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NBA Playoff 2018, Minnesota-Houston 121-105: T’wolves perfetti all’esordio casalingo, Rockets ko

NBA

I T’wolves tornano a giocare una partita playoff al Target Center dopo 14 anni e festeggiano nel migliore dei modi, segnando 121 punti - record di franchigia ai playoff - e vincendo la prima partita della serie, adesso sul 2-1 in favore dei Rockets

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Minnesota T’wolves-Houston Rockets 121-105

Jimmy Butler (e i T’wolves in generale) battono un colpo e soprattutto i Rockets in gara-3, accorciando le distanza nel momento della serie in cui una sconfitta sarebbe coincisa con il definitivo segno di resa. Il modo migliore per festeggiare il ritorno di una partita di playoff al Target Center dopo 14 anni d’astinenza. La versione più convincente di Minnesota dell’ultimo periodo, guidata dai 28 punti con quattro triple di Butler; il migliore nonostante gli acciacchi. Sul finire del primo tempo infatti, dopo gli ottimi primi 20’ che avevano portato i T’wolves sul +11, la rimonta dei Rockets era coincisa con una distorsione fortuita alla caviglia dell’ex giocatore dei Bulls. Houston da una parte segna quattro triple in un amen, riportandosi a -1, mentre Butler teneva con il fiato sospeso l’intera arena ricadendo male sul piede sinistro dopo essere andato a contendere il rimbalzo d’attacco. Alla fine però neanche l’ennesimo colpo di sfortuna è riuscito a tenerlo fuori, con Butler rimasto sul parquet senza richiedere neanche l’intervento dei medici. La parentesi di Houston nel match infatti dura soltanto un quarto d’ora a cavallo dell’intervallo, prima che i padroni di casa riprendano la doppia cifra di margine già nel terzo periodo, godendosi un gruppo finalmente competitivo. Alla sirena finale tutti hanno portato il loro mattoncino: 18 punti e 16 rimbalzi per Karl-Anthony Towns (che ritrova la doppia doppia anche ai playoff, la prima in carriera), 20 punti di Andrew Wiggins, 23 di Jeff Teague e soprattutto 17 con 16 tiri e un enorme impatto per Derrick Rose in uscita dalla panchina. Totale 121, record di franchigia ai playoff. Tutto perfetto quindi, anche nel tiro dalla lunga distanza (di certo non la specialità della casa): Minnesota riesce a pareggiare i 15 canestri dall'arco messi a segno da Houston, realizzandoli però con ben 14 tentativi in meno (41 quelli dei Rockets, 27 dei T’wolves che tirano con il 55.6% totale di squadra). I texani dunque sono costretti ad arrendersi, incapaci a livello difensivo di proteggere il ferro (50 vs. 40 i punti realizzati in area dalle due squadra in favore di Minnesota) e di correre in contropiede (13 vs. 2 sempre a vantaggio dei T’wolves) - due delle armi che di solito permettono ai Rockets di vincere le partite.

Un successo in ricordo di Flip Saunders

Continua anche l’altalena personale di James Harden, da 44 punti in gara-1 e il 2/18 dal campo nel secondo match, ai 29 punti con 9/21 al tiro della sfida di Minneapolis; tornato a essere il miglior realizzatore dei Rockets: “Ci siamo appiattiti sul loro livello, accettando il ritmo imposto dai T’wolves. Abbiamo creato poco o nulla in attacco”, è il commento di Eric Gordon; uno dei tre giocatori in doppia cifra in uscita dalla panchina (15 punti con 3/9 dall’arco), assieme a Gerald Green (10 con il 50% al tiro) e Ryan Anderson (12 arrivati soltanto grazie a canestri dalla lunga distanza). La festa però una volta è tutta per i tifosi dei T’wolves: “Questa città merita di restare in corsa ai playoff per un altro, almeno un pochino più a lungo – commenta Butler a fine gara -, vedremo dove riusciremo ad arrivare. Ma fino a quando continueremo a difendere e lottare come fatto stasera, saremo sempre nella condizione di poter dire la nostra e vincere. Ho motivato i miei compagni e gli ho ripetuto che, se in ritmo, non devono mai preoccuparsi dell’uomo di fronte, della marcatura o della pressione: bisogna tirare perché tu sai che può andare dentro”. Parole da leader, nella serata dedicata alla memoria dell’indimenticato Flip Saunders, commemorato in un’arena che non ha mai smesso di incitare i suoi beniamini: “Ci hanno dato una mano enorme. In ogni momento di difficoltà, ci hanno pensato loro a tirarci di nuovo dentro la sfida”.

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