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NBA, l’espulsione di Trae Young fa discutere: secondo tecnico per un'occhiataccia

NBA

Il rookie degli Atlanta Hawks è stato espulso per secondo tecnico dopo aver fissato per qualche secondo Kris Dunn a seguito di una tripla da 10 metri. Una decisione che ha sorpreso i protagonisti in campo e il resto della NBA su Twitter: "Sarei andato in bancarotta dopo due anni" ha scritto Reggie Miller

In un modo o nell’altro, ogni volta che gli Atlanta Hawks e i Chicago Bulls si incontrano finisce per succedere qualcosa di memorabile. Dopo i quattro supplementari disputati in settimana, a fare notizia è stata l’espulsione molto particolare di Trae Young. Il rookie degli Atlanta Hawks, che sta vivendo un momento magico, è stato espulso per doppio tecnico nel corso del terzo quarto della sfida sul campo dei Bulls per via di una decisione molto controversa dell’arbitro Mark Ayotte. Dopo una tripla da 10 metri in transizione per salire a quota 18 punti e mettere 16 punti di distanza tra le squadre, il rookie si è messo le mani sui fianchi e ha fissato per qualche secondo Kris Dunn, con il quale si era già preso a male parole nel corso del primo tempo meritandosi un doppio tecnico per un contatto a gioco fermo. Un gesto tutto sommato innocuo visto che non è stata proferita parola né c’è stato il rischio che i due si scontrassero, ma che è bastato agli arbitri per fischiargli il secondo fallo tecnico per "taunting" (scherno, presa in giro) e spedirlo sotto la doccia anticipatamente. Young ha inizialmente reagito mettendosi le mani nei capelli, prima di prendere la via degli spogliatoi lasciando i suoi a sudarsi la vittoria fino all’ultimo secondo. "Hanno fatto una chiamata, devo conviverci" ha detto dopo la partita. “Ho guardato qualcuno, tutto qui”. Gli arbitri sostengono che con il suo comportamento Young abbia superato il limite, dichiarando dopo la gara che "dopo aver segnato il canestro, ha fissato il suo avversario e per questo gli è stato dato un fallo tecnico. Il taunting è diretto a uno specifico avversario, il festeggiamento no".

La reazione della NBA all’espulsione di Young

Tecnicamente può essere una giustificazione sostenibile, anche se si tratta di un’applicazione decisamente restrittiva del regolamento, anche perché in molti casi si sono visti comportamenti ben più gravi rispetto a quello di Young che non sono valsi neanche un tecnico, figuriamoci un’espulsione. Lo stesso Dunn, bersaglio dello scherno di Young, si è detto contrario all’espulsione dell’avversario: "Non so nemmeno cosa è successo, ho visto solo che è stato espulso ma non mi sembrava che dovesse essere cacciato". Di fatti su Twitter un po’ tutti hanno reagito con stupore alla decisione, tanto da spingere anche Rudy Gobert a chiedere "Dov’è il divertimento nel gioco della pallacanestro se non possiamo mostrare nessuna emozione??". Un altro ex giocatore come Reggie Miller, uno che in quanto taunting agli avversari ha molto da insegnare agli altri, ha scritto: "Cos’è successo alla mia amata NBA? È tutto così SOFT e SENSIBILE adesso, non c’è alcun motivo per cui Trae Young debba ricevere un tecnico per quello che ha fatto. Sarei andato in bancarotta e fuori dalla lega in due anni se fosse successo a me… #LetBallesBall". Alla fine, anche il diretto interessato è tornado a dire la sua sul social preferito dei giocatori NBA: "Io 'cerco' di giocare con emozione, passione, impegno e un pochino di attitudine all’interno della pallacanestro… È quello che ho sempre cercato di fare, e l’unico modo in cui so farlo. #AnotherDayAnotherOpportunity".

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