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Playoff NBA, Embiid e Simmons credono nel Process: "Le nostre mani saranno piene di anelli"

NBA

La prima eliminazione ai playoff non ferma le ambizioni delle due stelle di Philadelphia: "Abbiamo commesso tanti errori dai quali impareremo, ma abbiamo molto di più da mostrare. Le cose andranno per il verso giusto". La sfida a Boston per i prossimi anni è già lanciata

Dopo la sconfitta in gara-5 che ha decretato la fine della loro stagione, i sentimenti in casa Philadelphia 76ers sono comprensibilmente contrastanti. Da una parte la delusione per aver perso l’ennesimo finale in volata, portando a 51-39 il conto dei punti “in the clutch” della serie; dall’altra la soddisfazione di una stagione che, al netto di tutto, è andate ben al di là delle più rosee aspettative. Ne sono convinti anche Ben Simmons e Joel Embiid, le due stelle del presente e del futuro dei Sixers, che nel post-gara si sono promessi un futuro radioso. “Si è avvicinato a me e mi ha detto ‘Le vedi queste mani? Saranno piene di anelli un giorno’” ha raccontato Embiid sul suo compagno, aggiungendo di essere d’accordo con lui. “Abbiamo un grande futuro, andrà tutto per il verso giusto. Vedendo dove siamo ora, il Process ha ripagato tutti gli sforzi, ma di sicuro abbiamo ancora tanto da poter mostrare al mondo”. La serie contro Boston, infatti, ha messo in mostra tanto i pregi quanto soprattutto i difetti mentali e di inesperienza dei Sixers, che per troppe volte hanno commesso errori di disattenzione che, sommati uno sull’altro, hanno finito per fare la differenza nelle singole partite e più in generale in una serie più combattuta di quanto dica il 4-1 finale, considerando soprattutto l’overtime di gara-3 che avrebbe potuto far svoltare il confronto. “Abbiamo molti giocatori di talento, ma non abbiamo giocato al nostro meglio” ha continuato Embiid. “Sentiamo che quando tutti sono in palla, siamo imbattibili. In questa serie abbiamo commesso tantissimi errori, dobbiamo imparare la lezione”. È quello che spera anche coach Brett Brown, che non è sembrato pronto a guardare alla “big picture” avendo ancora addosso la tensione per la partita. “Dentro di me, so cosa siamo riusciti a fare, ma al momento c’è molta delusione e un senso di vuoto perché per diversi mesi non potrò fare più quello che mi piace fare con dei ragazzi che adoro”.

Boston vs. Philadelphia, rivalità rinnovata?

Il sentimento di tutti, dopo la partita, è che questa non sarà l’ultima volta in cui le due giovani squadre si incontreranno – anzi, potrebbe rappresentare il primo passo di una rinnovata rivalità storica della NBA. “Se nei prossimi anni vorremo fare qualcosa di significativo, dovremo sempre passare per i Boston Celtics” ha ammesso coach Brown dopo la gara del TD Garden, atmosfera che ha galvanizzato ancora di più Embiid. Il centro camerunense a volte è sembrato più interessato a zittire il pubblico avversario piuttosto che a fare il bene della sua squadra rimanendo concentrato sul gioco, ma alla fine è stato certamente il miglior giocatore dei Sixers pur dovendo fare i conti con un ambiente ostile (e una maschera a cui nel secondo tempo ha tolto il visore per gli occhi, rimanendo solo con la protezione scura). “Adoro questo tipo di atmosfere in trasferta. Penso che i miei numeri siano migliori lontano da casa, proprio perché mi caricano tantissimo. Quando mi prendono di mira e dicono che faccio schifo, voglio mostrare loro che ‘No, non faccio schifo, sono molto meglio di quanto voi crediate’”. Tra Boston e Philadelphia però non finisce qui: nella Lottery della prossima settimana scopriranno chi potrà aggiungere una scelta al proprio arsenale di asset, visto che quella dei Lakers sarà dei Sixers se finirà alla 1 o dalla 6 in poi, mentre finirà ai Celtics nel caso in cui cada tra la 2 e la 5. Ennesimo capitolo di una rivalità che promette di fare la storia della Eastern Conference nella prossima stagione.

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