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NBA, Sacramento Kings, Vlade Divac: "I miei Kings sono un superteam in divenire"

NBA

I Kings hanno scelto un altro lungo, continuando una tradizione che per ora non ha portato i frutti sperati. Ma a Sacramento c’è qualcuno che crede (fin troppo) in questo roster, convinto di avere per le mani una delle squadre di vertice del futuro

C’è chi i campioni vuole provare a prenderli sul mercato dei free agent, a convincerli attraverso offerte irrinunciabili o tramite scambi che possono rinforzare il roster in una lega in cui l’obiettivo è assemblare superteam pieni zeppi di talento. In molti puntano a un’impresa del genere, che non sembra invece essere la priorità di Vlade Divac e dei suoi Sacramento Kings. L’ex giocatore serbo diventato GM in California non ha dubbi, il suo roster va già bene così: “La mia squadra è già un superteam, soltanto troppo giovane”, è stata la dichiarazione che in conferenza stampa ha fatto scuotere la testa a molti. “Stiamo provando a competere, a giocare duro ma divertendoci al tempo stesso. Abbiamo discusso della nostra ultima stagione, in cui per ben due volte abbiamo battuto gli attuali superteam. Ci credo, dobbiamo soltanto continuare a imparare e crescere ogni giorno, ogni stagione”. Successi particolari quelli raccolti in stagione contro gli Warriors, che difficilmente passeranno alla storia. Il primo è arrivato il 27 novembre: 106-110 in trasferta, ma contro una Golden State senza Kevin Durant e Steph Curry. Ancora più ridotta ai minimi termini invece la squadra battuta il 17 marzo, quando gli Warriors non potevano disporre di nessuno dei tre principali All-Star e realizzatori presenti nel roster. Il quintetto titolare di Golden State quella sera fu Cook-Young-Pachulia-Iguodala-Green; non un’impresa impossibile battere un gruppo del genere. Tutto come da previsione invece per quel che riguarda la scelta dei Kings, per il decimo anno in lottery e ancora una volta (come spesso accaduto sotto la dirigenza di Divac) focalizzati nello scegliere un lungo, trascurando gli evidenti problemi nelle altre posizioni in campo. Questa volta è toccato a Marvin Bagley III, felice di essere finito a Sacramento (almeno a parole): “Sento di avere un grande feeling con questa squadra, questa città e sono convinto della direzione che stiamo provando a percorrere. Sto ascoltando i tanti consigli che mi arrivano per fare quello che posso per prepararmi al meglio. Sono felice e onorato di questa scelta”. Secondo Divac era lui il tassello mancante per assemblare in definitiva un superteam; la speranza dei King è che almeno questa volta abbia ragione.

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