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NBA, le reazioni alla cessione di Blake Griffin a Detroit: "È Doc Rivers il problema"

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Lo scambio tra Clippers e Pistons ha colto di sorpresa tutti: dalla reazione sbalordita del diretto interessato a quella dell'ex Matt Barnes, che ha già trovato il colpevole...

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Blake Griffin dopo nove anni trascorsi ai Clippers ha lasciato Los Angeles destinazione Detroit, sorprendendo l’intero mondo NBA con una trade venuta fuori all’improvviso dal nulla e scatenando una quantità enorme di reazioni. A partire ovviamente dalla sua, che subito dopo la bomba lanciata da Adrian Wojnarowski, ha postato il più azzeccato dei tweet: nessuna parola, soltanto una gif con un giovane Will Smith nei panni di “Willie il principe di Bel Air” che non nasconde il suo stupore. Ha fatto incetta di condivisioni Griffin, così come il suo amico Matt Barnes che via Instagram ha puntato il dito contro quello che a detta sua è l’unico vero colpevole della distruzione del roster dei losangelini: Doc Rivers. “Quindi avete deciso di scambiare un giocatore del genere, dopo che in estate avete speso tutti quei soldi per rinnovargli il contratto? – è il commento posto sotto una foto del numero 32 -. Via lui quando tutti dentro l’organizzazione e la squadra sanno bene che l’unico vero problema è Doc Rivers [scritto in maiuscolo, qualora sfuggisse a qualcuno]. Assicurati di aver messo una giacca in valigia Blake, ti voglio bene fratello”. A Detroit fa decisamente più freddo che in California in effetti, ma non sarà soltanto il mare a mancare a un giocatore che dovrà letteralmente reinventarsi ai Pistons; non tanto e non solo a livello tecnico.  In tanti hanno condiviso di nuovo la maglia con cui i Clippers erano riusciti a convincerlo a rinnovare questa estate (lui in mezzo a Nelson Mandela, Barack Obama, Martin Luther King e molti altri, a testimoniare il suo peso nella storia dei Clippers), altri invece hanno maliziosamente condiviso le temperature a gennaio delle due città, chiedendo una preghiera per il numero 32. Griffin dopo la partenza di Chris Paul era tornato a essere il lider maximo dello spogliatoio losangelino: eredità che adesso raccoglierà chi? Austin Rivers, spesso accusato di essere “il cocco di papà” e nulla più? A disperare più di tutti però è DeAndre Jordan; il primo a voler mollare la comitiva nell’estate 2015 e poi richiamato e convinto in tutti i modi dai suoi compagni a restare. La promessa era quella di continuare insieme, di conquistare la NBA uno di fianco all’altro. Due anni e mezzo dopo, è rimasto da solo.