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NBA, Gallinari e i Clippers in prima serata su Sky Sport contro Memphis, top team a Ovest

NBA

Su Sky Sport Uno e su Sky Sport NBA alle 21.30, Danilo Gallinari sarà protagonista della sfida contro la nuova, sorprendente numero uno della Western Conference, i Memphis Grizzlies di Mike Conley, Marc Gasol e dell'interessante rookie Jaren Jackson Jr.

GALLINARI: LA MIGLIOR STAGIONE DI SEMPRE DI UN ITALIANO NELLA NBA?

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Nessuno a inizio stagione avrebbe probabilmente potuto pronosticare che una sfida Clippers-Grizzlies sarebbe stata una gara di cartello, da vertice della Western Conference (quella Western Conference dei Golden State Warriors, degli Houston Rockets, degli Utah Jazz o dei Los Angeles Lakers di LeBron James…). E invece l’appuntamento in prima serata italiana [ore 21.30 su Sky Sport NBA] vede i Clippers di Danilo Gallinari, terzi a pari merito con gli Oklahoma City Thunder, ricevere allo Staples Center la miglior squadra a Ovest… i Memphis Grizzlies! Memphis cavalca infatti una striscia di cinque successi in fila, iniziata battendo niente meno che i Milwaukee Bucks e tenuta aperta nell’ultimo successo contro i San Antonio Spurs. Il novembre degli uomini di coach J.B. Bickerstaff è stato fin qui da incorniciare: 8 vittorie a fronte di 3 sole sconfitte e in tutte le 11 gare disputate la difesa dei Grizzlies è riuscita a tenere sotto media gli attacchi avversari. Perché la ricetta vincente di questo sorprendente gruppo vede come ingrediente principale — questa volta non a sorpresa — una robusta dose di difesa. Marc Gasol ancora il reparto dietro che sfoggia il miglior defensive rating NBA dietro solo a quelli di Thunder e Celtics (103.2 punti possessi per 100 possessi) mentre in attacco il ritorno in campo di Mike Conley dopo una stagione trascorsa quasi interamente da spettatore porta in dote oltre 20 punti a partita. Memphis gioca a modo suo, a ritmo lento (il più lento di tutta la lega: solo 96.44 possessi su 48 minuti), strangolando gli attacchi avversari e costringendoli a una lotta nel fango su metà campo che va in antitesi al desiderio di gran parte delle squadre NBA di correre e sfruttare il campo aperto. Attorno alla solita coppia Conley-Gasol (con il catalano che sfiora la doppia doppia di media con 17 punti e 9.6 rimbalzi a sera, cui aggiunge quasi 4 assist), in Tennessee sta salendo parecchio di colpi anche la quarta scelta assoluta Jaren Jackson Jr., assolutamente da tenere d’occhio. E che dire della sorpresa Garett Temple? Il veterano, che nel suo passato ha tappe a Sacramento e Washington ma non solo, è oggi il quarto miglior marcatore di squadra e sfoggia statistiche davvero impressionanti: con lui in campo il net rating di squadra è +8, quando esce precipita a -6.9 (solo l’impatto di Gasol è più grande, con una forbice complessiva di 22.9 punti).

L.A. ha bisogno del miglior Gallinari

Pur arrivando da una brutta sconfitta contro Washington, arrivata dopo aver sprecato un vantaggio di 24 punti, i Clippers sono anche loro una squadra in ottima salute, capace di vincere cinque delle ultime sei gare, con il ko nella capitale USA unica sconfitta di un mini-tour in trasferta di tre gare (vittorie a Brooklyn e Atlanta, test non proprio irresistibili). La squadra di coach Rivers ha un roster molto profondo, quasi interminabile, e l’allenatore dei Clippers può permettersi il lusso di giostrare soluzioni diverse a seconda degli avversari e delle situazioni di partita. Ovviamente non mancano i punti fissi, soprattutto nella posizione di ala — dove i minuti di Danilo Gallinari e Tobias Harris sono quasi sempre assicurati — e anche nel ruolo di sesto uomo, dove Lou Williams sta producendo una stagione davvero eccezionale che lo rende uno dei pilastri imprescindibili della squadra di Los Angeles (è il terzo giocatore di tutta la lega dietro solo a Kemba Walker e LeBron James per punti prodotti nel quarto periodo, 7.7 a sera). La febbre ha tenuto lontano dal parquet Danilo Gallinari nella gara ad Atlanta e lo ha fortemente condizionato in quella disputata a Washington (0/8 al tiro, e soli 3 punti in 28 minuti, con autocritica di coach Rivers al termine: “Avrei dovuto utilizzarlo meno, ho sbagliato io”). Quando sano, però, l’azzurro ha fin qui messo assieme la sua miglior stagione NBA, per impatto sia offensivo (vicino ai 20 punti di media) che difensivo, e il 44% da tre fin qui sfoggiato è la cartina di tornasole di un periodo di forma davvero notevole. Lo stesso si può dire per altri due giocatori  che si sono imposti all’attenzione di tutti in maniera sorprendente in questo inizio stagionale in casa Clippers: Montrezl Harrell è un legittimo candidato a sfidare il suo stesso compagno Lou Williams per il premio di sesto uomo dell’anno (15.5 punti, 7 rimbalzi di media e una carica di energia senza pari in meno di 25 minuti a sera) mentre il rookie Shai-Gilgeous Alexander ha preso possesso del ruolo di point guard in quintetto e non sembra destinato a lasciarlo presto, visto la personalità con cui sta disputando questa sua prima stagione NBA.