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NBA Sundays: tutto facile per i Bucks, Cleveland ko a Milwaukee

NBA

Giannis Antetokounmpo e compagni vincono senza grossi problemi la sfida casalinga contro i Cavaliers, con tutto il quintetto Bucks in doppia cifra, decisivo nella conquista di un successo che conferma Milwaukee in vetta alla Eastern Conference

LO SPECIALE NBA SUNDAYS

Milwaukee Bucks-Cleveland Cavaliers 127-105

I Bucks festeggiano il ritiro della maglia n°8 di Marques Johnson - storico giocatore di Milwaukee sul finire degli anni ’70, quattro volte All-Star nelle otto stagioni trascorse in Wisconsin - con un comodo successo contro i Cleveland Cavaliers. Una partita dall’esito prevedibile già prima della palla a due, controllata senza grosso affanno dalla miglior squadra della Eastern Conference. Troppa differenza tra i valori messi in mostra sul parquet, con Giannis Antetokounmpo che accarezza la partita (l'ultima volta contro i Cavs l'aveva presa a morsi, eguagliando il suo massimo in carriera da 44 punti), non accelera mai e senza sudare - in senso letterale - chiude con 26 punti, dieci rimbalzi, 11/16 al tiro, sette assist, nove schiacciate e quattro stoppate, regalando come al solito alcuni highlights a cui non ci si stanca mai di assistere. Al suo fianco tutto il quintetto dei Bucks supera la doppia cifra alla voce “punti segnati”, con Brook Lopez che in meno di 60 secondi si prende la tripla che gli mancava per diventare il miglior realizzatore con i piedi oltre l’arco per numero di canestri totali messi a segno da un giocatore più alto di 2.10 metri. Il precedente record era di 172 e apparteneva a Channing Frye, che resta seduto per tutti e 48 i minuti sulla panchina dei Cavaliers. A Cleveland non bastano i 20 punti e 19 rimbalzi di un positivo Kevin Love e i 19 punti di Jordan Clarkson in uscita dalla panchina: il conto alla rovescia in Ohio in fondo è partito già da un pezzo; mancano altre nove partite di regular season, poi arriverà il tanto atteso via libera per lasciarsi alle spalle una stagione da dimenticare.

Il racconto del primo tempo

Partenza con le marce altissime per i Milwaukee Bucks, che segnano 15 punti in meno di tre minuti e costringono i Cavaliers al primo rapido timeout. C’è tempo per i padroni di casa di raggiungere un traguardo storico in NBA in meno di 60 secondi: la prima tripla della partita infatti la firma Brook Lopez - la n°173 della sua regular season, superate le 172 di Channing Frye raccolte con i Phoenix Suns (che siede in panchina in casa Cavs) e diventato così il giocatore di almeno 2.10 metri con così tanti canestri dalla lunga distanza in una singola stagione. Basta poco per volare in doppia cifra, così come per distrarsi e lasciare un 8-0 di parziale ai Cavaliers che tornano subito a contatto e costringono coach Budenholzer al primo timeout del match. Cleveland comunque regge il colpo nella seconda metà di primo quarto, chiudendo la frazione sotto di sole cinque lunghezze, con Antetokounmpo in modalità controllato da otto punti con cinque tiri. Impressionante l’esplosività del greco quando, chiaramente sfidato al tiro da Tristan Thompson che resta a protezione del ferro, preferisce buttarsi dentro contro l’avversario, prendendo lo slancio dal contatto, cambiando mano in aria e schiacciando con la sinistra. Con Giannis in campo in fondo c’è sempre un motivo per restare incollati allo schermo. A inizio ripresa il copione non cambia: il n°34 dei Bucks detta legge, andandosi a prendere il ferro a proprio piacimento, con i Cavaliers che provano a reggere il colpo e a non perdere troppo contatto. Il 10-0 di parziale in realtà è dietro l'angolo: Milwaukee mette la freccia non appena ritrova il quintetto titolare sul parquet, andandosi a prendere comodamente le 15 lunghezze di vantaggio dopo 20 minuti di gioco. La doppia cifra di margine accompagna i Bucks negli spogliatoi, sul 68-55 segnato dai 13 punti di Antetokounmpo, dai 14 di Lopez e i 10 di Snell; unici in doppia cifra al giro di boa, senza aver dovuto necessariamente spingere poi molto sull'acceleratore.

Il racconto del secondo tempo

Dopo la cerimonia per Marques Johnson, storico giocatore dei Bucks a cui è stata ritirata la maglia n°8 durante l’intervallo, Milwaukee riprende da dove aveva lasciato, senza mostrare grosse difficoltà nel tenere a distanza di sicurezza i Cavaliers. La partita scorre via, senza grossi scossoni, oltre i 30 minuti di gioco con i Cavaliers che restano in linea di galleggiamento senza affondare del tutto, guidati da un Kevin Love d 18 punti e 16 rimbalzi in 25 minuti sul parquet - uno dei quattro giocatori in doppia cifra ben prima della fine della terza frazione. Antetokounmpo è l’unico invece che veleggia ben oltre i 20 punti segnati senza aver neanche bagnato la sua maglia di sudore, dominante per il semplice fatto di essere ben al di sopra di qualsiasi avversario sul parquet. Prima dell'ultimo quarto la distanza tra le squadre non può che restare invariata, al termine di una frazione interlocutoria chiusa sul 22 pari e senza nessun acuto di particolare interesse. La scossa che in molti aspettavano, arriva a inizio quarto periodo e allontana ancora di più i Cavaliers, che lentamente scivolano oltre i 15 punti di svantaggio senza riuscire in alcun modo a opporre resistenza. I Bucks però non scappano del tutto e costringono Budenholzer a tenere in campo i titolari, abili a rispondere senza grosso affanno ai tentativi di rimonta dei Cavaliers. La gestione dei minuti è certosina, ma lascia almeno il tempo al pubblico di godersi un'ultima grande stoppata in aiuto da parte di Antetokounmpo, prima che i 18 punti di margine lo convincano a tornare in panchina, nonostante la tripla doppia non troppo lontana. Per Milwaukee è una vittoria attesa alla vigilia, ma da non farsi sfuggire in alcun modo, che conferma i Bucks in vetta alla Eastern Conference, mentre Cleveland non vede l'ora che questa regular season finisca in fretta.

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