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03 marzo 2019

NBA, Mitchell, career-high da 46 punti: battuto Antetokounmpo, fermati i Bucks

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Il n°45 dei Jazz vince il duello ravvicinato con la superstar di Milwaukee, che chiude comunque con 43 punti, 14 rimbalzi e 8 assist. Un duello bellissimo, in cui i padroni di casa hanno avuto la meglio centrando così il quarto successo in fila e stoppando a 7 la striscia di vittorie della miglior squadra NBA

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Utah Jazz-Milwaukee Bucks 115-111

Due pesi massimi al centro del ring, anche se Donovan Mitchell si ferma a 95 chili o poco più: è il talento che conta, il cuore, e sia lui che Giannis Antetokounmpo hanno messo in scena un duello tutto da gustare alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City, dove i tifosi Jazz hanno potuto festeggiare una vittoria contro la miglior squadra NBA (due sere dopo averne battuta una delle due migliori a Ovest, i Denver Nuggets) grazie al nuovo massimo in carriera di “Spider” Mitchell. Il n°45 dei Jazz segna 19 dei suoi 46 negli ultimi 8’10” del quarto quarto comprese due triple decisive che affossano i Bucks, anche se due errori proprio di Mitchell dalla lunetta mantengono in corsa Antetokounmpo e compagni fino alla fine, con proprio il greco a sbagliare anche lui tre liberi decisivi negli ultimi 10 secondi che forse avrebbero potuto cambiare l’esito della gara. Per “The Greek Freak” un’altra partita da autentico fenomeno, chiusa con 43 punti, 14 rimbalzi, 8 assist e 14/26 dal campo, e anche un incoraggiante 2/3 dalla lunga distanza. Meno incoraggiante, invece, l’11/19 finale dalla lunetta: tutti suoi gli errori a cronometro fermo dei Bucks, che mandano solo due altri giocatori in tutta la gara alla linea della carità (Khris Middleton fa 9/9 in una serata da 29 punti e Pat Connaughton 2/2). Solo 15 anche i punti dalla panchina per coach Budenholzer, già senza Malcolm Brogdon (fascite plantare) ed Eric Bledsoe (schiena), con Nikola Mirotic ed Ersan Ilyasova chiamati a partire titolari al loro posto in un quintetto altissimo, con 4 giocatori con almeno 208 centimetri. Per la squadra allenata da Quin Snyder, invece, contributi sotto media da Ricky Rubio (6 punti e 3 assist in 20 minuti) e Rudy Gobert (5 con 9 rimbalzi nello stesso minutaggio) ma grandissima gara di Derrick Favors, che ai suoi 23 punti unisce anche il massimo in carriera eguagliato per rimbalzi, ben 18. Ci sono anche 14 punti con 8 assist per Joe Ingles, con i Jazz bravi ad approfittare del riposo concesso ad Antetokounmpo nell’ultimo quarto per confezionare un parziale che da -17 li porta alla vittoria, la quarta consecutiva con vittime tutte di un certo spessore (oltre a Bucks e Nuggets, mandati ko anche Clippers e Mavs). E dire che con Antetokounmpo a sfidare Gobert quasi a ogni possesso sotto il canestro dei Jazz, Milwaukee – dopo aver chiuso il primo tempo sotto di 7 – era stata capace di confezionare nel terzo quarto un parziale di 17-2 che aveva allungato il vantaggio dal 73-71 fino 90-73. Mitchell però ha preso in mano la gara nei momenti decisivi infliggendo ai Bucks la prima sconfitta dopo 7 vittorie in fila e solo la terza nelle ultime 22 partite disputate, approfittando anche di ottime percentuali dall’arco, un 41.4% superiore al già ottimo 38.5% degli ospiti. Mitchell chiude con il 50% dall’arco (5/10) e 15/32 dal campo, aggiungendo anche 6 assist a una serata assolutamente da ricordare. Negli ultimi dieci anni, l’unica altra gara (senza l’ausilio di tempi supplementari) che ha visto due avversari esplodere per 43 o più punti era stata il duello tra Golden State e Portland del febbraio 2018 con Kevin Durant e Damian Lillard protagonisti. Che un giocatore dei Jazz segnasse 46 punti non accadeva invece dal 2010: l’ultimo a riuscirci era stato Paul Millsap.

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