10 marzo 2018

NBA: la sfida al vertice la vince Toronto, Houston interrompe la striscia a 17

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I Raptors vincono la settima gara in fila grazie ai 53 punti combinati da Kyle Lowry e DeMar DeRozan, interrompendo a quota 17 la striscia di successi dei Rockets, battuti nonostante i 40 punti realizzati da un super James Harden

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Toronto Raptors-Houston Rockets 108-105

IL TABELLINO

In uno scontro inedito tra prime della classe, i Raptors non solo dimostrano di trovarsi a proprio agio, ma conquistano anche la settima vittoria consecutiva in un finale di stagione in crescendo. Un successo casalingo (Toronto è la miglior squadra NBA per record tra le mura amiche, 28 vinte e cinque perse) arrivato grazie ai 53 punti combinati dai due All-Star dei canadesi: 30 portano la firma di un infallibile Kyle Lowry che chiude con 10/14 dal campo e 7/9 dall’arco, a cui si aggiungono i 23 con il 50% al tiro di DeMar DeRozan. Toronto parte forte e a fine primo quarto ha già doppiato gli avversari (32-16, il peggior deficit incassato dai texani a fine primo quarto in questa regular season), veleggiando oltre la doppia cifra di vantaggio sino all’intervallo lungo. Mentre le squadre ricaricano le energie negli spogliatoi, sul parquet si esibisce Drake, storico tifoso dei Raptors che canta già vittoria incitando il pubblico al grido di “la striscia è terminata”. Per portare a compimento l’impresa però ai padroni di casa serve fare uno sforzo non da poco nella ripresa, quando l’inevitabile ondata Rockets travolge i canadesi sino a riportare a contatto i texani. La firma sul 102-102 a 130 secondi dal termine la mette James Harden, protagonista con i suoi 40 punti con 15/22 dal campo. Sì, perfetto anche lui. A rispondergli per le rime è DeRozan, che segna pochi istanti più tardi il canestro più difficile del match, dal mezzo angolo in torsione dal palleggio dopo aver fintato di andare verso il centro ed essersi buttato indietro. Una poesia che vale due punti e il vantaggio nel rush conclusivo, a cui Houston non riesce a porre rimedio. La tripla del possibile successo scagliata da metà campo da Harden non trova neanche il ferro e i Rockets incassano così la prima sconfitta dal 26 gennaio (battuti in quell'occasione dai Pelicans nel match in cui New Orleans ha perso per tutta la stagione Cousins a causa dell’infortunio al tendine d’Achille). “Non mi sembra neanche di aver perso – racconta Harden negli spogliatoi - provo sempre le stesse sensazioni. È solo un passo falso, nulla è cambiato”. A quasi 6.000 km di distanza, in Oregon, anche gli Warriors incassano una sconfitta: il primo posto a Ovest non è in pericolo.

La super prestazione di James Harden: 40 punti e 15/22 al tiro

Houston fa cilecca dall’arco, Toronto continua a sorprendere

“Giù il cappello per i miei ragazzi – commenta entusiasta coach Casey -,  hanno fatto tutto quello che gli avevo chiesto in fase di preparazione della sfida”, tenendo sotto controllo soprattutto le conclusione con i piedi oltre l’arco. Fermare il tiro da tre punti è già un buon modo per contingentare parte della produzione dei Rockets. Harden a parte (contro di lui la difesa canadese non ha trovato contromisure), Houston chiude con 5/21 dall’arco (con il 4/8 di Harden è 9/28, la peggior prestazione di squadra messa a referto in questa stagione in quanto a canestri realizzati). Carenza evidente soprattutto nel primo tempo, chiuso dai texani tirando 1/9 in totale: “A inizio gara abbiamo sbagliato dei canestri che di solito realizziamo con facilità – racconta D’Antoni -, non è abbiamo costruiti molti, certo, ma alcuni di quelli avrebbero potuto trovare il fondo della retina”. Alla sirena sono cinque i giocatori in doppia cifra in casa Rockets, sempre alle prese con la solita rotazione ridotta all’osso: “Loro sono stati eccezionali nel ritornare in corsa – chiosa DeRozan -, ma per noi era importante difendere il fattore campo”, conservando ben due partite e mezza di vantaggio su Boston in classifica. Toronto infatti è molto più fresca e reattiva nel finale, forte della lunga rotazione di Casey, che lascia sul parquet per almeno 19 minuti ben nove giocatori diversi. Due filosofie diverse che nei scontri diretti in regular season ha sancito la riuscita del modello Raptors (al primo 2-0 stagionale contro i Rockets dal 2005/06 a oggi). "Abbiamo avuto la nostra chance di vincerla, ma non siamo stati in grado di coglierla". Sarà per la prossima, magari gara-1 di una finale NBA. 

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