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NBA, Zach Randolph e l’omicidio di suo fratello Roger: un incendio doloso distrugge le prove

NBA
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Si infittisce il mistero attorno alla tragedia che ha coinvolto la famiglia di Zach Randolph: dopo l’uccisione di suo fratello Roger, trovato morto fuori da un bar di Marion, è stato appiccato il fuoco al locale, mandando in fumo buona parte dei primi due giorni di indagini

La notizia è di quelle che purtroppo troppo spesso riempiono le cronache dei giornali statunitensi e che vedono coinvolti di frequente in maniera diretta anche sportivi e giocatori NBA. In questa occasione a farne le spese è stato il fratello di Zach Randolph, bersaglio di diversi colpi d’arma da fuoco lo scorso sabato mattina all’alba fuori da un bar della cittadina dell’Indiana in cui i due sono stati allevati da piccoli. Una notizia confermata dalle autorità che hanno identificato in Roger Randolph la vittima insanguinata riversa a terra e abbandonata tra due auto all’esterno dell’Hop’s Blue Room, un locale di Marion; la cittadina un centinaio di chilometri più a nord di Indianapolis. Il 35enne fratello del giocatore dei Kings aveva già avuto in passato diversi problemi con la giustizia, coinvolto nel 2004 in una sparatoria fuori da un nightclub, in cui restarono ferite tre persone e lui fu condannato a tre anni di prigione nel 2005. Una lite seguente a quanto successo sulla pista da ballo, a cui all’epoca prese parte anche Zach, che poi risultò non coinvolto e non venne arrestato. Fermato lo scorso anno per guida in stato d’ebbrezza (erano diversi i valori alterati), Roger non era mai riuscito ad allontanarsi del tutto dai pessimi ambienti che si era ritrovato a frequentare già da ragazzo. Il fratello di Zach era un ragazzo dotato anche di discreto talento sotto canestro, ma fu subito espulso dalla squadra dell’high school a causa dei primi guai con la giustizia e neanche la scelta di mandarlo in collegio cambiò le cose. Tutte queste ragioni hanno portato gli inquirenti a credere in un’esecuzione premeditata e frutto di chissà quale vendetta o regolamento di conti. Ipotesi confermata da quanto accaduto nelle ultime ore, in cui è stato appiccato un incendio doloso nel locale della sparatoria. Fiamme che hanno cancellato buona parte delle tracce e degli indizi che potevano aiutare la polizia a ricostruire l’accaduto, causando un danno da oltre 20.000 dollari alla struttura che secondo gli inquirenti potrebbe non essere direttamente riconducibile all’omicidio di Roger. Una storia bruttissima, in cui il lungo dei Sacramento Kings si è ritrovato invischiato fino al collo. Sia la squadra californiana che i Memphis Grizzlies hanno espresso la loro vicinanza a Randolph, da 17 anni nella lega e sotto contratto anche il prossimo anno con i Kings in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione NBA.

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