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NBA, DeMarcus Cousins, scarpa lanciata sugli spalti: la NBA ci ripensa, niente tecnico

NBA

Il n°0 degli Warriors era stato sanzionato nel match contro Charlotte per aver "lanciato" la scarpa di Jeremy Lamb sugli spalti, evitando in realtà che altri potessero farsi male in campo. Una retromarcia necessaria, visto che in pochi avevano colto il senso della sanzione

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Della miglior partita giocata dal rientro dall'infortunio da DeMarcus Cousins – che nei giorni scorsi aveva lamentato la fatica e l’incapacità di trovare continuativamente il ritmo – è rimasto nella memoria soltanto lo stravagante fallo tecnico che gli è stato fischiato. Non i 24 punti, gli 11 rimbalzi, i tre assist e le tre stoppate. No, ma il gesto automatico compiuto a meno di cinque minuti dalla sirena. Charlotte in attacco, Jeremy Lamb perde per strada la sua scarpa all’altezza della lunetta degli Warriors e durante uno scivolamento difensivo Cousins la prende e la scaglia via. Gli arbitri, vedendo la scarpa volare sugli spettatori in prima fila, fermano il gioco e fischiano fallo tecnico al n°0 di Golden State. “La prossima volta magari farò finta di nulla, pesterò quella scarpa slogandomi la caviglia o peggio ancora rompendomi il tendine d’Achille. La lascerà lì, immagino sia questo ciò che gli arbitri vogliono. Dovrò tenerlo a mente”. Alla sua richiesta reiterata di spiegazioni infatti l’unica risposta ricevuta è stata: “In sostanza, non puoi lanciare una scarpa verso gli spalti”. Lo sconcerto per quanto accaduto è stato diffuso anche tra i compagni di squadra: “Non credo di aver mai visto nulla di simile – sottolinea Draymond Green – è stato assurdo. Hanno istituito una lunga serie di norme per tutelare la sicurezza dei giocatori, ormai diventa quasi impossibile contestare un tiro senza che ti venga fischiato fallo, ma ci viene richiesto di lasciare una scarpa in mezzo al parquet. È una follia, ma a quanto pare le cose stanno così. Penso che Brian Forte ha arbitrato molto bene, nonostante quella chiamata fosse contestabile”, chiosa senza falsa retorica. Anche coach Kerr era in evidente difficoltà di fronte la scelta: “Non so esattamente quale sia la regola, se essa prevede che scatti in automatico il fallo tecnico a prescindere non appena una scarpa viene scagliata sugli spalti. Al tempo stesso però non si può sanzionare una scelta giusta, fatta solo per evitare problemi e infortuni. Se ha preso il tecnico a questo punto immagino che la regola sia questa”.

La retromarcia da parte della NBA: revocato il fallo tecnico

Una domanda che si sono posti anche gli arbitri nel post-partita (Golden State ha vinto senza problemi la sfida, nonostante il libero supplementare concesso a Charlotte), mentre Steph Curry cercava una giustificazione a quella decisione: “Magari la prossima volta bisognerà essere più delicati nel farlo, spingerla verso la linea laterale e non lanciarla senza guardare. Ci ha messo un po’ troppa forza, giusto quello”. E mentre Cousins continuava giustamente a ritenersi soddisfatto per aver retto alla grande sul parquet per ben 31 minuti, la NBA sembra aver deciso di fare un passo indietro, togliendo il fallo tecnico dal conto totale delle sanzioni subite dal n°0 di Golden State in questa stagione. Non c’era in realtà un motivo – né una regola scritta – che potesse valutare il suo gesto come condotta violenta nei confronti del pubblico. I giocatori infatti non sono autorizzati a lanciare nulla verso gli spettatori, ma nel caso di Cousins si è sottolineata l'intenzione di salvaguardare la salute dei giocatori. Come tutti avevano capito in fondo già 24 ore fa.

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