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NBA, Cleveland Cavaliers, Larry Nance si prende la n°22 del padre (e l’affetto del pubblico)

NBA

Il nuovo acquisto dei Cavaliers ha giocato questa notte la prima partita con la maglia di Cleveland alla Quicken Loans Arena. Dalla prossima settimana però indosserà il nuovo numero, il n°22 che la franchigia dell'Ohio ha ritirato a suo padre

Nella breve carriera di Larry Nance Jr. sono diversi i momenti da ricordare, a partire dalla scelta al Draft del 2015 spesa per lui dai Lakers, passando per il suo primo canestro in carriera arrivato contro Brooklyn (stranamente un jumper e non una schiacciata) fino ad arrivare all’All-Star Game della scorsa settimana. Una gara delle schiacciate conclusa soltanto al secondo posto, ma in cui il neo acquisto dei Cavaliers ha replicato la giocata che il padre mise a segno indossando la maglia numero 22 dei Suns. La stessa che ha vestito poi nelle sei stagioni trascorse a Cleveland (tra il 1988 e il 1994); un’esperienza che ha lasciato il segno e conclusa con il ritiro della maglia da parte della franchigia dell’Ohio. Nonostante la numero 22 sia issata sul soffitto della Quicken Loans Arena però, dalla prossima settimana i tifosi dei Cavaliers potranno rivederla in azione anche sul parquet. Lo stesso Larry Nance Jr. infatti ha annunciato prima della palla a due della sfida persa contro Washington che la NBA gli ha accordato il permesso di indossare lo storico numero del padre: “Sono eccitato all’idea, non vedo l’ora”. Il giusto incipit in una serata che sarebbe stata da incorniciare per l’ex lungo dei Lakers qualora si fosse conclusa con una vittoria. Per i Cavs però le cose sul parquet non sono andate per il meglio, subito in vantaggio e poi rimontati e battuti dagli Wizards nonostante l’assenza di John Wall. “Ovviamente ho sentito il boato del pubblico mentre stavo per mettere piede in campo: è stato certamente uno dei momenti più emozionanti della mia vita”. Già, alla lista delle cose da ricordare si aggiunge anche questa, dopo che i tifosi di casa hanno riservato un’accoglienza molto calorosa a uno dei nuovi beniamini. Un attestato di stima enorme per un giocatore arrivato in città soltanto poche ore prima, ancora in difficoltà nel ricordare a memoria tutti gli schemi presenti nel playbook dei vice-campioni NBA, ma utile nei 16 minuti d’intensità trascorsi sul parquet.

La cioccolata calda, il primo canestro e il saluto alla famiglia

Durante il prepartita con lo spogliatoio invaso dai cronisti a caccia di un commento da parte dei quattro nuovi giocatori arrivati in città, il prossimo numero 22 dei Cavs continuava a dare un occhio agli schemi e uno allo smartphone, a caccia di una casa nei pressi della città. Un pesce fuor d’acqua in tutti i sensi, come sottolineato anche ad alcuni componenti dello staff a cui raccontava di conoscere soltanto la strada degli spogliatoi e quella per andare in campo. A fine partita, una volta incassato il ko, ha dovuto chiedere aiuto a uno dei tanti inservienti dell’arena. Il suo spogliatoio infatti era pieno zeppo di bottiglie di Gatorade, ma lui voleva una cioccolata calda. Un’impresa non semplice trovare il distributore nei meandri della Quicken Loans Arena. “È stato molto eccitante, ma ancora non riesco del tutto a realizzare il peso di questo mix di emozioni. Sono appena arrivato e già sono successe così tante cose”. Il padre e suo fratello Pete, promettente ala dell’high school che gioca a Revere in Ohio, hanno applaudito convinti sugli spalti e l’hanno salutato a fine partita, quando è uscito con indosso la divisa ufficiale della squadra (uno dei pochi vestiti a sua disposizione, visto che buona parte del suo guardaroba è ancora in viaggio da Los Angeles). “Sapete cos’è: sono volato al ferro sull’imbeccata di Hood e non ho pensato che quello fosse il mio primo canestro in questa arena…”. A differenza del primo sigillo nella lega infatti, non poteva che essere una schiacciata. Così come il secondo e il terzo bersaglio. Gli ultimi voli con la numero 24, prima di provare a emulare anche in campo (e non soltanto all'All-Star Game) le gesta di quel padre di cui porta anche il nome.

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