Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
07 marzo 2019

NBA, LeBron supera Jordan: "È come vincere un titolo"

print-icon

Nella serata del suo sorpasso su Michael Jordan nella classifica marcatori ogni epoca, LeBron James ha parlato a lungo del ruolo avuto dal mito di MJ nella sua infanzia: "Per un ragazzino di Akron che aveva bisogno di un’ispirazione, Jordan è sempre stato il punto di riferimento"

LE REAZIONI DEL MONDO NBA

LEBRON VS. JORDAN: CIFRE A CONFRONTO

Capita solo una volta nella vita, e a pochissimi eletti, di poter superare Michael Jordan in qualcosa – specialmente nella pallacanestro. A uno come LeBron James è già capitato di passarlo per punti segnati ai playoff nella primavera del 2017, ma quando questa notte lo ha superato per quelli in regular season, l’emozione ha preso il sopravvento, rifugiandosi in panchina e coprendosi il volto con un asciugamano. "Di tutto quello che ho fatto nella mia carriera, questo risultato sta lassù in cima, insieme ai titoli vinti" ha detto il tre volte campione NBA con Miami e Cleveland. "Per un ragazzino di Akron, Ohio che aveva bisogno di un’ispirazione e di un’influenza positiva, Michael Jordan è sempre stato un punto di riferimento. Guardandolo da lontano, volevo essere come MJ, tirare in fadeaway come MJ, tirare fuori la lingua come MJ, vestire le scarpe di MJ. Il fatto che i ragazzini possano guardare a me come io facevo con MJ è pazzesco, ad essere onesto. Anzi, è oltre il pazzesco". Se James veste il numero 23 è proprio per Jordan, così come per la partita del sorpasso di questa notte contro Denver ha deciso di indossare un paio di LeBron 16 con una colorazione che richiamava uno dei modelli più celebri di MJ, le Air Jordan III "white cement". Su quelle scarpe, come fa sempre prima delle gare, aveva scritto anche in pennarello "Thank you M.J. 23".

LeBron: "MJ nemmeno sa quanto è stato importante per me"

E proprio il ringraziamento nei confronti di MJ è stato il leit-motiv principale delle sue parole dopo la partita, per quanto i due non abbiano un rapporto personale particolarmente stretto. "Non posso fare altro che ringraziarlo per quello che ha fatto per me: è stato il mio modello per tutta la vita. Quando sei un ragazzino dei bassifondi di Akron come ero io, cerchi ispirazione in qualsiasi cosa, una scintilla che possa darti forza anche quando di trovi ad affrontare un grande numero di fallimenti" ha spiegato James. "La percentuale di gente come me – cresciuta con un solo genitore, figlio unico, povero – che ce la fa è davvero molto bassa. MJ ha avuto un ruolo enorme per il mio successo insieme a chi mi ha accompagnato. E MJ non aveva alcuna idea di quello che stava facendo per un ragazzino che stava crescendo a meno di un’ora di aereo da Chicago. Quello che sto cercando di dire è che nessuno può capire quanto sia stato importante per me e per i miei amici nella nostra infanzia".

L’infanzia di James sognando di essere come Mike

Sarà che ormai ha scollinato quota 34 anni, ma James si è lasciato andare ai tanti ricordi che si sono affollati nella sua testa dopo il sorpasso: "Con i miei amici non facevamo altro che parlare di MJ. Quando eravamo al campetto, anche con la neve o la pioggia del Northeast Ohio, volevamo solo essere MJ. Tutti noi, fino all’ultimo. È pazzesco. Anche i miei amici del liceo mi hanno scritto e fanno fatica a crederci, così come non ci riesco bene neanche io, perché tutti ci ricordiamo di quando passeggiavamo per le vie di Akron con un pallone da basket cantando ‘I wanna be, I wanna be like Mike’'".

LE ULTIME NOTIZIE DI SKYSPORT

I PIU' LETTI DI OGGI
I più letti di oggi