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Playoff NBA, San Antonio Spurs-Denver Nuggets 120-103: Jokic da 43, ma si va a gara-7

NBA

San Antonio batte in casa Denver nonostante la super prestazione del lungo serbo dei Nuggets (43 punti, 12 rimbalzi e nove assist), riportando in parità la serie che si deciderà tra 48 ore al Pepsi Center in gara-7. Nove punti in uscita dalla panchina per Marco Belinelli

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San Antonio Spurs-Denver Nuggets 120-103

LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan, messi insieme, hanno fatto meglio, di poco, rispetto a uno scatenato Nikola Jokic. Ma tanto basta agli Spurs per allungare una serie in cui i texani hanno dimostrato per l’ennesima volta di avere sette vite. “Loro sono stati molto bravi in gara-5 a darci un bel colpo e a prendersi una vittoria che sembrava decisiva – racconta DeRozan – a quel punto ci siamo messi a lavoro per capire cosa era andato storto, come far ritornare in ritmo il nostro attacco”. Una ricerca che ha portato i suoi frutti, dato che gli Spurs hanno chiuso la sfida con 120 punti a referto (almeno 26 in ogni quarto), tirando con il 57% dal campo e il 41% dall’arco. Troppo, anche per un Nikola Jokic che gioca la sua miglior partita della serie. Per lui sono 43 punti totali – 27 nel secondo tempo – nuovo record di franchigia, terza miglior prestazione realizzativa di questa post-season alle spalle dei 50 di Damian Lillard in gara-5 e dei 45 di Kevin Durant meno di 24 ore prima. Il lungo serbo aggiunge al suo boxscore anche 12 rimbalzi e nove assist, sfiorando una tripla doppia clamorosa  e mai vista prima ai playoff da parte di un “centro” (con tutte le virgolette del caso): “Non so quello che mi aspetta, è la prima gara-7 della mia carriera – racconta Jokic dopo la doccia – probabilmente sarà ancora più complicata della partita che ci siamo appena lasciati alle spalle”. Dall’altra parte infatti Aldridge e DeRozan hanno deciso di fare sul serio: 51 punti complessivi (26 il primo, 25 l’altro), tirando entrambi con più del 60% dal campo – nonostante raccolgano una tripla totale in due. Un gioco dal midrange che ha pagato soprattutto nella fase cruciale del match, quando in apertura di quarto periodo gli Spurs hanno piazzato il parziale da 22-4 che ha deciso la sfida: nell’ultima frazione sono però arrivati anche quattro pesantissimi canestri dall’arco, uno dei quali a firma Marco Belinelli. Il n°18 azzurro sbaglia pochi istanti prima una conclusione da lontano, girandosi verso Popovich in panchina con la faccia rattristata, ma ricevendo in risposta un applauso di incoraggiamento più unico che raro da parte del burbero allenatore. Una scossa per Belinelli, che segna subito dopo la tripla che mette 11 lunghezze di distanza tra le squadre e chiude con nove punti a referto una partita che lo porterà a giocare l’ennesima gara-7 della sua carriera.

Una vittoria di squadra in casa Spurs

Un contributo complessivo e di squadra quello che ha portato al successo gli Spurs: sono cinque i giocatori in doppia cifra alla sirena finale, con Rudy Gay che ne segna 19 in uscita dalla panchina – al suo massimo in questa serie. La scelta offensiva dei Nuggets, che aveva pagato anche 48 ore prima, era sempre la stessa: attaccare forte il pitturato degli avversari, un’area non sempre protetta al meglio dai texani. Il conto dei punti nei pressi del ferro infatti è impressionante: 72-36 in favore di Denver, che tuttavia non è riuscita ad aggiungere una seconda dimensione alla sua partita offensiva, fermandosi a un modesto 8/31 complessivo con i piedi fuori dal pitturato. Quando nel terzo quarto Jokic ha realizzato da solo 17 punti con 8/9 al tiro (in 12 minuti più di quanto fatto da qualsiasi altro in tutta la partita), nessuno è riuscito a stargli dietro, facendo naufragare così le speranze dei Nuggets di chiudere i conti con una gara d’anticipo. Denver, forte del miglior record casalingo della regular season, parte comunque favorita, a caccia di una qualificazione al secondo turno playoff manca da dieci. Da quando la squadra guidata da Carmelo Anthony si arrese in finale di Conference contro i Lakers. Una vita fa, ricordi che in Colorado sperano di rinverdire nei prossimi giorni.