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Playoff NBA 2018, Philadelphia-Boston Gara-4 103-92: Sixers ancora vivi, ci pensa T.J. McConnell

NBA

I Sixers tengono aperta la stagione vincendo gara-4 grazie all'ingresso in quintetto della guardia al posto di Robert Covington, ricevendone il massimo in carriera da 19 punti. Insieme a un Dario Saric da 25 e alle doppie doppie di Simmons ed Embiid, Philadelphia supera Boston nonostante i 20 punti di Jayson Tatum. Nove quelli di Marco Belinelli dalla panchina

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Se ogni grande impresa comincia da un piccolo passo, i Philadelphia 76ers non potevano cominciare in modo migliore il loro tentativo di rimontare i Boston Celtics. Mai nessuna delle 129 squadre che hanno provato a ribaltare una serie di playoff NBA sono riuscite a farlo da 0-3, ma i Sixers almeno per una sera intanto hanno trovato il modo di vincerne una, superando i Boston Celtics 103-92 grazie all’inserimento a sorpresa in quintetto di T.J. McConnell. La guardia undrafted ha colto l’occasione al volo realizzando il suo massimo in carriera da 19 punti a cui ha aggiunto anche 7 rimbalzi e 5 assist con 9/12 al tiro e zero palle perse, chiudendo la partita ricevendo i cori del Wells Fargo Center che nei lunghi anni di Process lo ha adottato come beniamino. Il suo ingresso al posto di Robert Covington — uscito dalla panchina insieme a un Marco Belinelli da 9 punti ma con 2/10 al tiro — ha normalizzato un po’ le rotazioni di coach Brett Brown, permettendo a Ben Simmons (19 punti e 13 rimbalzi) di giocare un po’ di più lontano dalla palla pur senza riuscire del tutto a spezzare il momento no dei suoi playoff. Come spesso accade il miglior realizzatore di squadra è stato Dario Saric con 25 punti, mentre Joel Embiid (15+13) ha chiuso con un eccellente +22 di plus-minus, pur trovando il tempo di litigare con Terry Rozier. La guardia di Boston, infatti, ha spintonato il centro dei Sixers dopo che quest’ultimo aveva cercato di portargli via il pallone a cronometro fermo, creando un parapiglia che è valso a entrambi un doppio fallo tecnico. “Ha provato a tirarmi un pugno due volte, peccato che sia troppo basso e non riuscisse ad arrivare alla mia faccia” ha commentato Embiid dopo la gara con la consueta ironia. “Non capisco proprio perché sia stato chiamato doppio tecnico: io volevo solamente la palla, è lui che ha risposto cercando di colpirmi”.

Le brutte percentuali e i fischi mancati per Boston

Per fare in modo che questa non sia stata l’ultima gara interna della stagione, ai Sixers servirà un’impresa enorme al Garden, anche perché i Celtics sono tutt’altro che morti. Sicuramente ci sarà bisogno di una prestazione migliore al tiro (anche stanotte non sono arrivati al 41% dal campo e al 27% da tre), pur sopperendo con un po’ più di concentrazione (solo 8 palle perse a fronte di 24 assist) e coi rimbalzi offensivi (16 contro i 6 di Boston). I Celtics, però, saranno di un’altra pasta rispetto a quelli visti in gara-4, piagati dai tanti falli fischiati che hanno spezzettato e reso nervosa una partita esteticamente non gradevole. Alla fine sono stati sei i giocatori dei Celtics a chiudere in doppia cifra, guidati ancora una volta da Jayson Tatum (sesta partita consecutiva con almeno 20 punti a referto) e dai 17 del nativo di Philadelphia Marcus Morris (con il gemello Markieff presente sugli spalti con la maglia del fratello addosso). “Eravamo preparati per questa partita, ma Philly ha giocato meglio” ha commentato coach Brad Stevens, che ha preso un raro fallo tecnico nel terzo quarto per protestare contro i mancati fischi a favore dei suoi, i quali per 22 minuti non hanno tirato neanche un libero. “Gli arbitri non c’entrano niente, siamo noi a dover giocare meglio. Abbiamo sbagliato tanti tiri, anche se nel secondo tempo abbiamo giocato con più concentrazione e abbiamo ottenuto soluzioni migliori”. C’è da scommettere che il pubblico del TD Garden saprà già come spingere i propri giocatori per la gara-5 prevista nella notte tra mercoledì e giovedì alle 2, anche perché nessuno a Boston ha voglia di tornare a Philadelphia per una pericolosissima gara-6.

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