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All-Star Game NBA, Lillard risponde a Westbrook: “Me lo merito”. E Houston difende CP3

NBA

La point guard dei Blazers risponde per le rime all'MVP in carica: "Ci sono rimasto male, lui sa quanto ho combattuto per questo". E Houston si schiera dalla parte di Chris Paul: "Assurdo farlo fuori dall'All-Star Game"

Le convocazioni all’All-Star Game non smettono di far discutere e nell’occhio del ciclone resta sempre Damian Lillard, che a margine del match vinto contro Minnesota ammette di essere rimasto male dopo aver ascoltato le parole di Westbrook in difesa di Paul George: “Rispetto tantissimo Russell, per quello sono rimasto molto male dopo aver ascoltato quelle frasi. Perché lui ha giocato spesso contro di me, contro la nostra squadra e sa bene quanto ho fatto. Non soltanto in questi ultimi mesi, ma nell’arco di tutta la mia carriera. Per questo sono rimasto davvero deluso, ma so bene di aver meritato il mio posto quest’anno all’All-Star Game. Le cose stanno così: merito di giocare quella partita”. E i 31 punti, sei assist e quattro rimbalzi messi a referto contro i T’wolves non sono una risposta a quanto affermato da Westbrook. “Non mi preoccupo di quanto ha detto, la sua parola non è legge. Questo è quanto. L’ ultima cosa che avrei pensato di dire in questi ultimi due anni in cui sono stato ingiustamente escluso è che gli altri non hanno meritato quel traguardo. Ho sempre detto che pensavo di dover far parte del gruppo di All-Star, ma quello era il mio modo per gestire la delusione. Queste saranno forse le sensazioni che provano adesso anche loro, ma non dovrebbero portarti a mancare di rispetto agli altri”. Una convocazione che ha un significato particolare per Lillard, che a 27 anni gioca il suo terzo All-Star Game dopo due stagioni di assenza sofferta. “Le mie prime due convocazioni, al secondo e al terzo anno nella lega, me le sono godute come esperienza in quanto tale; ero eccitato. E da quel momento in poi sono stato escluso, facendo sì che dentro di me crescesse la voglia di esserci, di dimostrare che non potevano lasciarmi fuori. Era diventato qualcosa da conquistare”. Un traguardo sofferto e inseguito a cui non toglierà piacevolezza la scelta di LeBron o Steph: “Non penso sia una selezione che determinerà il mio valore o il mio posto. A un evento del genere l’importante è esserci; per questo sarò felice e me la godrò sia in squadra con James che con Curry. Sarebbe stata una buona idea trasmettere il Draft fatto dai due capitani in TV”.

D'Antoni e Harden all'unisono: "Come si fa a tenere fuori CP3?"

Nel post-partita di Dallas-Houston invece, James Harden e coach D’Antoni sono andati alla carica per difendere Chris Paul, rimasto fuori anche lui lasciando di stucco la squadra texana. “Sono sconcertato dal fatto che persone che guardano abitualmente le gare NBA non si siano resi conto e non vedano quanto sia importante per i nostri meccanismi – commenta affranto coach D’Antoni -. È in grado di fare sempre la cosa giusta: dare spazio agli altri e rendere la squadra migliore. Sta facendo tutto questo e nel frattempo sta giocando una delle sue migliori stagioni a livello personale. Non posso che essere perplesso”. I Rockets infatti sono l’unica squadra di vertice a non avere almeno due giocatori all’All-Star Game. L’unico rappresentate è Harden: “Secondo miglior record di tutta la lega, secondi nella conference e Chris sta facendo –quanto? -, 19 punti e 9 assist di media, una roba del genere. Mi chiedo: come si fa a non capire il suo valore? Siamo una squadra molto profonda, certo, ma non sto facendo tutto da solo lì fuori. Lui sta tenendo in mano le redini della squadra tanto quanto me. Ogni volta che mi siedo in panchina, avete visto lo show che mette in piedi? Avete visto cosa è in grado di fare? Non capisco che tipo di gratificazione sia questa selezione”. E di fronte a chi fa notare che Paul è rimasto fuori per 17 partite in questo inizio di stagione, D’Antoni replica esterrefatto: “Abbiamo un record con lui di 24-5 e non basta per meritare una chiamata? Ok, datemi un attimo per riprendere fiato. Non ha alcun senso venirmi a chiedere al posto di chi avrebbero dovuto chiamarlo. Sto solo dicendo che fare una lista di quel tipo senza di lui è una forzatura”. Ma il diretto interessato cosa dice? “Al momento mi interessa soltanto essere concentrato sulla capacità della squadra di giocare bene; assicurarmi che tutti abbiano una mentalità vincente”. Le partite che CP3 vuole iniziare a giocare quest’anno solo altre.

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