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Mercato NBA, Lakers, Celtics, 76ers: tutti pazzi per Kawhi Leonard

NBA

Nelle ultime ore sono state diverse le offerte fatte da più franchigie NBA che si sono rivolte agli Spurs per proporre scambi che coinvolgessero il n°2 dei texani: i Lakers appaiono come quelli più vicini al bersaglio grosso, mentre Boston e Philadelphia sono due alternative interessanti qualora la trattativa con i giallo-viola dovesse fallire nelle prossime 48 ore

Nella serata italiana, prima mattinata americana, il mondo NBA è andato in fibrillazione in attesa di una scossa ufficiale che (ancora) non è arrivata, anche se sembra ormai questione di ore. I San Antonio Spurs e Kawhi Leonard sono sempre più vicini dal dividere i loro destini, dal separare le loro strade dopo essersi giurati amore eterno; parole tutt’altro che retoriche quando uno degli addendi dell’operazione sono gli Spurs. Questo ormai sembra essere un dato certo, ma la soluzione del giallo non appare scontata. Le pretendenti che nelle ultime ore hanno bussato alla porte dei texani sono state tre (almeno quelle rilevanti, visto che Leonard sulla carta interesserebbe a qualsiasi franchigia della Lega), con i Lakers che non hanno mai fatto mistero di sognare un ritorno a Los Angeles di Kawhi (nato e cresciuto in California). Come raccontato già ieri la trattativa non è semplice, ma con il passare delle ore sono usciti nuovi interessanti dettagli. Uno su tutti sembra essere il punto chiave: quanto futuro sono disposti a ipotecare i losangelini per andare all-in nel presente? Il giocatore più chiacchierato è Brandon Ingram, gradualmente sbocciato nell’ultima regular season e tenuto sempre fuori dalle proposte fatte dai giallo-viola agli Spurs. Secondo diversi report però la seconda scelta assoluta del Draft 2016 può diventare uno dei punti chiave per convincere i nero-argento e i Lakers a quel punto si sono detti disposti a rinunciare anche a lui. Al momento sul piatto ci sono oltre a Ingram anche Kyle Kuzma, Josh Hart e tre prime scelte future non protette. I prossimi cinque (se non di più) anni della franchigia ceduti per mettersi l’anello al dito già nel giugno 2019, portando James e George a comporre assieme a Leonard un terzetto da sogno. Tutto però da concludere in poche ore, fino a quando gli Spurs continueranno ad avere il coltello dalla parte del manico: le quotazioni di Kawhi sono ai massimi e come insegnato a tutti gli operatori di Borsa, quando la lucina verde è illuminata da un bel po’ di tempo l’imperativo è “vendere”.

Boston e Philadelphia come altre possibili opzioni

“Quindi, a chi cederlo?” Questo adesso è il dilemma della dirigenza texana, visto che dietro ai Lakers (che sarebbero la destinazione preferita da Leonard) restano almeno altre due pretendenti di assoluto livello: i Celtics e i 76ers. Boston è di gran lunga la squadra che può mettere sul piatto giocatori interessanti e dall’impatto immediato, oltre a non avere l’urgenza di chiudere subito non dovendo poi puntare a free agent diversi. Il problema è che gli unici contratti “pesanti” per pareggiare il contratto di Leonard (secondo quanto previsto dal meccanismo del salary cap) sono quelli degli All-Star: Al Horford, Gordon Hayward e Kyrie Irving. E proprio l’ex point guard dei Cavaliers è il profilo a cui gli Spurs si sono detti più interessati (i Celtics non si sono espressi e potrebbero considerare l’ipotesi visto la delicata situazione contrattuale), oltre a Jaylen Brown, sul quale però a San Antonio si sono visti sbattere la porta in faccia. Boston dunque può mettere tanto sul piatto, ma non avendo enorme necessità può permettersi di plasmare l’offerta da fare a proprio piacimento. Un bel dilemma anche questo per i texani, che nel frattempo si sono ritrovati sul tavolo anche la proposta dei Sixers, disposti a sacrificare pur di arrivare a lui Robert Covington, Dario Saric e la scelta al primo giro non protetta del 2021 appartenente agli Heat (quella ottenuta dalla trade del giorno del Draft con Phoenix). Un mix che garantirebbe agli Spurs solidi titolari di discreta prospettiva e al tempo stesso una scelta che nei prossimi due anni potrebbe assumere enorme valore, rendendo Philadelphia a tutti gli effetti una contender a Est. A prescindere dalla scelta di LeBron, che nelle prossime 48 ore sembrerà essere soltanto una conseguenza di quanto decideranno di fare gli Spurs.

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