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NBA, Cavs, già finita la luna di miele? A Cleveland a vincere è Washington

NBA

Cambia il contorno, ma non la sostanza: la nuova versione dei Cavaliers si affida come al solito a LeBron James (32 punti, 9 rimbalzi, 8 assist), ma perde all’esordio in casa contro gli Wizards. I capitolini, senza John Wall, continuano a vincere

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Cleveland Cavaliers-Washington Wizards 103-110

IL TABELLINO

Il debutto in casa dei nuovi arrivati non è stato come in molti avevano immaginato. I Cavaliers rivoluzionati a ridosso della deadline di mercato di due settimane fa incassano il primo ko proprio all’esordio alla Quicken Loans Arena, battuti dai sempre più convincenti Wizards in versione “ce la facciamo alla grande anche senza John Wall”. Tolgo sei e prendo quattro, ma i conti continuano a non tornare in una squadra che nel bene o nel male deve sempre aggrapparsi alle possenti spalle di LeBron James. Per lui 32 punti – 14 dei quali consecutivi nel quarto periodo -, nove rimbalzi, otto assist, con tanto di rimonta quasi riuscita nel finale. Serata da record per LeBron che diventa il settimo giocatore nella storia NBA a raggiungere quota 11.000 canestri realizzati. Una risalita quella dei Cavs giunta fino al 106-103 Washington, con un solo possesso di distanza tra le squadre a 51 secondi dal termine. Tutto questo nonostante negli ultimi nove minuti e mezzo segni soltanto James: il numero 23 tira 6/9 dal campo, i suoi compagni 0/10, non raccogliendo neanche un punto. A quel punto è facile per Bradley Beal segnare il canestro della staffa per gli Wizards, mentre James condanna i suoi facendo 0/2 dalla lunetta. “Come ho già sottolineato, è un lavoro in corso d’opera. Non è una cosa che potevamo pensare di aver già risolto, nonostante l’euforia che c’era prima della pausa per l’All-Star Game”. Al ritorno in campo dopo la partita delle stelle di solito per LeBron era sempre stata una passeggiata (vincente dal 2009/10 a oggi), ma non questa volta: “Abbiamo fatto la nostra partita, l’unico problema è non aver trovato il fondo della retina”. Un inconveniente non da poco, visto soprattutto l’8/35 dalla lunga distanza che racconta proprio questo, nonostante la squadra sia evidentemente cambiata rispetto a due settimane fa: “Non siamo più un gruppo di vecchietti, siamo ringiovaniti di molto dopo la chiusura del mercato”.

Washington può davvero fare a meno di John Wall?

Dall’altra parte invece Washington può festeggiare l’ottavo successo conquistato nelle ultime dieci sfide giocate senza Wall: “Stiamo combattendo tutti insieme, compatti – racconta coach Brooks -, abbiamo dimostrato per l’ennesima volta grande capacità di andare dritti al punto. La resilienza è la caratteristica che più di ogni altra fa la differenza in questa lega e questa sera l’abbiamo messa in mostra”. Alla sirena sono cinque i giocatori in doppia cifra, guidati dai 18 di Beal e i 17 con otto assist di un sempre più decisivo Tomas Satoransky. Nonostante l’importante crescita della point guard della Repubblica Ceca però, gli Wizards si stanno muovendo sul mercato e sembrano aver messo sotto contratto Ramon Session per dieci giorni, anche se coach Brooks non conferma la notizia ai microfoni a fine gara. Certo invece l’arrivo di Marcus Thornton a Cleveland, il 14° componente del nuovo roster in cui resta ancora un piccolo spazio a disposizione (che in molti credono verrà occupato da Kendrick Perkins). “Nel momento in cui loro hanno giocato con Markieff Morris da cinque abbassando il quintetto ci hanno fatto davvero male”, commenta coach Lue. In una situazione del genere aggiungere un lungo non risolve molto la questione. “È finita la luna di miele”, commentano i più critici dell’ennesima rivoluzione alla corte di James in cui basta una vittoria per diventare eroi. E una sconfitta per sprofondare nel baratro di dieci giorni prima.

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