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NBA Finals, Klay Thompson, il dolore alla caviglia sinistra non passa: a rischio gara-2?

NBA

Il n°11 degli Warriors ha subito un duro colpo durante il primo quarto di gara-1, travolto da J.R. Smith e rientrato dopo qualche minuto sul parquet. La distorsione alla caviglia sinistra però ha continuato a dargli problemi, mettendone così in dubbio la partecipazione alla seconda sfida della Oracle Arena

Per una volta Steph Curry e Kevin Durant (a loro modo sempre assediati da microfoni e giornalisti), non sono stati i più ricercati durante la sessione dedicata ai media a margine dell’allenamento degli Warriors. Quello che ha dovuto rispondere al maggior numero di domande infatti è stato Klay Thompson, uscito malconcio dalla sfida vinta 48 ore fa da Golden State contro Cleveland. Un colpo fortuito incassato nel primo quarto, con J.R. Smith che provando l’anticipo è scivolato sul parquet, franando addosso all’avversario rimasto a terra a lungo dolorante. Un problema inizialmente rientrato nel giro di qualche minuto, con Thompson abile e arruolabile negli ultimi tre quarti del match, a suo modo decisivo con canestri chirurgici e la solita inestimabile qualità difensiva. Una volta tornato a casa però, il dolore ha iniziato a tormentarlo, con la caviglia che si è gonfiata e gli ha creato problemi nelle ultime ore, limitandone in parte la possibilità di allenamento e di sforzo: “È una distorsione alla caviglia, sto facendo tutto il possibile per essere in campo in gara-2 – racconta il diretto interessato -. Continua a farmi male e più guardo le immagini al replay di quanto accaduto, più mi fanno arrabbiare. È stata una giocata come tante altre, che ha portato Smith a ruzzolare tra le mie gambe in quel modo. So di dover andare avanti e convivere con quanto accaduto, è la vita. È solo una piccola battuta d’arresto, ma penso che non fosse una cosa intenzionale”. Nulla di voluto da parte di J.R. Smith, che nel frattempo sta ancora convivendo con i postumi della giocata folle che ha deciso gara-1 (con tanto di attacchi sui social che vanno avanti ormai da due giorni) e che non necessita certo di un ulteriore processo. Non appena compresa la gravità dell’accaduto, lo stesso J.R. si è preoccupato delle condizioni di Thompson: “Si, aveva un sacco di rimorsi, ma non penso volesse farmi male. È una cosa che mi fa rabbia, nonostante sia parte del gioco. Mi dà fastidio che sia accaduto durante le Finals, all’inizio della prima sfida. Ma nessuno cercherà scuse a causa di questo: devo fare tutto il possibile nelle prossime ore per recuperare al meglio".

"Sono ancora ottimista: farò il possibile per esserci"

L’eccitazione e la voglia di giocare sono spesso il miglior anestetico, tanto da non sentire dolore o avvertire un fastidio particolare: “All’inizio non sentivo nulla, è normale – prosegue Thompson -. Ma appena è calata l’adrenalina, la gara è finita e la caviglia ha iniziato a gonfiarsi. È naturale. Se non continuo a muoverla, a renderla più elastica, c’è il rischio che resti irrigidita. Adesso quindi l’obiettivo è fare di tutto per evitare che continui a gonfiarsi”. Un guaio non da poco quindi, da risolvere in fretta: “Se fosse stata oggi la partita? Beh, non so se ce l’avrei fatta. Sono felice comunque che ci sia un po’ di tempo in più per recuperare. Non riesco a fare una classifica del dolore, né a parlare per periodi ipotetici. In definitiva so solo che è quel tipo di infortunio che non vorresti mai avere durante le Finals mentre ti stai giocando il titolo NBA”. Il dubbio però resta: Klay Thompson ci sarà in gara-2? “Gonfiore e rigidezza, tutti sintomi che si manifestano dopo qualche ora. Appena successo, quando sei ancora caldo, senti di poter giocare. L’ho già fatto in passato. Non appena ti fermi, ti riposi e vai a letto dopo la partita, inizi a sentire che la caviglia si gonfia. Sono cosa che succedono, per questo resto ancora ottimista. Farò tutto il possibile per esserci”. Steph Curry e Kevin Durant si uniscono al coro di quelli che credono nel suo rientro, felici di averlo visto concentrato in allenamento e focalizzato solo ed esclusivamente sul recupero in vista di gara-2. La domanda più importante per loro riguarda Thompson, con buona pace del protagonismo che spesso accompagna le star NBA: per una volta sono entrambi ben felici di aver ceduto riflettori e attenzioni ad altri.

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