NBA: Marco Belinelli on fire, gli Spurs battono i Cavaliers. Clippers ko contro i Bucks

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Il n°18 azzurro segna 16 punti in uscita dalla panchina nel successo contro Cleveland, playoff a un passo per San Antonio. Si fermano Gallinari (14 punti) e i Clippers: a Milwaukee vincono i Bucks di Antetokounmpo e Middleton

GLI SPURS RITIRANO LA N°20 DI GINOBILI

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San Antonio Spurs-Cleveland Cavaliers 116-110

Il ritiro della maglia di Manu Ginobili non poteva che coincidere con un successo degli Spurs. Una missione più complicata del previsto per San Antonio, che ci mette 47 minuti e 47 secondi per battere i Cavaliers, rimasti aggrappati alla sfida fino all’ultimo. Fino a quando Patty Mills dall’angolo non ha trovato il fondo della retina con la tripla del +4, al termine di una circolazione degli Spurs “da Spurs” (con tanto di applauso convinto sugli spalti da parte della triade Duncan-Parker-Ginobili, in attesa della cerimonia per il ritiro della maglia n°20 dell’argentino). L’aborigeno, l’ultimo rappresentate di quella dinastia che negli anni ha perso un bel po’ di pezzi, che non molla la presa e firma un successo che avvicina in maniera quasi definitiva gli Spurs ai playoff. A metterci lo zampino – e fare così un bel regalo all’amico Ginobili – ci pensa anche Marco Belinelli: 16 punti con 7/11 al tiro, 2/4 dall’arco, due assist e due rimbalzi. Il tutto in 22 minuti. Il genere di partita che ha sempre fatto felici i nero-argento, sin dai tempi in cui ad armare la sua mano era Manu. Il miglior realizzatore della serata invece è DeMar DeRozan (in campo per l'occasione con le scarpe bianco-azzurre che richiamavano la bandiera argentina), autore di 25 punti con 10/12 al tiro e otto assist, molto più incisivo di un LaMarcus Aldridge da “soli” 14 punti e 6/15 dal campo. Gli Spurs restano ottavi, ma avvicinano il settimo posto dei Thunder, mentre per i Cavaliers va benissimo così: Collin Sexton conferma la sua crescita – altri 24 punti con 10/17 al tiro per uno dei migliori rookie nelle ultime settimane – e la sconfitta avvicina Cleveland al terzultimo posto in classifica. Quello che vale il 14% di chance di pescare la prima scelta assoluta al prossimo Draft, il modo più rapido e indolore per ripartire dopo un anno complicato.

Milwaukee Bucks-L.A. Clippers 128-118

Avrà anche bisogno di riposo, ma al momento Giannis Antetokounmpo non sembra avere grossi problemi di fiducia e condizione quando si tratta di travolgere qualsiasi tipo di avversario. Anche quelli particolarmente in forma, come i Clippers reduci da sei vittorie in fila e da una scorpacciata di champagne in spogliatoio e a cena dopo la conquista aritmetica dei playoff. Il n°34 dei Bucks si trascina dietro da un paio di settimane un fastidio alla caviglia che meriterebbe un po’ di riposo e attenzione in più, ma nel frattempo si prende 34 punti, nove rimbalzi e un successo che avvicina Milwaukee a consolidare in maniera definitiva il primo posto a Est (mancano ancora due vittorie per lasciare con certezza al secondo posto i Raptors). Al suo fianco una spalla di primissimo livello: Khris Middleton gioca una super partita, autore di 39 punti con 16/25 dal campo – se gioca così ai playoff, auguri – con nove rimbalzi, cinque assist e una caterva di cose intelligenti e utili fatte sul campo in soli 33 minuti. Oggettivamente troppo per i Clippers, che reggono un quarto d’ora e poi sprofondano dopo il 39-21 di parziale nella seconda frazione. Non bastano a L.A. i 21 punti del rookie Shai Gilgeous-Alexander e i 14 di un appannato Danilo Gallinari – 3/9 al tiro e otto rimbalzi in 24 minuti (si ferma così la striscia di dieci partite in fila oltre quota 20 punti segnati per il n°8 azzurro). Con questa sconfitta, L.A. scende al sesto posto a Ovest nel domino dalle maglie strettissime che ci sono tra la quinta e l'ottava piazza della Western Conference: perdere la concentrazione e lo slancio proprio adesso sarebbe un peccato per i Clippers.

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