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NBA, LeBron James torna in campo e i Lakers vincono il derby all'overtime

NBA

Dopo 17 partite d'assenza il n°23 dei Lakers è tornato sul parquet nel derby contro i Clippers (ancora senza Gallinari): una gara combattuta, divertente e decisa anche dalle giocate di James in favore dei Lakers, che riprendono così la loro marcia verso i playoff

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L.A. Clippers-Los Angeles Lakers 120-123 OT

I Lakers, che hanno tenuto nascosta l’evoluzione dell’infortunio di LeBron James per 40 giorni, non potevano che chiudere con un colpo di scena la saga che ha portato il n°23 a restare fuori per 17 gare. Prima comunicando che non sarebbe stato a disposizione contro i Clippers e poi, quasi per magia, presentandosi con James a guidare i compagni durante il riscaldamento allo Staples Center prima del derby. “Lo terremo sotto controllo, ma non ha alcun tipo di restrizione nel minutaggio”, sorride coach Luke Walton, pronto di nuovo a godersi il suo leader sul parquet. Una mossa che non ha colto di sorpresa un allenatore esperto e navigato come Doc Rivers - a differenza nostra, ad esempio, che ieri avevamo riportato la notizia, seguendo le parole dell’ufficio stampa dei Lakers - per nulla sorpreso dalla presenza del n°23 sul parquet: “É il peggior segreto mai tenuto nascosto - racconta prima della palla a due il coach dei Clippers - forse sono io che sono diffidente per natura e ogni tanto mi va bene. Ho pensato che fosse ovvio che stessero bluffando quando con così largo anticipo rispetto alla palla a due avevano già comunicato che LeBron non ci sarebbe stato. Di solito non viene detto così presto. L’ho detto al nostro staff tecnico, c’era qualcosa che non tornava”. Un impatto particolare con il parquet per James, che nel primo tempo chiude con cinque punti, 2/7 al tiro in 16 minuti trascorsi più a togliersi la ruggine di dosso che ad attaccare con continuità il canestro avversario. Quando serve però il n°23 ricorda ancora molto bene come fare, caricando a testa bassa la difesa avversaria soprattutto nei momenti in cui l’attacco gialloviola inizia a battere in testa. Nel 17-6 di parziale che in meno di tre minuti riporta i Clippers a contatto nel quarto periodo, gli unici punti griffati Lakers sono tutti di LeBron. Non solo lui, ma anche le triple di un ispirato Lance Stephenson dalla lunga distanza tengono avanti i Lakers in un match che a quel punto non può che risolversi in volata, restando in bilico fino all’ultimo possesso.

L’impatto di Marjanovic e l’overtime conquistato dai Clippers

Dopo il +14 sul finire di terzo quarto infatti il grosso sembrava ormai fatto per i Lakers, riacciuffati poi invece con un 37-25 di parziale nell’ultima frazione. La svolta nel quarto periodo - involontaria, dettata più dal numero di falli di Montrezl Harrell che da altro - è l’ingresso in campo di Boban Marjanovic, il miglior giocatore NBA per impatto in pochi minuti sul parquet. Scongelato nel quarto periodo, il serbo risponde presente. Un paio di rimbalzi in attacco su un tiro libero sbagliato, un fallo, una schiacciata: in 13 minuti arrivano 11 punti e cinque rimbalzi per Marjanovic - che mette piede sul parquet a metà quarto periodo e non esce più, mentre il risultato si decide nell’ultimo minuto. La tripla di Tobias Harris a meno di 40 secondi dalla sirena fissa il punteggio sul 112-112. I Lakers a quel punto provano il 2x1, ma il tentativo dalla distanza di Stephenson si spegne sul primo ferro. Dall’altra parte l’esecuzione dei Clippers non è delle migliori, nonostante la difesa dei Lakers lasci del margine: errore e rimbalzo LeBron, che è il protagonista dell’ultimo possesso gialloviola. La sua penetrazione però è ben difesa da Harris che mette una mano sul pallone e forza la palla persa: la preghiera di Lou Williams non trova neanche il ferro e la partita va così all’overtime. LeBron, Rondo, un paio di liberi a bersaglio di McGee (che sbaglia una schiacciata clamorosa, togliendo la possibilità a James di chiudere in tripla doppia), si aggiungono poi a un super canestro del n°23 e un gioco da tre punti di Stephenson (contestato dai padroni di casa a causa di un presunto fallo in attacco, non ravvisato dagli arbitri al replay): i Lakers dopo 53 minuti molto faticosi e una clamorosa rimessa sbagliata a tre secondi dalla sirena riescono a portare a casa un successo fondamentale nella corsa ai playoff.

James sfiora la tripla doppia, Gallinari ancora fuori

Alla sirena finale conviene fare i conti, per tirare le somme di una partita interminabile e molto piacevole: LeBron James si ferma a un passo dalla tripla doppia, con 24 punti, 14 rimbalzi e nove assist in 40 minuti d’utilizzo (sì, nessuna limitazione per davvero). Il miglior realizzatore in casa Lakers davanti a uno Stephenson da 20 punti e 5/8 dall’arco, a cui si aggiunge la solita partita da tuttofare di Rondo, autore di 14 punti, 13 rimbalzi e sette assist. Ingram aggiunge 19 punti e soprattutto ben 44 minuti d’utilizzo, in una rotazione ancora monca, ma ben consapevoli che questa era una gara da dover vincere a tutti i costi. Dall’altra parte i Clippers, ancora senza Danilo Gallinari a causa dei problemi alla schiena, mandano ben sette giocatori in doppia cifra guidati dai 24 di Lou Williams, senza però riuscire ad allungare in classifica sui Lakers. Questo ko infatti permette ai gialloviola di riportarsi a una sola partita di distanza in classifica a Ovest dai cugini, in una rincorsa alla post-season che si fa sempre più interessante e avvincente.

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