27 ottobre 2018

NBA, lo spogliatoio di Washington è già una polveriera: tutti contro Otto Porter?

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Dopo la sconfitta contro Sacramento, gli Wizards sono crollati a un record di 1-4 e nello spogliatoio hanno cominciato a volare gli stracci. Wall e Beal non le hanno mandate a dire, accusando Otto Porter di essere egoista: "C'è gente che si preoccupa solo dei propri tiri e non si impegna in difesa"

DURANT CONTRO GLI WIZARDS: "SOSTITUITEMI, SONO TROPPO DEBOLI"

Avete presente quel meme in cui un cane seduto a un tavolo circondato dalle fiamme dice semplicemente “This is fine”, va tutto bene? Ecco, gli Washington Wizards si trovano in quella situazione, tranne che non fanno nulla per nascondere l’incendio che divampa attorno a loro. La sconfitta sul campo dei Sacramento Kings è la quarta di queste prime cinque partite di stagione e lo spogliatoio è già una polveriera, con John Wall e Bradley Beal che parlano apertamente di egoismo tra i loro compagni. “Abbiamo gente che pensa a chi si prende i tiri, mentre non bisognerebbe mai preoccuparsene” ha sentenziato Wall dopo la sconfitta per 116-112 contro Sacramento. “Non importa se segni o sbagli, bisogna essere in grado di competere nella propria metà campo. Se non sei in grado di giocare sia in attacco che in difesa, allora non dovresti giocare. Ci sono volte in cui ci preoccupiamo più di difendere forte in allenamento che in partita”. Parole a cui fanno eco quelle di Beal, un po’ meno dirette ma comunque non lontane dal bersaglio: “A volte abbiamo le nostre priorità in campo, che sia lamentarsi per i tiri, per il minutaggio o per qualsiasi altra cosa” ha detto la guardia. “Ci stiamo preoccupando della m***a sbagliata, non è su quello che dobbiamo concentrarci. Eppure continua a farci dei danni”. Se non altro, Beal a differenza del compagno di backcourt ha avuto l’accortezza di usare la prima persona plurale, includendo se stesso nella critica: “Tutti devono uscire dalla propria zona di confort, tutti si devono sacrificare per il bene della squadra, non solo una persona. L’unica cosa che conta in questo momento è vincere, e dato che non stiamo vincendo qualcosa deve cambiare”.

L’egoismo di Otto Porter al centro del mirino di Wall e Beal

Ma chi è l’obiettivo delle due stelle? Un indizio può essere arrivato da coach Scott Brooks, che in conferenza stampa ha fatto un nome: quello di Otto Porter. “Otto deve continuare a giocare e non preoccuparsi dei tiri che si prende o che non entrano” è stata la giustificazione data dall’allenatore per lo scarso utilizzo dell’ala, che nelle ultime partite ha giocato solo 25 contro Toronto e quindi 22 contro Sacramento. Certo, contro i Kings Kelly Oubre ha giocato molto bene, prendendosi anche un po’ di minuti di Porter, ma in passato i due hanno giocato tranquillamente insieme senza che il minutaggio di uno influisse sull’altro. È evidente invece come Porter - che non ha rilasciato dichiarazioni dopo la sconfitta - in questo inizio di stagione stia faticando: nelle prime cinque partite (un campione molto ridotto, va detto) sta tirando con il 42.6% dal campo e il 23.8% dalla lunga distanza su soli 9.4 tiri a partita, le cifre più basse dal suo anno da rookie. E dire che gli Wizards subiscono più di 10 punti per 100 possessi quando non è in campo, mentre tra i giocatori di rotazione è l’unico ad avere un Net Rating positivo. Come dire: ci deve essere una motivazione molto forte per togliere dal campo un membro così importante della squadra... Eppure già dopo la prima partita Wall si era scocciato di rispondere alle domande sui tiri di Porter, dichiarando che non ne avrebbe più parlato fino al termine della stagione – segno evidente che l’argomento era a dir poco indigesto alla point guard della squadra. Intanto però, tra un dito puntato e una lamentela a porte chiuse, il record continua a precipitare.

Il calendario di Washington: altre sconfitte in arrivo?

Gli Wizards sono noti per avere un carattere, diciamo così, fumantino: gli indici puntati gli uni contro gli altri non sono una novità per questo gruppo, specialmente dopo le sconfitte contro le squadre più deboli. Lo scorso anno Washington aveva il peggior record contro le squadre sotto il 50% di vittorie tra tutte quelle che sono riuscite a qualificarsi per i playoff, ritrovandosi però magicamente ogni volta che hanno affrontato una “big”. Non a caso l’unica vittoria finora è arrivata contro un avversario tosto, sbancando il Moda Center di Portland al supplementare. Il calendario, però, non è clemente con loro: nelle prossime due partite in trasferta a Ovest gli Wizards affronteranno i Clippers (che hanno cominciato benissimo la stagione) e i Memphis Grizzlies (che hanno vinto sul campo di Utah), prima di rientrare tra le mura amiche e scontrarsi con gli Oklahoma City Thunder e i New York Knicks. Il rischio di raccogliere altre due o tre sconfitte è più che concreto, rendendo ancora più complicato questo inizio di stagione. Questa squadra però sembra dare il suo meglio solamente quando si trova con le spalle al muro e tutto attorno a loro sembra andare a fuoco: chissà che queste parole delle due stelle non possano dare la scossa che serve per invertire la rotta.

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