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NBA, LeBron James scrive agli arbitri: "Quelli sono davvero tre liberi? Chiedo per un amico"

NBA

L'ultimo fallo fischiato a Russell Westbrook che ha mandato la sfida tra Lakers e Thunder all'overtime non è stato capito del tutto dal n°23 giallo-viola, che da casa ha preso lo smartphone e deciso di twittare all'account degli arbitri: un'opzione che dalla prossima settimana sarà disponibile per i fan durante alcune gare selezionate dalla NBA

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Prima di tutto, la notizia: dalla prossima settimana sarà possibile poter interagire via Twitter con gli arbitri durante alcune partite selezionate dalla NBA. Una novità in questa stagione, voluta dalla NBA per avvicinare gli appassionati alle ragioni che guidano le scelte dei direttori di gara. Durante Los Angeles Lakers-Golden State Warriors di lunedì prossimo e Philadelphia-San Antonio Spurs di mercoledì, rivolgendosi all’indirizzo “OfficialNBARefs” e utilizzando l’hashtag #RefWatchParty, si possono ottenere risposte dagli arbitri che stanno seguendo la partita per avere chiarimenti rispetto a chiamate e decisioni che viste in TV possono apparire controverse. Un tentativo che aveva ottenuto un discreto risultato già la scorsa stagione durante le finali NBA, tanto che si è deciso di lasciare agli arbitri che risponderanno alle domande social libero accesso al materiale e alle immagini elaborate a Secaucus in New Jersey, nella centrale operativa dove si seguono e si rivedono tutte le partite della Lega per dare supporto ai direttori di gara. Vi starete chiedendo: perché tutto questo lunghissimo preambolo? Perché poche ore dopo la notizia, il primo che ha deciso di trollare l’account degli arbitri è stato LeBron James, incollato davanti la TV a seguire il finale di partita tra i suoi Lakers e i Thunder. A infastidire il n°23 dei Lakers è stata la decisione a meno di tre secondi dalla sirena di fischiare fallo su Westbrook (giusto, visto che Lonzo Ball puntava proprio a quello), considerando però il suo come un movimento di tiro e dunque punibile con tre liberi – quelli necessari a pareggiare la gara e mandarla così all’overtime. Merito del mestiere di Westbrook, che ha fatto vedere agli arbitri quello che voleva, mentre il giovane talento dei Lakers ci è cascato con tutte le scarpe. A quel punto James ha impugnato lo smartphone e sottolineato via Twitter: “Ma come funziona esattamente la regola del fallo su azione di tiro? Chiedo per un amico”, con tanto di faccina pensierosa. Per fortuna dei Lakers e di LeBron, le cose poi sono andate per il meglio al supplementare, facendo urlare di gioia il n°23 giallo-viola sui social per le imprese dei suoi giovani ragazzi. Diciamo che se l’account Twitter degli arbitri andava a caccia di un minimo di pubblicità, ha trovato il modo migliore per far parlare di sé.

L’ammissione dell'errore da parte degli arbitri

E a fine partita è arrivato anche il commento dei direttori di gara, che dopo il termine della sfida hanno spiegato la bontà delle loro decisioni e sottolineato gli errori commessi durante la gara. Tom Washington è tornato inevitabilmente a parlare della scelta di concedere tre tiri liberi a Westbrook: “Gli arbitri hanno pensato che il giocatore dei Thunder avesse già iniziato il suo movimento di tiro e la sua posizione era chiaramente ben oltre l’arco, così come il contatto provocato da Ball era evidentemente irregolare. Non c’è una ragione per andare a rivedere al replay quella situazione, dato che non c’era dubbio sul fatto che la sua posizione fosse ben oltre la linea da tre punti. Soltanto dopo, quando abbiamo avuto l’opportunità di osservare le immagini, era chiaro il fatto che bisogna riprendere il gioco con una rimessa e non assegnando i tiri liberi”. Un errore di comunicazione che non ha inciso sul risultato, come quello tra coach Walton e i suoi giocatori sul parquet: “Non ci siamo capiti, è evidente, a prescindere dalla chiamata degli arbitri. C’era un bel po’ di casino, Lonzo non ha sentito che bisognava commettere fallo subito dopo la rimessa”. L’intenzione del n°2 dei giallo-viola ovviamente era quella: “Ho capito quello che dovevo fare, per quello appena abbiamo cambiato con Caldwell-Pope in marcatura su Westbrook ho pensato a subito a fermarlo con un fallo ben prima che tirasse. Soltanto gli arbitri hanno ragionato in maniera diversa”. 

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