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13 febbraio 2019

NBA, LeBron James non basta ai Lakers battuti dagli Hawks: playoff a rischio

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Tripla doppia del n°23 gialloviola che trascina i suoi, ma è costretto ad arrendersi anche contro Atlanta. Una sconfitta che allontana i Lakers dall'ottavo posto a Ovest e fa arrabbiare James: "In tanti non hanno mai giocato i playoff, non è una cosa che posso insegnare"

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Atlanta Hawks-Los Angeles Lakers 117-113

Si fa sempre più complicata la rincorsa playoff dei Los Angeles Lakers, incapaci di trovare continuità di risultati e di rendimento in una stagione che doveva essere del rilancio e si sta trasformando in quella del rimpianto. LeBron James fa gli straordinari, ma è ormai chiaro che il suo sforzo in solitaria spesso non basta: il n°23 gialloviola chiude con 28 punti, 16 assist e 11 rimbalzi una sfida in cui è rimasto sul parquet per oltre 43 minuti. Una tripla doppia che porta in dote la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare (e l’unico successo è arrivato in maniera fortunosa sulla sirena contro Boston) e fa montare la frustrazione di LeBron, la cui partecipazione alla post-season adesso appare a rischio: “Molti in questo spogliatoio non hanno mai giocato nella loro vita una partita di playoff. Non è una cosa che si può insegnare, bisogna capirlo da soli che per conquistare la post-season bisogna dare importanza a ogni singola sfida”. Un messaggio chiaro, come quello lanciato dagli spalti dai tifosi degli Hawks che con James in lunetta hanno iniziato a cantare “Kobe è meglio di te”: a livello di risultati raccolti in maglia Lakers, al momento, difficile dargli torto, con i losangelini scesi di nuovo sotto il 50% di record (28-29). Era dalla sua stagione da rookie che LeBron non si trovava in una situazione così complicata di classifica a questo punto della regular season, con i Kings a due partite e mezzo di distanza che occupano l’ottavo posto a Ovest. Al fianco di James, 19 punti a testa per Kyle Kuzma (tre triple) e Brandon Ingram (sei rimbalzi), oltre ai 15 di un Reggie Bullock diventato ormai titolare – almeno in attesa del rientro di Lonzo Ball, l’ultima speranza rimasta, visto che dal mercato non sembra arrivare nessun rinforzo. Dalla panchina ci sono 13 punti a teta per Rondo e Caldwell-Pope, dietro poi il nulla. Come quello che potrebbe rimanere di questo roster dopo la metà d’aprile.

Young e Collins, la vincono i giovani degli Hawks

E pensare che gli Hawks ce l’hanno messa davvero tutta per lasciare una chance ai Lakers nel finale, piantati nel quarto periodo dopo 36 minuti di ottima pallacanestro offensiva. Atlanta infatti parte con le marce altissime, segna dieci triple nel solo primo quarto ed eguaglia il record di franchigia. Poi però, qualcosa si inceppa sul più bello e i padroni di casa non vanno oltre uno striminzito 5/19 dal campo nell’ultima frazione, mettendo a referto soltanto sette punti negli ultimi sei minuti abbondanti di gara. I Lakers però non fanno molto meglio, tirando 6/22 e restando sempre a ruota. Un paio di canestri pesanti li firma Trae Young, ispirato in un paio di occasioni dalla marcatura diretta di James con bersagli che hanno portato il suo bottino complessivo a 22 punti e 14 assist. Di gran lunga una delle sue migliori prestazioni, al fianco di un John Collins che aggiunge 22 punti e otto rimbalzi. Non solo le giovani leve, ma anche l’esperienza di Vince Carter ci mette lo zampino: il giocatore più vecchio della NBA segna 11 punti decisivi, di cui tre canestri in fila attivando la grafica sul tabellone della State Farm Arena. Dietro il suo viso partono la fiamme per sottolineare che era "on fire" in quel momento. Dietro il volto di LeBron invece non è comparso nessuna grafica animata. Meglio così.

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