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NBA, risultati della notte: Curry dice 33, OKC umiliata, vincono Jazz, Mavs e Wizards

NBA

Dopo quella a Houston arriva un'altra convincente vittoria esterna per i campioni in carica (ancora senza Kevin Durant): gli "Splash Brothers" costringono Westbrook a una serata disastrosa da 2/16 al tiro

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Oklahoma City Thunder-Golden State Warriors 88-110

Perdere in casa contro Phoenix non dev’essere piaciuto troppo in casa Warriors, che hanno reagito alla sconfitta contro una delle peggiori squadre NBA con due convincenti vittorie in trasferta, a Houston la prima (di soli 2 punti), a Oklahoma City la seconda (con un perentorio +22), in entrambe le occasioni senza Kevin Durant alle prese con una caviglia dolorante. Senza l’ex più “odiato” dal pubblico dei Thunder, ci ha pensato Steph Curry a rubare il palcoscenico segnando 33 punti e diventando il quinto Warrior di sempre a segnare 16.000 punti con l’organizzazione, alle spalle soltanto di Wilt Chamberlain, Rick Barry, Paul Arizin e Chris Mullin. Ben 19 dei suoi 33 punti arrivano nel primo tempo, quando Golden State annienta i Thunder (64-46 il punteggio all’intervallo), ma Curry ne aggiunge poi altri 11 nel terzo quarto per mantenere sempre a distanza di sicurezza gli avversari, traditi da una delle peggiori prestazioni stagionali del loro leader, Russell Westbrook. Il n°0 di OKC chiude con solo 7 punti e un orrendo 2/16 al tiro, con zero canestri da tre su 7 tentativi, e se è vero che contribuisce con 8 rimbalzi e 9 assist la sua gara vede anche 4 palle perse, 5 falli e il 16° tecnico stagionale, che (se non rescisso) gli farà saltare anche la prossima partita. Per Golden State – che con la vittoria in Oklahoma raggiunge matematicamente i playoff per la settima stagione in fila (record di franchigia) – ci sono anche 23 punti con 8 rimbalzi di Klay Thompson e 12 con 8 rimbalzi e 6 assist per DeMarcus Cousins, costretto però a uscire dalla gara per una leggera distorsione alla caviglia. La gara degli Warriors è in discesa fin dal primo quarto, chiuso con 40 punti a tabellone ottenuti tirando il 61% dal campo e 7/11 da tre punti: a cercare di resistere in casa Thunder solo Paul George, autore di 29 punti e 13 rimbalzi, ma le orrende percentuali al tiro condannano i padroni di casa, sotto il 32% dal campo e con un pessimo 13/23 anche dalla lunetta.

Utah Jazz-Brooklyn Nets 114-98

Il primo strappo arriva sul finire del primo quarto, con un 17-2 di parziale per i padroni di casa replicato poi con un analogo 12-2 in apertura di secondo che porta il punteggio sul 40-23. Il distacco raggiunge anche i 20 punti prima dell’intervallo e poi sale a +26 nel terzo quarto, quando Utah segna su 7 possessi consecutivi. Il miglior marcatore dei Jazz è Donovan Mitchell a quota 24 ma l’eroe di serata è un Rudy Gobert che nonostante un potente virus influenzale sceglie di non saltare la sua prima gara stagionale e colleziona invece la 55^ doppia doppia di questo campionato, a quota 23 punti e 17 rimbalzi. Lo imita in doppia doppia anche Derrick Favors (13+12), per dare ai Jazz la terza vittoria in fila che coincide con il secondo ko consecutivo dei Nets, che perdono solo 7 palloni in tutta la gara e ricavano invece 24 punti dalle 15 palle perse dei Jazz, ma mandano solo tre giocatori in doppia cifra, con Spencer Dinwiddie a quota 22 e D’Angelo Russell a 20.

Washington Wizards-Memphis Grizzlies 135-128

Il secondo quarantello consecutivo di Bradley Beal (dopo quello, inutile ai fini del risultato, contro Charlotte) regala stavolta a Washington una vittoria importante che mantiene vive le speranze di playoff per gli Wizards, che inseguono a tre gare di distanza Miami per l’ottavo posto a Est. Beal chiude con 40 punti tirando 12/17 dal campo e mandando a bersaglio ben 9 triple, suo massimo in carriera: ci aggiunge anche 7 assist, 5 rimbalzi e 2 recuperi, perdendo un solo pallone, ma i padroni di casa hanno anche 20 punti e 11 rimbalzi di Jabari Parker e 18 di Bobby Portis. Memphis – abituata a concedere poco più di 104 punti a partita – ne incassa invece 135, e per la prima volta nella storia della franchigia tanto i Grizzlies quanto i loro avversari superano quota 100 sul tabellone già alla fine del terzo quarto. Con una difesa così deficitaria, viene vanificata la doppia doppia da 28 punti e 12 assist di Mike Conley, i 22 di Jonas Valanciunas, i 21 di Avery Bradley e anche i 16 di un redivivo Chandler Parsons, alla prima escursione in doppia cifra dal suo ritorno in campo (avvenuto il 22 febbraio). 

Dallas Mavericks-Cleveland Cavaliers 121-116

Sono bastati un paio di canestri di Dirk Nowitzki a far pensare al pubblico dell’American Airlines Center che spendere dei soldi per vedere la sfida contro Cleveland non era stato un investimento sbagliato. Alla sirena finale sono 14 punti per il tedesco, a -3 in totale da una leggenda come Wilt Chamberlain nella lista dei migliori realizzatori di sempre e un passo dall’ennesimo traguardo storico di una carriera sempre al vertice. Luka Doncic non c’è a causa di un problema al ginocchio destro, ma Dallas riesce lo stesso a prendersi un successo dopo sette sconfitte consecutive, guidata dai 18 punti e 12 rimbalzi di Maxi Kleber, i 22 punti di Tim Hardaway Jr. e i 16 a testa per Jalen Brunson e Dwight Powell. Dall’altra parte sono 28 punti per Collin Sexton e 22 a testa per Kevin Love e Cedi Osman, in una squadra come Cleveland che non vede l’ora di chiudere questa regular season.

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