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Playoff NBA: Dwyane Wade fa il fenomeno, la moglie Gabrielle Union impazzisce su Twitter

NBA
Mai nessuno nella storia dei Miami Heat aveva segnato 28 punti uscendo dalla panchina (foto Getty/Twitter)
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La prestazione da 28 punti in 26 minuti del 36enne Dwyane Wade ha riportato indietro le lancette dell'orologio, ma non ditelo a Gabrielle Union che ha festeggiato sui social la super Gara-2 di suoi marito in maniera molto particolare...

Quando Dwyane Wade ha firmato per i Miami Heat lo scorso febbraio, un po’ tutti si aspettavano che prima o poi avrebbe tirato fuori una prestazione “delle sue” ai playoff. Anzi, il motivo del suo ritorno a casa era principalmente quello: dare alla squadra un’opzione in più dalla panchina, e cavalcarlo il più possibile nelle serate ispirate. Quello che forse non ci si poteva aspettare è che quella prestazione d’altri tempi sarebbe arrivata così in fretta e in maniera così spettacolare, realizzando 28 punti sul campo di una squadra che non perdeva da 17 partite e mettendo la firma su tutte le giocate decisive negli ultimi quattro minuti, regalando a Miami una vittoria più che fondamentale per tenere in piedi la stagione. Non ci credevano in molti, ma di sicuro in casa del 36enne tre volte campione NBA non si è mai dubitato delle sue capacità: alla fine della partita, sua moglie — la popolare attrice Gabrielle Union — si è affrettata a prendere in mano lo smartphone e a twittare tutta la sua euforia per quanto realizzato dal compagno. “Lui. Fa. Queste. Cose. Questo non è ‘vintage’ e non ha ‘riportato indietro le lancette dell’orologio’…. @DwyaneWade fa queste cose da tantissimo tempo e CONTINUA a farle #HeatNation”. Non contenta, “Gabby” ha anche lanciato un messaggio più che esplicito al suo Dwyane (“Ora torna a casa baby, ho qualcosa per te #GrownASF”), rendendo improvvisamente ancora più memorabile la serata di Wade, che oltretutto ha festeggiato in grande stile il sorpasso ai danni di Larry Bird per salire al decimo posto della classifica marcatori ogni epoca ai playoff.

I tiri dalla media, “the dagger” e il ruolo di Kevin Hart nella prestazione di Wade

Non che ce ne fosse poi bisogno: i 28 punti realizzati dal numero 3 rappresentano un record ai playoff nella storia degli Heat per un giocatore in uscita dalla panchina, frutto di una precisione dalla media distanza davvero inusuale. Wade ha segnato 7 dei 9 tiri tentati tra l’area e la linea da tre punti, una zona di campo dalla quale durante la stagione ha tirato solo col 33.5%. Si tratta delle cosiddette “long two” e notoriamente sono i peggiori tiri possibili su un campo da pallacanestro, ma con quelle percentuali anche ciò che andrebbe evitato diventa improvvisamente una risorsa dal valore incalcolabile. Wade ha fatto la maggior parte dei suoi danni in un secondo quarto dominato per 34-13 dagli Heat, realizzandone 15 per conto proprio e propiziando il parziale di 18-2 che di fatto ha deciso la sfida. Negli altri tre quarti, infatti, Miami è stata battuta di ben 11 punti, venendo rimontata fino al -2 dagli scatenati padroni di casa. Da lì in poi però Wade si è rimesso al lavoro: prima la rubata in difesa culminata con la schiacciata in contropiede; poi l’assist per mandare a segnare indisturbato James Johnson; infine “the dagger”, il canestro del +8 a 46 secondi dalla fine realizzato in faccia a Ben Simmons per sigillare la vittoria. Un momento festeggiato rivolgendo uno sguardo di fuoco al comico Kevin Hart, presente in prima fila al fianco di Allen Iverson per tifare Sixers: dopo la gara, Wade ha dichiarato candidamente che zittire Hart è stata una delle motivazioni principali per la sua prestazione. Se i risultati sono questi, chissà che gli Heat non pensino di offrirgli un posto all’American Airlines Arena anche per Gara-3 e Gara-4…

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