzia si sposti decisamente a favore dei Jazz. Il time-out funziona, perché con i canestri di Tyler Johnson e di Whiteside Miami torna avanti sul finire del terzo periodo, chiuso poi con le due squadre a scambiarsi canestri senza che nessuna riesca a rompere l’equilibrio sostanziale che rimanda ogni verdetto agli ultimi dodici minuti. Dopo tre quarti il punteggio dice infatti 75-74 Jazz, che oltre ai 21 di Mitchell hanno Favors in doppia doppia (10+10). Il protagonista in avvio di quarto quarto pero è un altro, Rodney Hood: sono i suoi 7 punti quasi consecutivi a spingere Utah sopra di 6 (86-80) con otto minuti ancora sul cronometro. Con gli ospiti che non riescono a chiudere la gara, Miami resta a contatto e arriva a giocarsi tutto nel minuto finale, quando due liberi di Dragic portano i padroni di casa a -1, 100-99. Mitchell dimostra di essere un rookie solo sulla carta d’identità e segna il 102-99 ma due liberi di Olynyk e un brutto tiro di Hood consegnano a Miami il pallone della vittoria a 8 secondi dalla fine. Josh Richardson ne usa solo 3 per andare al ferro e siglare il sorpasso Heat, lasciando l’ultimo possesso ai Jazz. L’ultimo tiro di Mitchell (27 punti con 12/24 al tiro fino a quel momento) è pero forzatissimo e si spegne sul ferro: vince Miami che manda tutto il quintetto in doppia cifra (più James Johnson in doppia doppia, 13 punti e 11 rimbalzi), con Tyler Johnson e Goran Dragic migliori marcatori a quota 16.

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