14 marzo 2018

NBA, frattura al pollice destro per Klay Thompson: fuori almeno due settimane

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Il numero 11 degli Warriors è stato una delle anime della festa di compleanno di Curry, scatenato e visibilmente ubriaco. A fare notizie però sono gli esami medici effettuati dopo il problema subito in campo contro Minnesota: la frattura al pollice infatti lo terrà fuori almeno due settimane, complicando i piani di Golden State

I video della festa di compleanno di Steph Curry hanno fatto il giro del web e del mondo, scatenando l’ilarità e l’ironia dei social. Raramente si vedono giocatori NBA lasciarsi andare così tanto in una sala piena zeppa di cellulari pronti a registrare puntati su di loro. Un party che aveva chiaramente l’intenzione di scaricare la tensione e la pressione di un gruppo chiamato nei prossimi mesi a confermarsi in vetta alla NBA. Uno dei protagonisti della serata è stato Klay Thompson, sopra le righe e a più riprese messo in mezzo dai compagni di squadra che ne hanno assecondato lo spirito. Per il numero 11 degli Warriors è stato un modo per non pensare al dolore che lo accompagnava da più di 24 ore, quando in campo contro i T’wolves aveva subìto un colpo alla mano destra. A meno di 40 secondi dalla fine del primo tempo, Jeff Teague batte l’uomo dal palleggio e si lancia in penetrazione a canestro. Thompson è uno degli uomini flottati in aiuto e anche non potendo staccarsi dal suo avversario diretto cerca di mettere la mano sul pallone, subendo così un colpo al dito che si trascinerà dietro per tutta la gara (come ben messo in evidenza dal tweet di Anthony Slater linkato sul fondo dell’articolo). I risultati degli esami dunque hanno confermato le sensazioni negative che avevano accompagnato la sua permanenza sul parquet nonostante il fastidio: frattura del pollice destro e stop almeno fino al 22 marzo, quando verrà sottoposto a un nuovo controllo. È la prima volta in carriera da quando è diventato titolare inamovibile nell’ottobre 2012 che Thompson resterà a guardare i compagni per così tante partite. Almeno sette stando alle prime caute previsioni, per un giocatore che non ne aveva mai saltate più di cinque in totale nella stessa regular season. Un’assenza che si aggiunge a quella di Curry (fuori almeno un’altra settimana) e ai problemi di Draymond Green, alle prese con problemi alla spalla e al gomito. Defezioni che rendono complesso l’avvicinamento ai playoff e soprattutto l’inseguimento in vetta ai Rockets, sempre più lontani e favoriti per chiudere in testa alla Western Conference.

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