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Playoff NBA: Utah evita il "cappotto" contro Houston, Mitchell decisivo nel quarto periodo

NBA

I Jazz conquistano il primo successo nella serie grazie al parziale da 31-12 arrivato nell'ultimo quarto, firmato da un Mitchell da 19 punti realizzati negli ultimi 12 minuti. Ai Rockets non bastano i 30 con sei triple di James Harden

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Utah Jazz-Houston Rockets 107-91

Alla vigilia tutti parlavano di lui, in tanti immaginavano uno scatto d’orgoglio e Donovan Mitchell – al secondo anno nella Lega e con un luminoso futuro davanti – non ha deluso le aspettative: i suoi Jazz in fondo non meritavano di subire un pesante 4-0 nella serie. C’è dunque il grosso zampino del n°45 di Utah nel successo in gara-4, arrivato dopo aver sperperato 14 lunghezze di vantaggio nel primo tempo. Quando a metà terzo quarto i Rockets sono riusciti a tornare avanti nel punteggio, crivellando la retina di canestri con i piedi oltre l’arco (17 anche questa volta, per la quarta in fila oltre quota 15 – nuovo record NBA per una squadra ai playoff), è stato naturale credere che i Jazz potessero alzare bandiera bianca. Non Mitchell invece, che nel quarto periodo ha messo il turbo realizzando 19 dei suoi 31 punti totali e approfittando così dei 12 minuti disastrosi di Houston in attacco (soltanto 12 punti segnati). Per il leader dei Jazz 11/26 al tiro (dovuto soprattutto alle difficoltà del primo tempo), sette rimbalzi e quattro assist, a cui si aggiungono le ottime prestazioni realizzative di Jae Crowder e Ricky Rubio. In due segnano 25 dei 32 punti totali messi assieme dai Jazz nel primo quarto, tirando 9/11 e regalando ai padroni di casa sin da subito la doppia cifra di vantaggio. Un margine in parte recuperato dai texani, ai quali però è mancato il solito smalto nel finale. James Harden chiude con 30 punti e un convincente 6/12 dall’arco, nonostante le otto palle perse in una serata da 16 totali per i Rockets. Da quelle sono arrivati ben 21 punti dei Jazz, che hanno saputo approfittare dei passaggi a vuoto dei texani, stanchi anche a causa del mancato impatto della panchina: alla sirena finale sono soltanto cinque i punti raccolti a gara in corso (segnati da un Austin Rivers da -16 di plus/minus, tra l’altro). Davvero troppo poco per arginare la voglia di riscatto di Utah. "Non pensate alla mia partita, dimenticatevi di me e ragionate su quanto fatto da Jae Crowder: ha tirato fuori gli attributi", sottolinea Mitchell ai microfoni a fine gara. Una partita insomma che vuol dire davvero tanto per la squadra di Salt Lake City.

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