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NBA, Bruce Bowen attacca Kawhi Leonard: “Tutte scuse”. Ma gli Spurs non perdono le speranze

NBA

La leggenda dei San Antonio Spurs ha attaccato frontalmente Leonard, reo di aver inventato scuse per volersene andare: "Sei il giocatore franchigia, ma stai ricevendo pessimi consigli. E non ti sei comportato da leader". La franchigia, però, ha ancora una speranza di rimettere tutto a posto

Di questi tempi, sette anni fa, i San Antonio Spurs erano convinti di aver messo le mani sul nuovo Bruce Bowen, sacrificando l’apprezzatissimo George Hill per mettere le mani su Kawhi Leonard. Sette anni dopo, di cose ne sono cambiate parecchie: Leonard è passato da progetto di difensore perimetrale “alla Bowen” a giocatore franchigia, vincendo un titolo, un premio di MVP delle Finals al suo terzo anno nella lega e due titoli di difensore dell’anno, affermandosi come uno dei migliori giocatori della NBA. Chi si sarebbe potuti immaginare che in meno di dodici mesi la relazione tra gli Spurs e Leonard sarebbe deteriorata a tal punto da determinare la richiesta di una cessione da parte del numero 2 nero-argento? Una situazione che però, almeno al di fuori della franchigia, non è stata presa benissimo – specialmente da Bruce Bowen, che oggi fa il commentatore televisivo. “In questo momento, sono tutte scuse” ha attaccato il tre volte campione NBA con gli Spurs. “All’inizio diceva: ‘Il mio infortunio è stato diagnosticato male’. Ascolta: hai un contratto da 18 milioni di dollari e pensi che stiano cercando di metterti fretta? Non hai giocato per la maggior parte della stagione, sei il giocatore di riferimento, il giocatore franchigia. Vuoi davvero dirci che non avevano i tuoi migliori interessi in testa? Ma ci stai prendendo in giro?”. Un attacco frontale in diretta su Sirius XM Radio, dicendo senza peli sulla lingua quello che probabilmente molti tifosi degli Spurs stanno pensando da tempo. “Sta ricevendo dei cattivi consigli” ha continuato Bowen. “Quello che sta emergendo è che un certo individuo [il riferimento probabilmente è allo zio di Kawhi, Dennis Robertson, ndr] gli sta dando un certo numero di consigli, e non sono quelli giusti. La cosa è questa: a San Antonio eri protetto. È riuscito a emergere in un periodo in cui ancora poteva appoggiarsi a Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili”.

La leggenda nero-argento attacca: “Non ci ha mai messo la faccia”

Bowen ha criticato anche la mancanza di trasparenza e di coraggio da parte di Leonard, che per tutto questo periodo non ha detto nulla: “Neanche una volta è uscito in pubblico per dire ‘Ehi, a me piace stare a San Antonio’ oppure ‘Non sopporto più quello che sta succedendo qui’. Neanche una. Se io da giocatore, anzi da leader di una squadra, sono infortunato ma i miei compagni sono in trasferta ai playoff, sarei andato con loro. Perché quella è la cosa più importante: lo spirito di squadra, la compagnia, il senso di fratellanza. Quando ho visto che non lo ha fatto, dentro di me sono scattati tutti gli allarmi possibili: ‘Ma questa persona è davvero interessata alla squadra?’. Io non voglio continuare a tenere un giocatore che non ha intenzione di dare supporto ai suoi compagni nel momento in cui più hanno bisogno di lui”.

Buford: “Esploreremo tutte le nostre opzioni, ma vogliamo tenere Kawhi”

Bowen però non fa più parte della franchigia, essendo ora un commentatore per la tv che trasmette le partite degli L.A. Clippers, e per questo le sue parole non riflettono la posizione della squadra – perlomeno quella pubblica. Dopo la notte del Draft, il General Manager R.C. Buford ha dovuto affrontare davanti ai media la situazione attorno alla stella della sua squadra, mostrando grande diplomazia: “Kawhi e la sua famiglia sono molto importanti per la nostra organizzazione e la nostra comunità” ha dichiarato Buford. “Anche se nessuno di noi vuole trovarsi nella situazione in cui ci troviamo, faremo quello che sarà necessario per costruire il miglior rapporto possibile con lui, ed esploreremo tutte le nostre opzioni. Ma la prima cosa che dobbiamo fare è tenere Kawhi all’interno del nostro gruppo”. Un ramoscello d’ulivo allungato verso l’MVP delle Finals 2014, anche se oramai il rapporto sembra totalmente compromesso anche all’interno dello spogliatoio, visto che – a quanto riferito – a far crollare la fiducia di Leonard verso i nero-argento sono state le parole molto critiche nei suoi confronti di Gregg Popovich e di Tony Parker nel corso della stagione. Gli Spurs, però, non hanno fretta di fare alcunché: “Non so quali siano le tempistiche per risolvere questa situazione, anche se avrei voluto che si risolvesse il prima possibile. Tutti abbiamo commesso degli errori in momenti differenti” ha dichiarato Buford. “Kawhi è sotto contratto per un altro anno: il nostro obiettivo è tenerlo come parte del nostro programma ancora per molto tempo”. Buford non ha voluto rivelare se Leonard ha presentato ufficialmente la richiesta di essere ceduto e, come dichiarato, la speranza è ancora quello di poter rimettere insieme i cocci del rapporto per proseguire insieme. Detto questo, gli Spurs hanno anche incominciato a ricevere proposte di scambi da parte delle altre squadre, segnandosele sulla loro “big board” e attendendo gli sviluppi della situazione per poter valutare tutto con calma. La dirigenza ha ancora il coltello dalla parte del manico, sia perché Leonard è sotto contratto per il 2018-19, sia perché solamente gli Spurs possono offrirgli l’estensione di contratto più remunerativa in assoluto, quella da 219 milioni di dollari in cinque anni che lo renderebbe il giocatore più pagato della NBA. Una situazione tutta in divenire che terrà banco per diverso tempo ancora.

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