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NBA Playoff 2018, Boston-Cleveland 96-83: Boston impone la legge del Garden, è 3-2 Celtics

NBA

Boston ritorna al successo  guidata dai 24 punti di Jayson Tatum in una gara controllata per tutti i 48 minuti. James chiude con 26 punti e 10 rimbalzi, troppo solo per infliggere la prima sconfitta casalinga ai Celtics in questi playoff (10-0 il record)

IL TABELLINO DEL MATCH

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Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 96-83

Ormai è chiaro: in questa serie è sempre questione di parziali, e di fattore campo. Boston torna al TD Garden, vola sul 32-19 nel primo quarto, fa gara di testa e mantiene l’imbattibilità in casa in questi playoff, riportandosi in vantaggio sul 3-2 nella serie. I Celtics mettono il naso avanti sin dalla palla a due, guidati da un ispirato Jayson Tatum alla prima escursione in carriera oltre quota 20 punti in una finale di conference. Sono 24 alla sirena, con sette rimbalzi e quattro assist per il quarto miglior rookie nella storia playoff per punti totali realizzati; uno dei cinque giocatori Celtics in doppia cifra, in una sfida in cui Boston ha tirato ben 39 volte dall’arco (trovando il fondo della retina in 13 occasioni), allargando il campo e mettendo a dura prova la tenuta difensiva dei Cavs. La faccia e l’intensità dei padroni di casa è diversa rispetto agli ultimi due episodi della serie, così come la resa di Cleveland che dopo dieci possessi ha già messo in mostra tutto il campionario delle difficoltà a cui va incontro nell’arco dei 48 minuti: palle perse (15 totali, contro le otto di Boston), tiri aperti sbagliati e un LeBron James sempre più solo in un match in cui nessuno riesce a dargli una mano. Nel primo quarto Kevin Love mette a referto 11 punti, fermato poi da un secondo fallo commesso che arriva troppo presto. A parte quel sussulto, resta solo James. Il primo canestro di un giocatore dei Cavaliers che non porti scritto sul retro della maglia uno di quei due nomi lo segna Kyle Korver (congelato nel primo e nel terzo quarto e proposto sul parquet soltanto nel secondo e nel quarto) arriva dopo 14 minuti di partita, dopo che i Celtics hanno già abbondantemente superato la doppia cifra di vantaggio. La sfida diventa così un lungo inseguimento, in cui chi sta dietro non dimostra mai di avere la forza necessaria per rifarsi sotto. James chiude con 26 punti, 10 rimbalzi e cinque assist, che sarebbero potuti essere molti di più se i compagni avessero sfruttato i metri di spazio concessi dalle sue visioni. Tutti però litigano con il ferro: Tristan Thompson, George Hill e J.R. Smith combinano per un disastroso 2/14 totale dal campo, facendo mancare ai vice-campioni NBA il decisivo apporto dei titolari. Troppo poco per fare il solletico alla difesa Celtics, che tiene Cleveland a soli 83 punti segnati:“Al Garden credo che un fattore importantissimo di cui tener conto sia il pubblico – sottolinea Horford -, entrano nella testa di tutti noi, ci guidano a fare il meglio come gruppo”. Il record interno di Boston in questi playoff dice 10-0 e l’eventuale gara-7 si gioca sempre al Garden. Una bella ipoteca sull'accesso alle Finals.

Aron Baynes parte titolare e funziona la difesa su LeBron

Importante davvero visto che nella storia NBA, nelle serie arrivate a gara-5 sul 2-2, la vincente di quello che viene definito pivotal game ha poi portato a casa la serie nell'83% dei casi. Un'impresa ancora più ragguardevole, visto il 36.5% messo a referto dai Celtics (era dal 2004 che una squadra con percentuali al tiro così basse non vinceva una gara playoff). Numeri che faranno felice Brad Stevens che ancora una volta ha sparigliato le carte, proponendo Aron Baynes in quintetto dopo la conferma da parte di coach Lue di Tristan Thompson sotto i tabelloni. Una mossa che paga, che riporta Marcus Morris al ruolo in uscita dalla panchina e lo libera dai compiti difensivi sui lunghi avversari. Il gemello di Markieff (presente sugli spalti anche lui a fare il tifo per il fratello, con addosso la maglia di Kansas) torna a prendersi cura a tempo pieno di James, garantendo inoltre ai Celtics quella flessibilità che non gli ha fatto pagare dazio sulle tante situazioni in cui nelle due gare precedenti Terry Rozier era stato bersagliato dai lunghi dei Cavaliers. Cambi che hanno mandato in cortocircuito l’attacco di Cleveland, sul quale a pesare sono state anche le sei palle perse di James, che dimostra di averle bene a mente durante la conferenza stampa elencandole tutte nel dettaglio. Gli ospiti portano avanti una lunga e vana rincorsa, accelerando a inizio secondo quarto dopo che la rissa tra Larry Nance Jr. e Marcus Morris cambia l’inerzia della sfida. Cleveland piazza il parziale da 9-0, torna a -7, ma mai avanti. Stesso scenario replicato nel quarto periodo (non a caso entrambe le situazioni con Kyle Korver sul parquet, invisibile ma decisivo come spesso gli accade), quando James suona la carica, trova un paio di canestri e per ben due volte arma la mano di Jordan Clarkson nel semi-angolo. Due conclusioni aperte, da spingere solo dentro. Potrebbero significare -6 e invece diventa +14 Boston a sei minuti dal termine. Troppi anche per il Re, che a quel punto alza bandiera bianca e rimanda tutto a gara-6 alla Quicken Loans Arena.

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