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NBA, l'All-Star Joel Embiid snobba Rihanna: "Mi ha già rifiutato, perché dovrei riprovarci?"

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Il centro dei Philadelphia 76ers, votato per la prima volta per la partita delle stelle, è tornato a parlare della promessa fattagli da Rihanna di uscire con lui una volta diventato All-Star - ma incredibilmente l'ha rifiutata in diretta nazionale

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Che serata per Joel Embiid: prima convocazione all’All-Star Game, peraltro da titolare, e vittoria dominante sul campo della miglior squadra della Eastern Conference. Un momento del genere val bene una dichiarazione ad effetto, una delle tante a cui ci ha abituati in questi anni in cui si è trasformato in una delle stelle più conosciute della NBA. Se ci pensate bene, tutto è cominciato nell’estate del 2014, quando Embiid — appena scelto al Draft dai Sixers — per la prima volta ha “fatto notizia” chiedendo insistentemente su Instagram alla cantante Rihanna di uscire con lui ora che era diventato un giocatore NBA, peraltro usando dei meravigliosi meme su Twitter. La risposta di “RiRi” pare sia stato un salomonico “Torna da me quando sarai un All-Star” e oggi — dopo quasi quattro anni di attesa, sconfitte, infortuni e dubbi sulla sua tenuta fisica — la domanda era d’obbligo: tornerai a provarci con Rihanna? “Mmh… mi ha rifiutato al tempo, perciò perché dovrei riprovarci con lei?” ha risposto a Kristen Ledlow di TNT dopo la partita coi Celtics, trasmessa in tv nazionale. “Perciò passo e vado avanti alla prossima”. Quando la Ledlow gli ha chiesto se avesse qualcos’altro da aggiungere, Embiid ha detto solo “Trust The Process” con un enorme sorriso a 32 denti, allontanandosi verso gli spogliatoi del TD Garden. Già ai microfoni di Alessandro Mamoli in occasione della partita di Londra il lungo dei Sixers aveva risposto con una risata alla domanda su Rihanna, dicendo solo che “ora lei è fidanzata” [con l’imprenditore arabo Hassan Jameel, proprietario della 12^ azienda più ricca del mondo] e cercando di sviare sottolineando di non aver mai detto che fosse proprio lei la “ragazza famosa” che gli aveva risposto in quel modo. Il naso non gli si era allungato, ma ora sappiamo che era proprio una bugia: poco male, magari potranno salutarsi amichevolmente proprio in occasione dell’All-Star Game di Los Angeles, dove difficilmente Rihanna non sarà a bordocampo.

Coach Brown: "Una bellissima storia di perseveranza. E pensare che non può allenarsi..."

Al di là delle battute e degli scherzi, la convocazione di Embiid è un momento di svolta per l’intero Process dei Philadelphia 76ers, che hanno subito anni di sconfitte e umiliazioni proprio per avere un giocatore in grado di cambiare le sorti della franchigia, uno da quintetto all’All-Star Game. Tanto è vero che tutti i suoi allenatori e compagni lo hanno riempito di complimenti e pacche sulle spalle, celebrando il primo All-Star della franchigia dai tempi di Jrue Holiday nel 2013 e il primo a essere convocato per il quintetto dal 2010, quando i fan votarono in massa un Allen Iverson alla fine della sua carriera. “È come se qualcuno avesse dato un voto alto in pagella a uno dei tuoi figli” ha commentato coach Brett Brown su cosa significa questo riconoscimento per l’intera franchigia. “Joel e io ci conosciamo ormai da parecchio tempo, visto che è il giocatore che è qui da più tempo. Ha dovuto affrontare tantissime avversità. È incredibile che un giocatore con sole 65 partite alle spalle possa essere votato per l’All-Star Game, pure da titolare. La sua storia di perseveranza è notevole e riflette quella dell’organizzazione e del processo che abbiamo intrapreso. È davvero una storia bellissima, sono orgoglioso di lui”. Coach Brown ha anche sottolineato quanto questo risultato sia stato raggiunto nonostante delle grandi limitazioni fisiche: “E pensare che non è mai riuscito davvero ad allenarsi come si deve, e ciò nonostante riesce a produrre i risultati che produce. Per me è un ulteriore incentivo a metterlo in condizioni fisiche migliori e aiutarlo ancora di più dal punto i vista della salute. Abbiamo ancora tanto da poter fare in futuro”. Anche Embiid ci ha tenuto a sottolineare come questo risultato sia stato merito dello sforzo di tutti, ringraziando l’organizzazione sul suo account Twitter, e si è detto carichissimo per la partita di Los Angeles: “Sono pronto, non vedo l’ora: sarà la mia prima volta e ci divertiremo un sacco”.