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Playoff NBA, Cleveland non può più sbagliare: all-in su gara-6 contro Boston

NBA

Vincere o andare a casa (e probabilmente salutare LeBron James): non c'è domani per i Cleveland Cavaliers, che non possono più sbagliare nella serie contro i Boston Celtics. Stanotte alle 2.30 appuntamento su Sky Sport 2 per gara-6 delle finali della Eastern Conference

Sono passati esattamente 20 giorni di calendario dall’ultima volta che una squadra della Eastern Conference ha vinto una partita in trasferta ai playoff. Gli ultimi a riuscirci furono i Boston Celtics sul campo dei Philadelphia 76ers, unica vittoria lontana dal TD Garden della loro post-season che li vede a un solo successo dalle Finali NBA. Peraltro anche quella vittoria è arrivata solo per una manciata di centimetri, visto che il tiro per pareggiarla di Marco Belinelli non è partito fuori dalla linea da tre punti solo per qualche spanna, altrimenti probabilmente staremmo raccontando una storia diversa e i giorni di astinenza sarebbero diventati 22. È a questo che si aggrappano i Cleveland Cavaliers in attesa della gara-6 di stanotte, in diretta su Sky Sport 2 HD a partire dalle 2.30 del mattino con commento in italiano: i Celtics sono una cosa in casa (10-0 il loro record) e un’altra in trasferta (1-7), pagando l’assenza di Kyrie Irving e Gordon Hayward soprattutto lontano dal pubblico amico. Questo però non significa che i Cavs possano distrarsi, anzi: questa notte servirà una versione ben diversa rispetto a quella vista in gara-5 al TD Garden, sfruttando l’appoggio dei tifosi per attaccare e difendere con maggiore efficacia rispetto a quanto visto in Massachusetts, dove le capacità balistiche dei compagni di LeBron James sembrano sparire nel Sottosopra di Stranger Things. La disparità tra le percentuali dall’arco di Cleveland in casa e fuori in questa serie infatti è impressionante: nelle due vittorie casalinghe James e soci hanno tirato con il 44% da tre, percentuale che invece è crollata a un misero 25% sul campo dei Celtics. Merito della difesa di Boston, certamente, ma anche sintomo di una mancanza di forza mentale e di costanza che a questo livelli si paga per forza. Ora i Cavs non possono davvero più sbagliare, a partire da coach Tyronn Lue che non può più permettersi di commettere errori di valutazione come quello che lo ha portato a lasciare in panchina a lungo Kyle Korver in gara-5, rompendo il ritmo del suo fondamentale tiratore e lasciando invece in campo gli inconcludenti George Hill e J.R. Smith, che nelle tre partite al Garden hanno totalizzato 21 punti in due con 7/35 al tiro.

Boston vuole chiudere il circolo: eliminare di nuovo James come nel 2010

Per i Boston Celtics, invece, la questione è semplice: se questo gruppo vuole avanzare fino alle Finali NBA, deve dimostrare di poter vincere una partita lontano da casa, non fosse altro come una prova di maturità per un gruppo mediamente molto giovane. Se riuscissero a vincere, peraltro, si chiuderebbe un circolo cominciato otto anni fa: l’ultima squadra a battere LeBron James in una serie della Eastern Conference furono proprio i biancoverdi nel 2010, mettendo fine al primo regno di King James in Ohio e provocando il suo trasferimento a South Beach. Da quella squadra guidata da Pierce, Allen e Garnett a questa di Tatum, Brown e Horford non c’è neanche un punto di contatto se non il General Manager Danny Ainge, che se riuscisse a portare di nuovo i Celtics alle Finals avrebbe completato una delle più grandi ricostruzioni che la storia si ricordi, raggiungendole peraltro in un modo a dir poco rocambolesco senza le due stelle principali. Prima di farsi coinvolgere da questi discorsi, però, servirà tutt’altro impegno e concentrazione rispetto alle due partite giocate a Cleveland, riprendendo sulle buone cose fatte intravedere in gara-4 specialmente dal secondo quarto in poi, in cui Boston ha battuto i padroni di casa per 84-77. Lo scoglio da superare è gigantesco, visto anche che i Cavs sono reduci da sette vittorie consecutive tra le mura amiche, ma se non fosse difficile LeBron James non avrebbe raggiunto sette Finali NBA consecutive: gli serviranno due vittorie per raggiungere l’ottava in fila e la nona della sua carriera, e forse mai come oggi anche per lui l’impresa si preannuncia titanica.

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