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Playoff NBA 2018, Houston-Minnesota 102-82: tutto facile per i Rockets, serie sul 2-0

NBA

Il Barba mette a referto una delle peggiori prestazioni offensive da quando è arrivato a Houston, ma i Rockets si affidano a Chris Paul e Gerald Green, travolgendo i T’wolves e portandosi 2-0 nella serie

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Le grandi squadre ogni tanto possono fare a meno delle loro stelle. O meglio: i roster attrezzati riescono a sopperire alle sporadiche mancanze di un All-Star con il contributo di un campione. E così, dopo la mediocre prestazione in gara-1 di Chris Paul coadiuvata dai 44 punti realizzati da Harden, questa volta ci ha pensato CP3 a vincere una partita in equilibrio per 15 minuti o poco più, prima che i texani prendessero il largo senza più voltarsi indietro. L’ex point guard dei Clippers domina sul parquet, prendendo in mano la situazione già nel secondo quarto durante il quale i Rockets piazzano l’allungo. Il parziale parla chiaro: 37-17, dopo che i T’wolves avevano chiuso in vantaggio il primo quarto d’ora. Canestri che spezzano le gambe agli ospiti, ancora molto altalenanti in attacco in una partita da meno del 39% al tiro di squadra, condita con un modesto 5/18 dall’arco. Con un Karl-Anthony Towns da cinque punti a referto, e un Jimmy Butler affaticato da 11, non puoi di certo sperare di vincere al Toyota Center, nonostante la serata no di James Harden. Il Barba non la mette mai, in un match in cui ci prova invano in tutti i modi. Alla sirena finale sono 12 punti e sette assist, ma con 2/18 dal campo e 1/10 dall’arco: l’11% raccolto al tiro è la peggiore percentuale messa a referto da Harden da quando è arrivato a Houston (playoff e regular season inclusa). Poco male se i texani dimostrano di poterne fare a meno vincendo con 20 punti di margine. Una mazzata tremenda per le ambizioni di Minnesota, che si riscopre invece ancora molto lontana dall’avere la maturità necessaria per affrontare un palcoscenico del genere. L’involuzione di Towns è emblematica: dopo una regular season passata a raccogliere doppie doppie, l’All-Star dei T’wolves non è riuscito ad andare oltre un misero 2/9 al tiro; richiamato in panchina da coach Thibodeau a sette minuti dalla fine del terzo quarto e mai più rientrato in campo. Le sue difficoltà, sommate a quelle di un acciaccato Butler non sembrano garantire a Minnesota alcun margine di rimonta.

Houston si prende 52 tiri dalla lunga distanza: è record nei playoff

In casa Rockets da sottolineare anche la prestazione di Gerald Green, autore di 21 punti in uscita dalla panchina con 5/12 dall’arco, 12 rimbalzi e un eloquente +27 di plus/minus che ben racconta il suo impatto sulla gara. Una valanga di tentativi dalla lunga distanza per il n°14, nell’ennesima partita da record dei texani che chiudono con 16 triple a segno su 52 tentativi. Percentuali non esaltati, ma che vista la mole delle conclusioni portano comunque in dote un bel bottino. Quando Mike D’Antoni ha iniziato il suo incarico da capo allenatore ai Rockets, il record di triple tentate in una singola partita (regular season e playoff) era di 49 e risaliva al 1996. Negli ultimi due anni Houston per 25 volte ne ha provate più di 50, comprese le 52 di questa notte che sono diventate nuovo record per una gara di playoff (i precedenti da 50 e 48 erano stati fissati sempre da Houston nella scorsa post-season). Un sistema che permette ai Rockets di fare a meno dell’MVP della regular season per una sera: “Sapevo bene che CP3 si stava condannando da solo dopo la brutta gara-1 e io ho continuato a dirgli che dalla seconda partita sarebbe stata tutta un’altra musica – racconta Harden -. Ne avevo pronosticati 30, ne sono arrivati 27. L’importante era continuare a essere aggressivi”. Questa volta invece toccherà a Paul tirare su il morale del compagno, i T’wolves sono avvisati in vista di gara-3.

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