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NBA, Il Postino diventa l'uomo delle pulizie: lo scherzo di Karl Malone a Anthony Davis

NBA

Cosa succede quando il secondo marcatore di tutti i tempi della NBA accetta di fare uno scherzo a telecamere accese al terzo miglior realizzatore della stagione? Karl Malone smette i panni del Postino per indossare quelli dell’uomo delle pulizie e si fa gioco di Anthony Davis

Uno in Louisiana ci è nato e ci è nato e ci è cresciuto, anche cestisticamente (andando al college a Louisiana Tech), l’altro invece dello stato del sud è diventato la bandiera come superstar e leader dei New Orleans Pelicans. Il primo è Karl Malone, alle spalle soltanto di Kareem Abdul-Jabbar nella lista dei migliori marcatori nella storia della NBA (quasi 37.000 punti segnati), il secondo è Anthony Davis, reduce dal quinto All-Star Game della sua carriera (dove l’anno scorso, da MVP, ha infranto il record per punti segnati appartenente a Wilt Chamberlain). Giocano – in teoria, anche se la pallacanestro è cambiata molto negli ultimi anni – sostanzialmente lo stesso ruolo, quello di ala grande su un parquet NBA ma a parte questo non sembrano esserci altri punti di contatto da “Il Postino” (“The Mailman”, il suo storico soprannome) e “Il monociglio”. Fino allo scherzo organizzato da uno degli sponsor di Anthony Davis, che alle spalle della superstar dei Pelicans hanno scelto di ingaggiare Malone per fargli recitare il ruolo del disturbatore durante le riprese di uno spot commerciale girato in una palestra locale. Quando il n°23 arriva al campo, per prepararsi all’intervista e allo shooting previsti, è infatti ignaro che negli spogliatoi, prima di lui, si è cambiato, truccato e ha assunto una nuova identità Karl Malone, trasformandosi in Sam, l’uomo delle pulizie. Tuta da lavoro, treccine in testa, folte sopracciglia e occhiali, la leggenda degli Utah Jazz diventa praticamente irriconoscibile e aspetta che la superstar dei Pelicans scenda sul parquet per mettersi al lavoro. Inizia appena Davis mette piede in campo, mentre pulisce per terra nei corridoi del palazzo: “C’è troppo silenzio qui dentro… Nessuno vuole ascoltare un po’ di jazz, qui?”, suggerimento musicale non certo…a caso. La stella dei Pelicans e il suo assistente sorridono alla richiesta ma declinano qualsiasi tipo di colonna sonora, mettendosi al lavoro. 

Sam, l'uomo delle pulizie

Ma quando le telecamere sono accese per un primo segmento che vede Davis intervistato, sullo sfondo riecco comparire Sam l’uomo delle pulizie, che entra in camera con una scala in mano, impallando l’inquadratura. E non è finita. Mentre le riprese continuano, e il giocatore dei Pelicans è impegnato in qualche schiacciata a favore di telecamera, Sam irrompe nuovamente, spazientito: “Qualcuno vuol dirmi cosa sta succedendo qui? A che ora finite? Io ho da fare, devo andar via. Questo è il mio posto”. Le telecamere registrano la reazione sottovoce ma infastidita di Davis (“Questo non è il tuo posto, non sei certo tu il proprietario”, replica) e tutto è pronto per il gran finale. L’ennesima apparizione di Malone lo vede far crollare una delle luci di scena (“Forse è meglio se torno a fare il mio vecchio lavoro, il postino”, la sua reazione, anche qui tutt’altro che casuale), interrompendo per l’ennesima volta lo shooting: “Hey, qualcuno poteva dirmi che c’era Anthony Davis”, esclama un ormai irrefrenabile uomo delle pulizie. “Posso avere un autografo?” E quando si avvicina per farglielo firmare decide finalmente di rivelare lo scherzo: “Puoi dedicarlo a Karl Malone?”. Via la parrucca, via gli occhiali, “the maintenance man” ritorna “The Mailman”, facendo scoppiare in una fragorosa risata l’All-Star dei Pelicans, che confida: “Quando hai detto, torno a fare il postino, tra me e me ho pensato: ‘Uh, un po’ ci assomiglia…’”. 

Scontro fra “giganti”

Il partner storico di John Stockton in vent’anni di carriera ai Jazz ha raccontato di come alla richiesta sulla sua disponibilità a prestarsi allo scherzo, la prima, spontanea domanda è stata: “A chi? E quando mi hanno detto che era AD ho subito accettato”. Ritrovatisi poi assieme su un parquet, i due ne hanno approfittato per scambiarsi qualche parola, a iniziare da una serie di complimenti forse scontati ma sinceri: “Adoro quello che fai in post basso”, il commento di Malone. “Ho visto tantissimi tuoi video – la pronta replica del n°23 dei Pelicans – e poi se quest’area di campo è chiamata ‘quella di Karl Malone’ ci sarà un motivo, no?”. I due hanno poi chiesto ai cameramen di spegnere le telecamere e hanno continuato privatamente la loro conversazione. E visto il tabellino contro i Miami Heat di Anthony Davis, chissà che consigli preziosi deve avergli dato Karl Malone…

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