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NBA, LeBron James suona la carica, Brandon Ingram risponde: Houston va ko a L.A.

NBA

Un quarto quarto perfetto con i Rockets tenuti a soli 16 punti regala ai Lakers un'importante vittoria in ottica playoff, arrivata dopo essere stati anche sotto di 19 punti. Decisive le giocate di LeBron James e Brandon Ingram, che in due confezionano 56 punti e 24 rimbalzi

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Los Angeles Lakers-Houston Rockets 111-106

James Harden commette tre falli nei primi otto minuti del primo quarto dove viene limitato a 6 punti: i Lakers però non ne approfittano, segnano solo 22 punti e chiudono sotto di 10 la prima frazione. I padroni di casa riescono poi ad accorciare lo svantaggio sul finire del secondo quarto, sfruttando un 9-0 di parziale che li riporta fino al -4, ma un alley oop Paul-Capela fissa il punteggio sul 58-52 a favore dei Rockets all’intervallo, con il centro svizzero al rientro già in doppia cifra. Quando le due squadre tornano in campo la gara la prendono in mano i Rockets: 9-2 di parziale in uscita dagli spogliatoi, prima che si riscaldi anche la mano di James Harden che manda a bersaglio 11 punti nel solo terzo quarto e gonfia il vantaggio degli ospiti fino al +17. Il parziale di 15-4 con cui i Lakers vanno all’ultima pausa della gara riapre la sfida, con i gialloviola che tornano a contatto. Lo svantaggio, di 7 punti all’inizio dell’ultimo periodo, si riduce a 4 quando sul cronometro mancano 9 minuti dalla fine e LeBron James è pronto a tornare in campo dopo essersi concesso gli ultimi minuti di riposo. Proprio su due liberi del loro n°23 i padroni di casa mettono la freccia e si portano davanti, 99-97 a poco più di 4 minuti dalla fine, primo vantaggio dal 17-16 del primo quarto. Da lì in poi i Lakers fanno tutte le giocate giuste nei momenti più importanti, sia in attacco che in difesa: Kyle Kuzma prima e LeBron James poi incassano due sfondamenti da James Harden – che nel frattempo raggiunge i 30 punti con cui chiude la gara, portando a quota 32 la sua striscia di trentelli – prima che il neo-arrivato Reggie Bullock su assist di James mette a segno una tripla decisiva dall’angolo che regala il +6, 105-99 ai gialloviola a un minuto e mezzo dalla fine. Al resto ci pensano gli Houston Rockets, che con un tempismo davvero rivedibile raccolgono due tecnici in successione: Chris Paul prima (contestando un fallo fischiato a favore dei Lakers su una penetrazione di Brandon Ingram) e coach Mike D’Antoni poi (a difesa della sua point guard). Le proteste regalano due punti gratis dalla lunetta a Reggie Bullock e permettono ai Lakers di allungare sul 109-101. CP3 si inventa una tripla delle sue per mantenere in gara Houston, ma è troppo tardi: Los Angeles porta a casa una vittoria importante tenendo a 16 punti i Rockets negli ultimi dodici minuti e giocando meglio tutti i possessi decisivi del quarto quarto.

LeBron James decisivo: canestri, assist e sfondamenti

Il tabellino di LeBron James – che aveva promesso di attivare la “modalità playoff” già a partire dalla prima gara post All-Star break – testimonia lo sforzo supplementare messo in campo dalla superstar di L.A., che chiude con 29 punti, 11 rimbalzi e 6 assist una partita su cui mette la sua impronta nel quarto quarto. A dargli man forte soprattutto un ispirato Brandon Ingram, anche lui in doppia doppia con 27 punti e 13 rimbalzi, ma in generale tutto il quintetto gialloviola, che produce 99 dei 111 punti di serata (ce ne sono 18 per Kyle Kuzma, 14 con 4/8 da tre per un positivo Reggie Bullock, spesso capace di dar fastidio in difesa a James Harden, e 11 di JaVale McGee). Houston invece, ai 30 di Harden (ma con 2/10 da tre punti) affianca un Chris Paul che sfiora la tripla doppia, chiudendo a quota 23 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, mentre Clint Capela va subito in doppia doppia – 12 con 11 rimbalzi - al suo ritorno in campo dopo l’infortunio. I Rockets tirano meno del 30% da tre punti e soprattutto un tragico 2/12 nel quarto quarto, quando la gara si decide: per i texani è la seconda sconfitta in fila e la terza nelle ultime quattro, mentre L.A. torna alla vittoria e cerca di lanciarsi così all’inseguimento di un posto ai playoff. 

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