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Lou Williams diventa il miglior realizzatore della panchina all-time in NBA

NBA

Il n°23 dei Clippers guida la squadra di Los Angeles al successo, entrando di diritto nella storia della Lega: "Per chi come me è sempre partito dalla panchina, quello di oggi rappresenta un traguardo unico"

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Una penetrazione delle sue, dal palleggio, andando direttamente al ferro ad appoggiare a canestro i due punti che valgono le 20 lunghezze di vantaggio a dieci minuti dal termine. I Clippers sorridono così della quinta vittoria in fila, felici del sesto posto a Ovest e di uno stato di grazia che sperano di riuscire a conservare anche a fine aprile. Lou Williams invece si gode un canestro dal sapore particolare, chiudendo il gap di 27 punti che lo separava da Dell Curry e diventando il miglior realizzatore della storia NBA in uscita dalla panchina. Un traguardo alla portata che aveva colto di sorpresa molti qualche giorno fa, ma non lui che invece sperava da tempo di prendersi un posto in prima fila nella classifica dei record. “Ogni volta che puoi dire di aggiungere la dicitura “migliore di sempre” al tuo nome, non importa in quale ambito, è sempre una sensazione speciale – sottolinea al termine di una partita da 34 punti totali, 14/20 al tiro, cinque assist e +28 di plus/minus – fino a questo momento la mia è stata una carriera da sesto uomo, sempre partendo dalla panchina: essere riuscito a scrivere il mio nome in cima a una lista del genere è qualcosa di particolare”. È lui il motore – assieme al nostro Danilo Gallinari – della cavalcata trionfale della squadra di Los Angeles in queste ultime settimane, reduce dalla sfida con i Thunder chiusa come l’unico giocatore a essere riuscito a raccogliere a gara in corso una prestazione da 40 punti, sette rimbalzi, cinque assist e quattro recuperi. “È smaliziato, intelligente come pochissimi, in grado di segnare sempre – racconta coach Rivers – ricordo che la prima volta che l’ho visto giocava ancora alla high school: è arrivato in campo in ritardo, ha preso il pallone dicendosi pronto a partire e a massacrato tutti gli avversari che gli capitavano davanti. E sta continuando a fare lo stesso da quando ha messo piede in NBA: entra in campo e segna, è un talento unico”. Per il ragazzino messo in panchina dai Sixers sin dal 2005 che voleva dimostrare al mondo il suo talento, la più dolce delle rivincite.

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