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NBA, Cavaliers, ci pensa super LeBron: 40 punti, tripla doppia e successo contro i 37 di Antetokounmpo

NBA

Alla prima partita senza coach Lue in panchina, i Cavaliers vincono grazie alla 16^ tripla doppia in stagione di LeBron James, la quarta in carriera con 40 punti a referto. Cleveland ritrova Kevin Love e sale al terzo posto a Est, mentre ai Bucks non bastano i 37 punti di Giannis Antetokounmpo e scivolano all'ottavo posto

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Bisognava dare l'ennesimo segnale in casa Cavaliers e a farlo non poteva che essere LeBron James. Il numero 23 dei Cavaliers aggiorna l'album delle grandi prestazioni di questa regular season e alla 1348^ gara in carriera, ha ancora la forza di chiudere con 40 punti (16-29 al tiro, 3/7 dall'arco), 12 rimbalzi e 10 assist. Il terzo in ordine di età a riuscire a mettere a referto una tripla doppia con almeno 40 punti (il più vecchio è Larry Bird a 35 anni, Elgin Baylor a 34 e poi lui a 33). Decisivo, neanche a dirlo, nel successo dei vice-campioni NBA contro i Bucks di un Giannis Antetokounmpo da 37 punti, 11 rimbalzi e cinque assist. Cifre di tutto rispetto per il greco che tuttavia impallidiscono di fronte alla 16^ tripla doppia in stagione del Re (la 71^ in carriera), la terza nelle ultime quattro gare e soprattutto la scossa nella prima partita senza coach Tyronn Lue in panchina (assente almeno per una settimana a causa di preoccupanti problemi di salute). Soltanto l'ultima di una lunga serie di complicazioni, un grattacapo che lo stesso James prova a stemperare a fine partita: "Se non è questo, sarà qualcos'altro a distrarci", commenta consapevole di come in questa stagione sia accaduto davvero di tutto ai suoi Cavaliers. Un centrifuga di avvenimenti nella quale alcuni magari si erano dimenticati di Kevin Love, assente dal 30 gennaio scorso e costretto a saltare ben 20 partite a causa di frattura alla mano. Quando lui ha lasciato il parquet, al suo fianco c'erano Dwyane Wade, Isaiah Thomas e Jae Crowder (per citarne soltanto alcuni). Poi è arrivata la rivoluzione sul mercato e mezzo spogliatoio è cambiato. Sembra una vita fa, ma è passato soltanto un mese: "Mi sento molto bene - commenta il numero 0, autore di 18 punti in 25 minuti -, solitamente il primo impatto è sempre più complicato del previsto", racconta dopo il primo esperimento all'interno di un quintetto con George Hill, Kyle Korver (altra doppia cifra per lui, sempre almeno dieci punti da quando parte titolare) e Jeff Green. Uno dei tanti che lo staff tecnico dei Cavaliers proverà da qui alla fine della regular season. "Penso che la presenza di Love ci abbia dato un'incredibile spinta - racconta coach Larry Drew, all'esordio sulla panchina di Cleveland -, un aiuto decisivo in entrambe le metà campo".

James e i falli non fischiati a suo favore

Chi invece ha passato tutto il post-partita a tormentarsi riguardo il suo contributo a protezione del ferro è stato Antetokounmpo, insoddisfatto dell'ennesimo ko dei suoi e della super prestazione di James, a cui non è riuscito a porre un freno: "Mi sono messo a parlare con me stesso sotto la doccia, per capire cosa sia successo. È la prima volta che il mio avversario diretto segna 40 punti. L'unica risposta a cui sono giunto è che James è semplicemente il miglior giocatore al mondo". Milwaukee infatti resta in partita poco più di un tempo, prima di scivolare oltre la doppia cifra di svantaggio - nonostante il 51% abbondante di squadra al tiro -, abbattuta dai 17 punti nel solo terzo quarto di James. Assieme a lui sono altri cinque i giocatori in doppia cifra in casa Cavaliers, che beneficiano del contributo di tutti, come ad esempio dei 13 punti e sei rimbalzi di un produttivo Ante Zicic, sul parquet per ben 17 minuti viste le assenze e gli acciacchi sotto canestro. LeBron negli spogliatoi trova anche la forza per lamentarsi del metro arbitrale (non una novità, in una stagione davvero complessa sotto questo aspetto), a suo modo di vedere troppo permissivo con le difese contro di lui: "Sono stato colpito tre volte alla testa, ho preso un brutto colpo al naso, ma non è stato fischiato fallo in nessuna di queste situazioni. Ma a questo punto non posso cambiare le cose: continuerò a spingere al massimo sull'acceleratore, provando a evitare in tutti i modi quei contatti che dovrebbero essere giudicati come falli, ma che nessuno sanziona a mio favore". 

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