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NBA, un anonimo giocatore dei Cavs rimpiange Kyrie Irving: "Danny Ainge è un fott..o ladro"

NBA

Dopo una sconfitta in regular season, un giocatore di Cleveland avrebbe sfogato la sua frustrazione per le sorti dei Cavs individuando il peccato originale nello scambio che ha portato Kyrie Irving a Boston: "Danny Ainge è un fott...o ladro"

Sono passati ormai diversi mesi dallo scambio che ha cambiato i destini dei Boston Celtics e dei Cleveland Cavaliers, ma nonostante nessuno dei principali giocatori coinvolti sia effettivamente in campo gli effetti di quanto successo la scorsa estate si sentono ancora oggi, in particolare tra i vice-campioni in carica. Gli scambi non vanno mai giudicati con troppa fretta, ma al momento appare chiaro che dalla trade che ha coinvolto come giocatori più importanti Kyrie Irving e Isaiah Thomas ci abbiano guadagnato soprattutto i Celtics, sebbene Irving al momento non sia neanche in condizione di scendere in campo – cosa che peraltro non ha impedito ai biancoverdi di vincere le prime due partite della serie. La notizia riportata da Jason Lloyd di The Athletic, però, è che anche nello spogliatoio di Cleveland l’opinione sullo scambio è simile a quella dell’esterno: “Danny Ainge è un fo****o ladro” è stato il commento di un anonimo giocatore dei Cavs al giornalista dopo l’ennesima, sconfortante sconfitta nei mesi più bui dell’inverno di una regular season che per larghi tratti è stata deprimente per LeBron James e soci. Considerando che Thomas e Jae Crowder sono stati scambiati prima della deadline del mercato e che i giocatori arrivati al loro posto – Rodney Hood, Jordan Clarkson, Larry Nance e Zizic – hanno avuto un contributo negativo nel corso dei playoff, è difficile non essere d’accordo con l’anonimo giocatore dei Cavs. L’unico modo che la dirigenza aveva per migliorare un po’ le prospettive di quello scambio era avere fortuna alla Lottery, migliorando dall’ottava posizione che il record conclusivo dei Brooklyn Nets concedeva loro, ma neanche una cintura nera della Lottery come Nick Gilbert – che ha portato a casa la prima scelta assoluta nel 2011, 2013 e 2014 – è riuscito nel miracolo di finire in top-3. In attesa di capire quale giovane verrà scelto al Draft (o se la scelta verrà ceduta per arrivare a un veterano migliore), i risultati del campo sono stati tutti favorevoli ai Boston Celtics e a quel “ladro” del GM Danny Ainge.

I disastri dei nuovi arrivi ai playoff

La serie ovviamente non è ancora finita e i Cavs hanno la possibilità di pareggiare i conti mantenendo inviolata la Quicken Loans Arena nelle prossime due partite, perciò i giudizi non possono in alcun modo essere definitivi. Ma se Cleveland è tornata alle Finali di Conference non è per merito di quello scambio, quanto piuttosto sebbene ci sia stato quello scambio. I numeri sono impietosi: Kyrie Irving chiuse la serie di playoff contro i Celtics lo scorso anno con 25.8 punti di media a partita; Clarkson, Hood, Zizic e Nance hanno segnato in tutto 23 punti nelle prime due gare della serie. I primi due, in particolare, stanno deludendo nonostante le opportunità ricevute, tirando 8/44 da tre in tutti i playoff (18% combinato) tanto da meritarsi in più di un’occasione di osservare le partite dalla panchina senza mai alzarsi. A Clarkson è successo per la prima volta in gara-2, il suo primo “DNP-CD” da quando è arrivato a Cleveland; Hood invece per qualche motivo ha ritrovato un posto in rotazione nonostante il gran rifiuto di entrare in gara-4 contro Toronto e, soprattutto, nonostante le pessime prestazioni di questi playoff. Il plus-minus può non essere una statistica indicativa del reale valore di un giocatore, ma nel caso di Hood parla di un agghiacciante -82 in dodici partite, il peggiore di tutti i giocatori che sono scesi in campo in questa post-season non solo di Cleveland ma dell’intera NBA. Se si prendono in considerazione solo i Cavs, poi, il secondo peggiore è proprio Clarkson (-43) e il terzo è Larry Nance Jr. (-39) – un segnale abbastanza chiaro che di quello scambio non ha funzionato proprio niente. L’unico a salvarsi è George Hill, che da quando ha recuperato dal suo problema alla schiena ha dato una grossa mano a normalizzare le rotazioni dei Cavs (+6.5 di Net Rating quando in campo, il migliore dei suoi), ma anche lui sta facendo fatica a contenere le penetrazioni dei Celtics (-15.3 di Net Rating nelle due gare di Boston).

Cavs spalle al muro: perché Hood non è stato multato?

A discolpa del GM Koby Altman bisogna dire che “vincere” quello scambio era estremamente difficile, soprattutto per via dell’ultimatum dato da Kyrie Irving su una sua cessione (minacciando anche di rimanere seduto un anno piuttosto che tornare a Cleveland). Bisogna anche dire che i giudizi immediatamente successivi all’annuncio dello scambio non erano così sbilanciate in favore di Boston, e che in pochi avrebbero potuto prevedere che gli inserimenti di Thomas e Crowder sarebbero andati così male all’interno delle rotazioni di coach Tyronn Lue. Ma questa è la realtà dei fatti e ora Cleveland si trova con le spalle al muro: perdere anche solo una delle prossime due gare renderebbe difficilissima la posizione dei Cavs nella serie, e per quanto avere il miglior giocatore del mondo dalla propria parte sia sempre una buona cosa, i vice-campioni in carica non possono sperare che ci pensi sempre LeBron James da solo a trascinare la squadra. Servirà il contributo di tutti, anche di quei giocatori che hanno deluso così tanto finora: a Hood, in particolare, è stata data un’altra opportunità nonostante l’episodio contro Toronto fosse stato tutt’altro che secondario, tanto che anche all’interno dello spogliatoio – secondo quanto riportato da Lloyd – più di un giocatore si chiedeva perché non ci fossero state sospensioni o multe per quel comportamento, facendolo passare “in cavalleria” come se nulla fosse successo. Anche da questi particolari si giudica la salute di una franchigia, e i Cavs sembrano sempre più in confusione.

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