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14 febbraio 2019

NBA, James Harden fa 31 in fila, ma non basta a Houston: vince Minnesota

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Il Barba segna 42 punti contro i T'wolves e allunga la sua striscia da record oltre quota 30, la seconda più lunga della storia NBA. A vincere però sono i padroni di casa, guidati da Jeff Teague e Karl-Anthony Towns

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Minnesota Timberwolves-Houston Rockets 121-111

Questa volta James Harden quota 30 l’ha superata grazie a uno dei suoi marchi di fabbrica, quei tanto contestati (e al tempo stesso invidiati) giochi da tre punti che spesso diventano da quattro. In fondo contro di lui a uno o a otto metri da canestro, cambia poco. Il pericolo resta costante. Per quello il povero Josh Okogie, caduto senza volerlo nella finta del Barba, gli ha permesso di superare la cifra tonda dei 30 punti segnati (15° gioco da quattro punti per Harden, uno dei tantissimi record stagionali) e di allungare a 31 la sua striscia da record. Il n°13 di Houston raggiunge così ancora una volta Wilt Chamberlain, eguagliando la sua seconda serie di partite più lunga oltre quota 30 punti (fatta registrare nel 1962 dal leggendario centro NBA) e puntando dritto a un record assoluto che al momento, nonostante gli sforzi, appare irraggiungibile. Wilt infatti a cavallo tra il 1961 e il 1962 ne mise a referto ben 65 consecutive: se mai succedesse, Harden dovrebbe aspettare la prossima regular season per completare un percorso che già oggi ha un sapore storico. Il 13 dicembre infatti iniziava tutto con la tripla doppia e i 50 punti realizzati contro i Lakers e in due mesi il n°13 dei Rockets non ha mai rallentato o tirato il freno a mano. Mai. Contro Minnesota alla sirena finale sono 42 punti (22° quarantello della stagione, altro record polverizzato) con 15/34 al tiro, otto triple e sei assist. Fa tutto lui? Quasi, ma non basta lo stesso a vincere una gara in cui i T’wolves –sembra strano dirlo, viste le cifre – fanno di tutto per contenere il Barba: prima Okogie e poi Deng hanno l’unico compito sul parquet di restare francobollati a lui sui 28 metri. “Il problema non è tenerlo a zero punti, è impossibile – sottolinea coach Saunders, che alla fine ha avuto ragione – ma non lasciargli canestri facili e soprattutto non mandarlo in lunetta”. Il (misero) 4/4 a cronometro fermo racconta bene come la difesa sia riuscita a evitare falli inutili e soprattutto a vincere una gara che riporta Minnesota a contatto con i Lakers. I Rockets invece nelle ultime 31 hanno un record di 21-10, nonostante Harden abbia spesso garantito assist e canestri. Una ragione in più per domandarsi: ma quando il Barba sarà costretto a tirare il fiato, cosa succederà?

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