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NBA, Cleveland, buona la prima: i nuovi Cavaliers travolgono a domicilio i Celtics

NBA

Alla prima uscita i nuovi Cavaliers, rivoluzionati dopo la sessione di mercato, vincono e convincono a Boston contro i Celtics: guidata da un sorridente LeBron James (24 punti, 10 assist, 8 rimbalzi), Cleveland travolge i padroni di casa anche grazie al contributo dei nuovi acquisti

IL TABELLINO DEL MATCH

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Il racconto del primo quarto

Non è una partita come le altre ed è chiaro sin dalla palla a due. I decibel del TD Garden sono molto più alti del solito, non soltanto perché in prima fila c’è seduto Paul Pierce in attesa del ritiro della maglia, ma soprattutto perché i Celtics vogliono confermare di essere la miglior squadra a Est. Il primo possesso della sfida coinvolge George Hill, il primo volto nuovo sul parquet, partito titolare e battuto da Kyrie Irving dal palleggio. La sfida si accende dopo un paio di minuti, quando James e Irving incrociano le loro rotte sul parquet: prima LeBron in attacco da fermo scheggia il ferro, poi Kyrie piazza un canestro cadendo indietro in faccia al 23. Il Garden approva, ma Cleveland resta in gara nonostante la palese differenza nella qualità dell’esecuzione. Il GM dei Cavs Koby Altman commenta a bordocampo la rivoluzione delle ultime ore dei vice-campioni NBA, mentre i suoi ragazzi sul parquet pennellano al ferro un alley-oop da manuale. Cedi Osman gioca ormai da veterano (metà del roster dei Cavs di fatto è in Ohio da meno tempo di lui), mentre Irving continua a sottolineare come per lui questa non sia una gara come le altre. Nove punti in un amen, gli ultimi mentre LeBron esce con una smorfia di dolore sul viso per un problema al ginocchio destro. Boston fa una fatica bestiale a far canestro, anche perché la difesa dei Cavaliers è cambiata almeno in quanto ad applicazione. La tripla di Morris riporta avanti i Celtics dopo 10 minuti e regala nuovamente il vantaggio ai padroni di casa. Se esiste un rookie da tenere d’occhio, quello è Jayson Tatum, perfetto nell’esecuzione dall’arco; conclusioni che Boston prova con sempre maggiore frequenza nel finale di primo quarto. Nessuna delle due squadre però riesce a prendere il largo: a fine primo quarto è 32-31 Boston, con 9 punti già realizzati da Irving.

Il racconto del secondo quarto

Il secondo quarto si apre con la tripla di Rodney Hood, un altro di quelli da seguire con la nuova maglia. I Cavaliers hanno chiaramente tanti difetti dovuti alla mancata di confidenza in una squadra rivoltata come un calzino, ma la voglia di lottare è già un valore su cui coach Lue può fare affidamento. James resta seduto a lungo dopo la botta al ginocchio, ma i suoi nuovi compagni provano a far di tutto per non farne sentire l’assenza. L’inedito secondo quintetto dei Cavs mette il naso avanti nella sfida, prima che l’esecuzione dei Celtics lentamente eroda le labili difese di Cleveland. Le percentuali del primo quarto parlano chiaro: 53% la percentuale di realizzazione nei tiri contestati dai Cavaliers, il 38% per i Celtics. Alla lunga questo ti logora, a meno che non torni sul parquet James e segni da fermo un canestro di una difficoltà imbarazzante. Hood va ancora a segno da lontano e gli ospiti sorpassano per l’ennesima volta i padroni di casa, in un piacevole primo quarto d’ora di match. Torna Kyrie e al primo affondo è già doppia cifra alla voce punti, per poi volare a 13 punti con 6/8 al tiro. James risponde colpo su colpo, andando al ferro nonostante la trattenuta di Monroe, un altro di quelli arrivati da poco. “Sono brutte notizie”, dice Tranquillo in telecronaca. “Il Re è tornato”. Cleveland è una squadra diversa, agevolata inevitabilmente dalle difficoltà offensive dei Celtics. Smith segna il canestro del +7, seguito poi dalla tripla di James. A rispondere neanche a dirlo è Irving, per poi vedersi nuovamente superato da LeBron. È una partita diversa dalle altre: tutti vogliono vincere. Rubata e schiacciata dei Cavaliers, replicata soltanto a metà da Cedi Osman che rimbalza contro il ferro provando la schiacciata. Il TD Garden inizia a bersagliarlo, mentre James applaude le mani per l’abnegazione difensiva. Il numero 23 predica pallacanestro e a fine primo tempo Cleveland è meritatamente in vantaggio: 64-52, con 17 punti da una parte di James e 16 per Irving dall’altra.

Il racconto del terzo quarto

Il secondo tempo inizia con un tiro di James sbagliato e una tripla di Morris a segno, che prova a dare una scossa ai padroni di casa. Se la passa LeBron però, i Cavaliers segnano sempre: 7/7 ogni volta che il numero 23 ha compiuto l’ultimo passaggio e Hill ne beneficia sin da subito. Le squadre muovono la retina ripetutamente nei primi due minuti e i Celtics dopo un primo tempo da record negativo (non avevano mai subito 63 punti quest’anno nei primi due quarti), continuano a incassare canestri e Cleveland vola sul +15. Boston rosicchia qualche punto, ma Smith è ispirato come tutti i Cavaliers da lontano: tripla e 8/16 di squadra dalla lunga distanza. Hill prende uno sfondamento in difesa e la panchina degli ospiti si alza tutta in piedi a esultare: “Siamo tornati”. Morris non ha alcuna intenzione di mollare la presa e sale a metà terzo quarto a 17 punti segnati. Vedere James sul parquet resta sempre un piacere per gli occhi e coach Stevens deve chiamare timeout mentre i Cavs sono in controllo. L’attacco di Boston continua a battere in testa, soprattutto dalla lunga distanza (6/26 dall’arco) e Cleveland così con Osman al ferro segna il +17. LeBron difende per davvero, tutti gli altri lo seguono e i vice-campioni NBA sembrano una squadra vera. L’ennesimo timeout non cambia l’inerzia: James inventa e Clarkson realizza la tripla del +20, che diventa +23 grazie a Hood. L’inizio dei nuovi Cavs è incoraggiante, tutti felici e sorridenti e un LeBron sublime da 24 punti, 9 assist, 8 rimbalzi e la tripla doppia dietro l’angolo. L’orgoglio dei Celtics riporta i padroni di casa a -21: a 12 minuti dal termine è 95-74 Cleveland.

Il racconto del quarto quarto

A Cleveland lo hanno capito sin da subito: per Clarkson fare punti non è mai stato un problema e la doppia cifra raccolta all’esordio in uscita dalla panchina non meraviglia nessuno. Boston vuole dare la scossa, ma sprofonda di nuovo sul -25. I parziali: 24 di James, 15 di Hill e doppia cifra per i nuovi Hill (12), Clarkson (12) e Hood (11). L’ondata Cavaliers non si arresta e continuano a travolgere le macerie dei Celtics, con James sorridente più che mai a bordocampo. Boston però ha molto su cui riflettere, a partire dalla lingua a terra di molti giocatori apparsi spremuti e a causa di un attacco che continua a dimostrarsi in enorme difficoltà. L’atletismo dei vice-campioni NBA è evidentemente diverso e l’euforia fa il resto: Cleveland torna a sorridere in una gara in diretta TV nazionale e negli ultimi minuti può dedicarsi a giocate di pura accademia. James rinuncia alla tripla doppia restando seduto a guardare sorridente i compagni nel quarto periodo: 24 punti, 10 assist e 8 rimbalzi in 28 minuti restano una partita di tutto rispetto. Ai suoi si aggiungono altri sei giocatori in doppia cifra. Il pubblico di Boston però alla fine non pensa più al match e intona soltanto il coro "Paul Pierce", acclamando il proprio beniamino. Finisce 121-99, con Cleveland che lancia un segnale molto importante: abbiamo voglia di ripartire, il prima possibile.