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13 dicembre 2018

NBA, Michael Jordan prende a schiaffi un suo giocatore. VIDEO

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Gli Hornets segnano il canestro decisivo a tre decimi dalla sirena, la panchina entra in campo prima del tempo e il fallo tecnico fischiato dagli arbitri mette a rischio la vittoria di Charlotte: tornato a bordocampo, Monk si spiega con il presidente Jordan, che molto infastidito gli molla un paio di ceffoni

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A raccontarla sembra uno scherzo, ma gli Charlotte Hornets questa notte hanno rischiato di perdere una partita nel modo più comico che si sia mai visto su un parquet NBA da tanto tempo a questa parte. Un rischio scongiurato, nonostante qualcuno abbia poi incassato i rimproveri e soprattutto gli schiaffi di un irritato Michael Jordan. Ma andiamo con ordine, prima i fatti. Charlotte combatte in un avvincente testa a testa contro Detroit, tanto da portare la partita in totale equilibrio fino all’ultimo possesso. 106-106, palla in mano agli Hornets con dieci secondi da giocare. Tutti si aspettano un tiro di Kemba Walker, che invece all’ultimo istante scarica su Jeremy Lamb: il n°3 dei padroni di casa blocca male il pallone, si sposta in maniera sgraziata di lato, ma alla fine trova il fondo della retina a tre decimi dalla sirena e realizza così il suo primo canestro allo scadere in carriera. A quel punto, succede di tutto. La partita infatti non è finita, perché sul cronometro resta qualche istante ancora da giocare, ma parte della panchina degli Hornets si riversa in campo per abbracciare Lamb e festeggiare la sua prodezza. Nelle immagini televisive della gara è chiaro come l’eroe della serata degli Hornets allontani in qualche modo i compagni finiti sul parquet, facendo chiaro segno che restano ancora dei decimi a disposizione di Detroit. Dai replay è evidente infatti come Malik Monk per primo e Bismack Biyombo a ruota siano usciti dalla panchina: gli arbitri vanno a rivedere al replay (anche per capire se il tiro di Lamb vale due o tre punti) e poi fischiano un tecnico contro i padroni di casa. “Pensavo che ci dessero una sanzione per ogni giocatore, portando quindi a due o tre falli tecnici e di conseguenza tiri liberi”, racconta Lamb, dopo lo scampato pericolo. Gli arbitri infatti danno un solo libero (segnato) e Detroit sulla sirena non riesce a fare altro che lanciare una preghiera da centrocampo che non trova accoglienza.

Il fastidio del proprietario Jordan e il faccia a faccia in panchina

A quel punto, quando la situazione diventa chiara anche a bordocampo, il presidente degli Hornets Michael Jordan perde le staffe e vuole farsi sentire dal suo giocatore. Monk prova a spiegarsi in qualche modo, indicando il tabellone quasi a dire che la luce di fine partita fosse già accesa (a rivedere le immagini invece sono in evidenza ancora tre decimi di secondo), ricevendo in risposta un primo schiaffo al collo che lo manca involontariamente per pochi centimetri. Gli altri componenti della panchina si rendono conto del nervosismo, ma in uno stato di riverenza unita al rispetto del ruolo che MJ ricopre (è pur sempre quello che paga lo stipendio a tutti), si allontanano e restano chiaramente interdetti. Monk a quel punto si avvicina di nuovo a Jordan e prova a spiegare le sue ragioni, incassando il ceffone sulla schiena. La tensione però si scioglie pochi istanti più tardi: Jordan infatti sveste i panni dell’arrabbiato e sorride conciliante, consapevole di aver inflitto una lezione difficilmente dimenticabile al suo giocatore: “Il mio cuore ha smesso di battere per un secondo quando ho visto tutta quella gente in campo – sottolinea coach Borrego – non ho mai assistito a una scena del genere. Anche quello di Monk deve aver fatto un bel po’ di sussulti, ma alla fine tutto si è risolto per il meglio.

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