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NBA, i New York Knicks attaccano Porzingis, Nowitzki lo accoglie a braccia aperte

NBA

Il presidente dei newyorchesi scarica sul talento lettone le colpe dell'addio ("Non voleva più giocare con i Knicks"), sognando già i free agent di questa estate. In Texas invece non vedono l'ora di mettersi all'opera sul parquet con Doncic: "Ci faranno divertire un bel po'", parola di Nowitzki

CLAMOROSO A NEW YORK: PORZINGIS SALUTA I KNICKS E VA A DALLAS

Un fulmine a ciel sereno, una trade che ha sconvolto la geografia e le prospettive non tanto e non solo di Dallas e New York, ma di buona parte della Lega e dei free agent che in estate andranno a caccia di contratti pesanti. Tutto è iniziato nella tarda mattinata newyorchese, quando a margine dell’ennesima sconfitta Knicks (e a questo punto è lecito pensare anche a degli incontri tra lo staff di Porzingis e i Mavericks, i carnefici nel decimo ko consecutivo casalingo al Madison Square Garden) il lungo lettone ha chiesto e ottenuto un incontro con la dirigenza dei Knicks, lamentando di non voler far più parte di una squadra del genere. Meno di cinque minuti e la seduta era sciolta, un addio tanto improvviso quanto in parte pronosticabile. “Pensiamo di aver fatto la cosa giusta”, racconta il presidente Steve Mills pochi istanti dopo che la notizia dello scambio con Dallas era filtrata. “Quando provi a pensare a come vuoi costruire la tua squadra sul lungo termine, non puoi di certo pensare di dare il massimo salariale a un giocatore che più volte ha ripetuto chiaramente di non voler più proseguire a giocare qui. Sarebbe stato un disservizio e un’azione contro gli interessi dei nostri tifosi e di tutta la dirigenza”. Parole che il talento lettone non ha digerito, visto che a stretto giro su Instagram ha postato una storia con scritto “La verità verrà fuori”, con tanto di faccina sorridente. Pochi minuti online, poi la rimozione ben consapevole che il messaggio fosse già arrivato al destinatario. Non una novità quindi, visto che a New York si erano già mossi in anticipo per valutare delle offerte riguardanti il lettone. “Subito dopo il breve incontro, avevamo già ben chiaro chi contattare dopo aver sentito un bel po’ di squadre proporsi per lui”. Un colpo da 70 milioni di dollari: questo lo spazio salariale che i Knicks sono riusciti a liberare con la partenza di un ospite ormai diventato sgradito: “Non dobbiamo farci prendere la mano, la rifondazione della squadra parte dalle scelte al Draft e dai giovani prospetti”. Certo, poter sognare di mettere sotto contratto un paio di All-Star come Durant, Leonard o Irving è una prospettiva molto allettante.

Doncic telefona al lettone e coach Carlisle sogna i nuovi Nowitzki&Nash

E se a New York c’è chi storce il muso, a Dallas invece non vedono l’ora di poterlo abbracciare e vedere all’opera sul parquet. Un progetto sul medio lungo periodo, in cui affiancare a Doncic un talento purissimo come il lettone, da mettere sotto contratto il prima possibile e con cui costruire un futuro radioso in Texas. Sia Nowitzki che il rookie sloveno infatti saranno chiamati a giocare un ruolo fondamentale anche fuori dal parquet, nel far sentire a proprio agio Porzingis anche ai Mavericks: “Ovviamente siamo convinti che lui resterà in Texas, altrimenti non avremmo mai pensato di portare a termine uno scambio del genere - sottolinea Nowitzki - La speranza è che apprezzi sin da subito il nostro ambiente, che ritrovi il prima possibile la forma migliore, cercando di avere impatto sul parquet. Lui e Doncic assieme possono risultare letali, una di quelle coppie che possono fare la fortuna di una franchigia per un bel po’ di anni”. Un rapporto tra Porzingis e Nowitzki rinsaldato nell’estate 2017 durante il viaggio e la partita in Africa organizzata dalla NBA. Con Doncic invece la “conoscenza” va avanti da anni e i due approfondiranno i rapporti nel prossimo futuro. Lo sloveno infatti ha raccontato di aver subito telefonato al nuovo compagno, preferendo però tenere il massimo riserbo su quello che si sono detti. Una trade che inoltre ha regalato a Nowitzki l'ennesimo primato di una carriera interminabile: il tedesco infatti diventa il quarto giocatore nella storia NBA ad essere stato compagno nella stessa squadra sia con il padre che con il figlio (spesso i piccoli seguono le orme dei genitori e diventano dei campioni, anche in NBA). E così dopo aver condiviso il parquet con Tim Hardaway Sr. nella stagione 2001/02, ecco arrivare a Dallas anche Tim Hardaway Jr. all'interno dello scambio: "Se penso a quanti anni sono passati, mi viene la tristezza". 

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