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NBA, infortunio alla spalla e 'fuga' per Anthony Davis contro i Thunder: "Nulla di grave"

NBA

Il n°23 di New Orleans ha subito un colpo a fine primo tempo, non rientrando poi in campo nella ripresa e andando via dall'arena mentre i compagni stavano ancora giocando: gli esami parlano di contusione alla spalla, ma la sua presenza All-Star Game non è in dubbio

NEW ORLEANS BATTE OKC NONOSTANTE SUPER WESTBROOK

Un rischio inutile da correre per alcuni, una scusa per andare via il prima possibile secondo altri. Continua la battaglia di nervi e colpi bassi tra i New Orleans Pelicans e Anthony Davis, uscito a causa di un infortunio subito alla spalla sul finire di primo tempo e mai più rientrato in campo. Anzi, scappato via in fretta e furia dall’arena, mentre i suoi compagni erano nel vivo della battaglia sul parquet poi vinta contro gli Oklahoma City Thunder. Un modo chiaro per marcare ancora di più la distanza da un progetto che non riguarda i suoi interessi. Un primo tempo tutto sommato positivo il suo, autore di 14 punti e quattro rimbalzi, prima che il tentativo di stoppata allo scadere del primo tempo gli causasse un fastidio alla spalla. Un movimento che tante volte può far insorgere qualche dolore fastidioso, ma nulla di irrisolvibile. Davis però dopo l’intervallo lungo resta negli spogliatoi, non rientra sul parquet perché “infortunato” e a quel punto impegnato a fare rapidamente la doccia e a sgattaiolare via. Le telecamere lo pizzicano mentre con il cappuccio calato in testa cammina a passo svelto verso l’esterno dell’arena, seguito dal suo agente Rich Paul. Poche ore dopo, la conferma data dagli esami: una contusione alla spalla sinistra. Un infortunio che genere un minimo di preoccupazione: a rischio infatti potrebbe esserci la partecipazione all’All-Star Game, l’ultima vetrina rimasta a un giocatore che difficilmente continuerà a scendere sul parquet con i Pelicans. “Nulla di grave”, fanno sapere, mentre per giustificare la fuga durante la gara lo staff del n°23 di New Orleans ha raccontato che l’obiettivo di Davis era quello di partire il prima possibile per Charlotte, in modo da potersi sottoporre alle terapie il più a lungo possibile. Aver guadagnato quella mezz’ora che gli avrebbe permesso di abbracciare i compagni dopo un successo sofferto sarà stato fondamentale nel tragitto tra la Louisiana e il North Carolina.

La stoccata di Alvin Gentry al suo All-Star

Polemica a parte, la questione resta sul tavolo: conviene far giocare Davis nelle prossime settimane, con il rischio che a causa di un movimento sbagliato, una contusione potrebbe diventare una rottura e complicare (molto) l’assunto? Perché rischiare, in nome di quali risultati da ottenere? Sono domande che ronzano nella testa di molti e in particolare di coach Gentry, al centro di una continua guerra e uno scontro da cui sta provando invano a tirarsi fuori. “Cosa ne pensa del fatto che Davis sia andato via con largo anticipo?”, chiedono i cronisti a fine gara. “Sono molto felice per tutti i miei giocatori, perché a essere sinceri, questa enorme serie di polemiche ha reso molto più complicato il nostro lavoro. Vogliamo continuare a essere il più professionali possibile, ma è oggettivamente difficile combattere contro tutta questa montagna di cose che ci è franata addosso”. Un successo che calma le acque all’interno del roster dopo la cocente sconfitta contro i Magic, ma i giornalisti continuano a chiedere di Davis. “Sono felice per i ragazzi che hanno giocato e hanno vinto. Parlo solo di quelli che scendono in campo e questa sera hanno fatto un grande lavoro”. Meglio non pensare per una volta a quelli che hanno preferito andare via con largo anticipo – la metafora migliore per raccontare la tensione tra i Pelicans e l’ormai ex beniamino di New Orleans.

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