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NBA, Jusuf Nurkic: terribile infortunio alla gamba sinistra, stagione finita

NBA

Il lungo bosniaco dei Blazers è uscito in barella durante il secondo tempo supplementare della sfida vinta contro i Nets, crollato a terra dopo che la gamba ha ceduto a seguito di una lotta a rimbalzo. Frattura scomposta di tibia e perone sinistro: un duro colpo per lui e per le ambizioni playoff di Portland

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Una scena che non vorremmo mai vedere su un campo di pallacanestro e che in maniera drammatica si ripropone con cadenza costante. Un infortunio orribile, arrivato in un momento cruciale della stagione per una pedina fondamentale di una squadra da playoff. Portland vince dopo due overtime contro Brooklyn, ma non sorride di certo al termine di una sfida in cui è stata costretta a salutare per il resto della stagione Jusuf Nurkic (e forse in realtà per molto più a lungo); uscito in barella dal campo a due minuti e mezzo scarsi dalla fine del secondo tempo supplementare. Il lungo bosniaco, impegnato in una lotta per catturare un rimbalzo in attacco con Portland avanti di due lunghezze nel punteggio, atterra male sulla gamba sinistra che si sbriciola letteralmente sotto il suo peso - considerevole, considerando l'altezza e la stazza. Un colpo molto duro, che lascia Nurkic a terra sotto canestro chiaramente dolorante. La reazione istintiva dei giocatori e avversari è quella di allontanarsi, di lasciarlo per qualche istante da solo per evitare di suggestionarsi nel vedere quella scena. L’immediato iintervento dei sanitari invece non può far altro che confermare la diagnosi - il comunicato ufficiale sul sito dei Blazers parla di frattura scomposta di tibia e perone, senza fissare in alcun modo tempi di recupero - già evidente dopo che le telecamere per qualche istante indugiano su Nurkic, non rendendosi conto della gravità dell’infortunio. A quel punto, una volta coperta la gamba, arrivano tutti: Damian Lillard, Enes Kanter, Seth Curry. Dalla panchina compare anche un CJ McCollum in borghese, tutti impegnati assieme allo staff medico a sollevare il compagno per metterlo sulla barella e portarlo fuori dal parquet. Il modo peggiore per terminare una partita da record da parte del bosniaco, autore di 32 punti - secondo miglior prestazione in carriera e massimo stagionale - 16 rimbalzi, cinque assist, due recuperi e quattro stoppate. È lui l’anima di un successo fondamentale per i Blazers, che nessuno però adesso vuole festeggiare. Tutto "devastante", come l'unica parola pronunciata da coach Terry Stotts a fine partita.

Portland Trail Blazers-Brooklyn Nets 148-144 2OT

Resterebbe una partita da commentare, vinta da Portland negli ultimi minuti senza che il pubblico dell’Oregon riuscisse realmente a ritrovare voce e forza per incitare i beniamini di casa. Nurkic è il miglior realizzatore dei Blazers alla sirena, seguito dai 31 punti e 12 assist di Damian Llllard che mette lo zampino soprattutto nella rimonta al termine dei regolamentari. I suoi canestri riportano a contatto Portland, che con Seth Curry a meno di quattro secondi dalla sirena avrebbe l’opportunità di vincerla. Il fratello di Steph, ottimo tiratore di liberi, sbaglia il primo tentativo a cronometro fermo, impattando così la gara, senza riuscire a far mettere il naso avanti ai Blazers. Dall’altra parte invece a tenere botta (e rispondere colpo su colpo) è D’Angelo Russell, autore di 39 punti con 16/34 dal campo e nonostante la modesta serata nel tiro dalla lunga distanza (3/14 con i piedi oltre l’arco). Oltre a lui i Nets mandano altri sei giocatori in doppia cifra, con Spencer Dinwiddie che ne segna 22 in uscita dalla panchina, ma commette un paio di ingenuità nella volata finale che col senno di poi pesano sul risultato. Brooklyn si ferma così dopo aver raccolto due successi in fila in questo lungo giro di trasferte (quella di questa notte a Portland era la sesta consecutiva), scivolando al settimo posto a Est, alle spalle dei Detroit Pistons. I Blazers invece avvicinano il terzo posto occupato dai Rockets, ma nelle prossime ore saranno costretti a fare calcoli di ben altra natura. “È molto complicato dover commentare una cosa simile - racconta Kanter a fine partita - vedere un tuo compagno andare a terra in quel modo, ti toglie il fiato e le parole. Adesso non ci resta che pregare e sperare in un pronto recupero di Jusuf, perché quello che è successo è di gran lunga molto più importante di ciò che accade su un campo da basket. Abbiamo conquistato l’aritmetica certezza di andare ai playoff, ma onestamente nessuno ha voglia di festeggiare. Nurkic fa parte della nostra famiglia. Non squadra, famiglia. E ora bisogna pensare soltanto a lui”.

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