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NBA, dopo OKC ko anche i Bucks: Denver si aggrappa agli overtime e spera nei playoff

NBA

Secondo successo consecutivo ai tempi supplementari per la squadra del Colorado: contro Milwaukee decisivi i 35 punti con 13 rimbalzi di Nikola Jokic, i 26+13 di Paul Millsap e le giocate nel finale di Jamal Murray. L'ottavo posto a Ovest rimane nel mirino dei Nuggets

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 I Denver Nuggets ci hanno preso gusto. La gara dopo aver superato Oklahoma City soltanto in overtime, affidandosi ai 36 punti di Paul Millsap, hanno bisogno ancora di cinque minuti supplementari per aver la meglio anche dei Milwaukee Bucks, che sopra di 8 a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari (dopo essere stati davanti di 18 nel corso del quarto quarto) sembravano ormai aver messo le mani sulla partita. Stavolta l’eroe dei Nuggets ha il volto di Nikola Jokic, autore di 35 punti con 14/24 al tiro, 13 rimbalzi e 5 assist ma fondamentale anche l’apporto di Jamal Murray, che segna 18 dei suoi 27 tra ultimo quarto e overtime. Decisivo in particolare il recupero a 4 secondi dalla fine sotto di tre punti sulla rimessa di Khris Middleton: Murray sente Jason Terry dire ai compagni che sarebbe andato lui a prendere il passaggio e gli resta incollato alle caviglie, riuscendo a intercettare il pallone e farsi subire fallo. In lunetta non sbaglia neppure un colpo e trascina la partita in overtime. Si conferma preziosissimo per caoch Michael Malone anche l’apporto di un Millsap ormai perfettamente ritrovato: dopo essere stato decisivo contro i Thunder, porta in dote anche contro i Bucks 26 punti, 13 rimbalzi (di cui 6 offensivi) e 5 assist, contribuendo in maniera davvero notevole alla vittoria n°42 di Denver. Come dice coach Malone nel post partita, i Nuggets vogliono provare “a controllare il proprio destino” nella corsa ai playoff, obiettivo ancora alla portata: inseguono di una sola gara sia New Orleans che Minnesota e contro i Timberwolves giocano due delle loro restanti cinque gare in calendario, mentre già detengono il vantaggio negli scontri diretti in caso di parità contro i Pelicans. In palio la prima partecipazione alla postseason negli ultimi cinque anni. La vittoria contro Milwaukee, spettacolare per l’alto punteggio e per il modo in cui è ottenuta, arriva solo dopo un tempo supplementare a sua volta pieno di emozioni: Denver segna i primi cinque punti e sembra in controllo quando va sopra di 7 a 35 secondi dalla fine, ma in realtà solo due liberi di Malik Beasley a 7.1 secondi dalla fine mettono le cosiddette “olive nel martini” dei padroni di casa, spedendo a casa contenti i tifosi del Pepsi Center.

Il miglior Jabari Parker dell’anno per i Bucks

Meno felici invece in casa Bucks, anche per via di un arbitraggio che manda 46 volte in lunetta i Nuggets (22 delle quali nel secondo quarto) contro le 27 degli ospiti e che con ancora quasi 4 minuti da giocare nei tempi supplementari manda in panchina anticipatamente Giannis Antetokounmpo per raggiunto limite di falli. “A mio avviso in quell’azione c’era il canestro valido per Giannis e non il fallo: se fosse così, forse lui sarebbe rimasto in campo fino alla fine”. Invece, detto del suo bottino comunque in doppia cifra (18 punti e 12 rimbalzi), gli ospiti devono fare a meno del greco e si affidano così a Eric Bledsoe, autore di 31 punti con 4 triple a  segno e 5 assist ma soprattutto al miglior Jabari Parker stagionale, che pur uscendo dalla panchina fa segnare i suoi massimi dell’anno sia per punti (35 con 14/23 al tiro e perfino 5/8 dall’arco) che per rimbalzi (10). Una prestazione davvero maiuscola che può far sorridere coach Prunty, a cui sicuramente può far comodo un’ulteriore arma offensiva in vista dei playoff: non basta in serata contro Denver perché Khris Middleton ha le polveri bagnate (solo 4/18 dal campo per lui, per 15 punti con 9 rimbalzi) e l’orgoglio dei Nuggets (sul parquet senza Wilson Chandler e Gary Harris) fa il resto. Milwaukee si mantiene ottava a Est e spreca una buona occasione per superare i Miami Heat: i Pistons, noni e in serie positiva di cinque vittorie, non lasciano tranquilli ma sono ancora tutto sommato abbastanza distanti per preoccupare (4 gare indietro). 

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