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Playoff NBA, Cleveland-Toronto: coach Lue conferma Kevin Love da 5, è Toronto a dover cambiare

NBA

La crescita di condizione di Tristan Thompson e l'inefficienza difensiva di Cleveland con Love sottocanestro hanno fatto storcere il naso a molti, ma non a Tyronn Lue che vuole riproporre lo stesso quintetto. I Raptors invece pensano a cosa fare per invertire la tendenza e battere la "bestia nera" LeBron James

Squadra che vince, non si cambia. O almeno così crede Tyronn Lue, nonostante nelle ultime due partite il contributo di Tristan Thompson sotto canestro abbia cambiato le prospettive playoff dei Cavaliers. Kevin Love continuerà a giocare da 5, almeno nel quintetto di partenza scelto da Cleveland contro Toronto: “Credo che la sua presenza sia determinante per aprire il campo in attacco: Jonas Valanciunas è costretto a restare dentro per aiutare i compagni a proteggere il ferro. Questo gli garantisce di poter prendere tiri aperti e senza marcatura per tutta la serata, per questo è necessario per noi in quella posizione”. A guardare la resa difensiva dei vice-campioni NBA però, verrebbe da pensare altro. Valanciunas infatti è partito tirando 6/12 e controllando i canestri per tre quarti, prima di andare a sbattere contro Thompson che lo ha limitato a un modesto 1/7 al tiro nel quarto periodo più overtime. “Per tutta la mia carriera ho giocato da 4, ma il coach vede in me qualcosa di differenze e credo che in attacco, non appena riuscirò a mettere a posto la mira, possiamo sfruttare questo vantaggio. Adesso per ritrovare ritmo [il problema alla mano non è tornato del tutto a posto, ma l’inizio dei playoff hanno costretto Love ad accelerare i tempi di recupero, ndr] devo riuscire a trovare canestri facili”. In tutto questo sembra assurdo dover rinunciare a Thompson, tornato a essere ago della bilancia come il precedente triennio in post-season: “Tristan ha un grande impatto in uscita dalla panchina – sottolinea Lue -, già soltanto con la sua fisicità. Cambia la partita con la sua fisicità, la sua energia. È stato enorme per noi, sono felice di quello che sta facendo a gara in corso. È molto utile in questa veste”. Da quando Love è tornato sul parquet, Cleveland ha vinto due partite su due a Toronto, con buona pace dei detrattori: “Abbiamo giocato due volte in Canada, o sbaglio? E Kevin è partito da centro, giusto? E allora… con lui c’è spazio per tutti, soprattutto in penetrazione per LeBron, Hill e tutti gli altri”. Il fattore campo in fondo è passato ai Cavs, così come l’inerzia della sfida. Se c’è qualcuno che deve cambiare le carte in tavola, quello è Dwane Casey.

Le contromosse dei Raptors: più tiri a DeRozan e più copertura sui tiratori

Ma oltre a provare a superare quello che è diventato a tutti gli effetti un blocco psicologico, cosa devono inventarsi di nuovo i Raptors? La mossa OG Anunoby ha funzionato molto bene su James (in tripla doppia, ma al termine di una partita piena di errori e forzature), non avendo poi grossi problemi a generare buoni tiri in attacco. Contro la difesa dei Cavaliers infatti non c’è bisogno di grossa applicazione tattica, ma di riuscire a convertire con convinzione conclusioni pesanti come quelle sbagliate negli ultimi dieci minuti di partita dai Raptors. Da mettere a posto magari c’è qualche aiuto sul perimetro che non sempre ha funzionato (soprattutto su J.R. Smith e Kyle Korver), spine nel fianco nei momenti in cui Cleveland ha realmente sfruttato la disposizione sul perimetro dei giocatori. Il povero Serge Ibaka spesso è finito nella terra di nessuno, troppo lontano dai tiratori per essere d’aiuto, ma incapace allo stesso tempo di garantire protezione al ferro. A questo poi si aggiunge la mancanza di riferimenti offensivi, a cui dare la palla quando la situazione diventa complicata. Toronto ha fatto della circolazione di pallone e responsabilità un suo marchio di fabbrica, ma è importante dare palla ai vari DeRozan e Lowry un po’ più spesso, limitando l’utilizzo di una panchina che in qualche modo bisognerà sforbiciare in quanto a minuti di utilizzo. Su Sky Sport 2 in diretta da mezzanotte scopriremo come andrà a finire.

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