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NBA, Westbrook aggredisce un tifoso dei Jazz e attacca: "Basta offese dagli spalti"

NBA

Westbrook prima molla uno schiaffo al cellulare di un tifoso molesto e poi si ferma a urlare contro un altro fan, al termine di una partita in cui è stato coperto di insulti dal pubblico di Salt Lake City: "Offendono la mia famiglia e i miei figli, se mi incontrassero per strada non mi direbbero quelle cose..."

Quest’anno sono arrivati Paul George e Carmelo Anthony, ma nonostante il rinnovamento del roster il finale è rimasto invariato rispetto a 12 mesi fa. Russell Westbrook è durato soltanto una partita in più, ma come l’anno scorso è stato costretto già nel primo turno playoff a uscire a testa bassa dal campo. In gara-6, in trasferta, al termine di un’altra prestazione fatta di voglia, testardaggine e determinazione. Mentre il n°0 dei Thunder si dirigeva verso il tunnel degli spogliatoi chiaramente amareggiato, a colpire è stato un suo doppio gesto di reazione e stizza nei confronti del pubblico. Prima un tifoso gli ha puntato in faccia a pochi centimetri dal volto un cellulare per riprenderlo nel momento di massima delusione, ricevendo in cambio un mezzo schiaffone che non è diventato intero soltanto grazie all’intervento della sicurezza. Poco più in là, ancora più infastidito, era pronto a lanciarsi contro un altro fan che gli stava urlando contro qualsiasi tipo d’offesa. Westbrook l’ha guardato in cagnesco, prima di indicarlo alle persone predisposte a fare il servizio d’ordine. Una reazione che chiude una serie in cui la tensione e i colpi proibiti non sono mancati neanche sul parquet (ne sia da esempio gara-4) e che ha vissuto anche dell’atmosfera che a Oklahoma City e soprattutto a Salt Lake City si è creata sugli spalti. I tifosi dei Jazz (vestiti in giallo-arancio-rosso in gara-3, in bianco la sfida successiva per poi passare al giallo di questa notte) sono stati protagonisti della serie, con i Thunder che non sono mai riusciti a vincere nello Utah. Un pubblico caloroso che a detta di Westbrook però supera il limite del consentito, della sopportazione che un giocatore può avere sul parquet: “Non mi confronto certo con i tifosi, sono loro che lo fanno di continuo con me. Qui nello Utah vengono pronunciate contro gli avversari delle offese, delle frasi di estrema volgarità. Parlano male della tua famiglia, dei tuoi figli. Questa è una mancanza di rispetto nei confronti del Gioco. C’è bisogno che ci sia qualcuno che gli insegni l’educazione. Sono stanco di scendere in campo e giocare, mentre dagli spalti possono urlarmi di tutto. Se fossimo in mezzo a una strada, nessuno verrebbe a gridarmi in faccia quelle cose. Non ho voglia di assecondare questa m**da. C’è bisogno che qualcuno fermi questi comportamenti, specialmente qui nello Utah”. Al momento però, a riguardare le immagini, l’unico che rischia una sanzione è proprio Westbrook, visto che la NBA punisce pesantemente ogni interazioni non rispettosa nei confronti del pubblico. Un problema che non preoccuperà il n°0, dato che al momento sembrano essercene altri molto più importanti di cui tenere conto.

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