NBA, Gallinari: "Gara-2 è stata un'eccezione: non si può andar sotto sempre di 30 punti"

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L'azzurro non cerca scuse dopo il pesante ko contro Golden State: "Ci hanno letteralmente dominati". E osserva: "Gara-2 è stato qualcosa di incredibile, ma non si può pensare di compiere sempre rimonte del genere"

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DURANT DOMINANTE IN GARA-3, CLIPPERS A PICCO

È un Danilo Gallinari che non cerca scuse dopo il secco ko interno di gara-3 contro Golden State: “Ci hanno letteralmente dominato. Brutta partita per noi, sia difensivamente che offensivamente”, dice. Brutta partita anche per lui, individualmente, tenuto a soli 9 punti con 2/13 al tiro. “Ho visto tanti raddoppi, soprattutto in post, loro sono stati bravi a muovere tutta la difesa. I tiri da tre erano per la maggior parte smarcati, i miei compagni sono stati bravi a trovarmi sul perimetro: stava a me fare canestro e stasera non l’ho fatto”, ammette. In attacco “Golden State è stata brava a fare gli aggiustamenti giusti, soprattutto nelle letture sulla nostra difesa” ma quello che preoccupa di più l’azzurro non è una singola brutta prestazione ma un pattern che sembra ripetersi nella serie: “Ogni partita può fare storia a sé, quello che è successo in gara-2 è stato incredibile e lo dimostra, però eravamo a -30 anche in quell’occasione e se continuiamo ad andar sotto di 20, 25 o 30 punti poi è difficile rimettere sempre la partita in parità”. Quando giocano così – 35 assist, il 55% dal campo, il 43% dall’arco – i Golden State Warriors sembrano impossibili da fermare ma Gallinari ha una sua idea su come potere almeno far meglio: “È difficile arginarli, ma dobbiamo migliorare la nostra difesa in uno-contro-uno, sia sulla palla che lontano dalla palla. I nostri tre difensori che vanno in marcatura sui loro tre giocatori più pericolosi offensivamente – Curry, Durant e Thompson – devono fare un lavoro migliore in uno-contro-uno ma anche chi è chiamato ad aiutare, che solitamente sono i giocatori nelle posizioni di 4 e di 5, deve migliorare. Oggi abbiamo giocato spesso con me da 4 e JaMychal Green da 5, in un quintetto piccolo, più che altro perché eravamo già sotto di tanto e abbiamo provato a inventarci qualcosa di diverso, principalmente per avere un po’ più di tiro da tre e per tenere la loro difesa un po’ più aperta per permetterci di avere qualche linea di penetrazione in più a canestro”. Mosse e contromosse, che sono il sale delle sfide di playoff: in gara-4 si attendono quelle di Doc Rivers: “Dobbiamo salire tutti di livello, in una partita come quella di stasera nessuno può dire di aver giocato al meglio. Ora ci ritroveremo in palestra, faremo video, rivedremo la gara assieme e tutti gli errori fatti e poi ci alleneremo al massimo. Non so se cambierà il piano-partita, ma sicuramente qualcosa deve cambiare”.

[Intervista di Zeno Pisani  | video di Sheyla Ornelas]

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